Giorno: 13 novembre 2018

SMAV CONSIGLIO COMUNALE PARTE II: DAL BILANCIO AL DIVIETO DI TRANSITO PER I MEZZI PESANTI.

consiglio_comunale

Continuiamo con il consiglio comunale che nella seconda parte scorre un po’ più velocemente tanto che i punti che riguardono gli adeguamenti oneri di urbanizzazione, relazione di Maurizio Masiello e i debiti fuori bilancio, relazione di Marcantonio Ferrara  vengono approvati dal consiglio senza troppa contestazione.

Vogliamo aprire una parentesi e ringraziare il presidente del consiglio Iadaresta, che sebbene con flebile voce, ci ha dato i risultati di ogni votazione. Ci pare giusto e doveroso che i cittadini sappiano come votano i propri rappresentanti, noi speriamo che sempre il presidente del consiglio, sensibile a questo problema fortunatamente, esorti chi fa lo streaming ad allargare l’inquadratura quando vi è l’atto del voto.

Interessante Bernardo riguardo il punto della variazione di bilancio, secondo il capogruppo di cambiare di si può manca nella variazione uno stralcio che verrà fatto dal governo nazionale di potenziali entrate che il comune rischia di perdere, sono importi che sono stati impegnati nella voce uscite e quindi mancheranno.

Ancora, il comune di Santa Maria a Vico si sta impegnando a pagare circa 400 mila euro per la bonifica delle fognature, ma cosa curiosa il comune pagherà gli importi pregressi fino al 2018 li finirà di pagare nel 2029!

Bernardo quindi ha chiesto un rinvio sull’approvazione del punto. Il segretario comunale sebbene chiamato in causa in maniera irrituale, in quanto in consiglio è solo verbalizzante al massimo si può chiedere un parare su regolamento e statuto, afferma che i soldi ci sono e il pagamento fino al 2019 è senza interessi. Bernardo giustamente non capisce, noi con lui, se il comune ha i soldi, perché allora non paghiamo!? Le risposte ci sono state sia del dirigente Morgillo e della segretaria, come pure dal delegato al bilancio, onestamente non l’abbiamo capiti, noi siamo all’antica se ci stanno i soldi e si hanno i debiti o si deve pagare un servizio lo si fa.

Interessante il punto 8 in pratica il consorzio di bacino ha chiesto al comune i soldi degli ultimi dieci anni di pregresso, in quanto mai al momento si era attivato, il comune nel corso degli anni mai aveva pagato, evidentemente sperando che il conto non arrivasse mai. Ebbene è giunto e si è addivenuti comunque a un accordo che si pagherà in meno rispetto a quello inizialmente chiesto dal consorzio di bacino ma è pur vero come ha sottolineato Di Cecco se si pagava in passato a prescindere dall’inattività del bacino non si dovevano pagare a oggi tutte quelle somme.

Il numero 9 che tratta di un regolamento ma non discusso prima nella relativa commissione viene saltato e il presidente del consiglio comunale Iadaresta si assume la responsabilità dell’errore di averlo inserito in consiglio. Quindi pure Iadaresta commette degli errori, a noi comunque non dispiace la modalità di conduzione del consiglio comunale fino ad ora, lo abbiamo visto permissivo e duro nei momenti giusti. Speriamo riesca a risolvere quel problema dell’art-20 dello statuto.

Ultimo punto, molto atteso è quello del divieto dei mezzi pesanti sulla nazionale con una ordinanza apposita. Inoltre il sindaco stesso ha parlato poter far istallare degli autovelox, arrivando anche a non incassare le somme e devolverle direttamente alla prefettura e di questo se ne parlerà al prossimo tavolo tecnico in prefettura proprio in questi giorni. Il sindaco ha chiesto, secondo noi in maniera corretta, il consenso e l’appoggio del consiglio comunale, che rappresenta la comunità. L’opposizione non ha fatto mancare il suo sostegno.

Ora noi pure siamo completamente in accordo con il sindaco per quanto riguarda i mezzi pesanti, e secondo noi si dovrebbe a questo punto intervenire anche sulla modifica della strada nazionale creando delle rotonde che metterebbero in difficoltà il passaggio dei mezzi pesanti e quindi sarebbero gioco-forza costretti a seguire naturalmente strade differenti. Sugli autovelox abbiamo le nostre perplessità in quanto se lo stronzo decide di andare a 200 km/h non c’è autovelox che tenga. Forse bisognerebbe trovare altre soluzioni e secondo noi, una potrebbe essere, paradossalmente, l’eliminazione totale dei semafori.

Comunque è lunga e fuori luogo spiegarla adesso, magari sarà argomento per una prossima pungiglionata.

Inutile dire che il punto passa all’unanimità.


 

 

 

 

Annunci

SMAV CONSIGLIO COMUNALE PARTE I: COMUNICAZIONI DEL SINDACO E CONTINUA IL CAOS GRUPPI CONSILIARI

consiglio_comunale

Ieri consiglio comunale in Santa Maria a Vico durato due ore poco più, ma che la prima ora è stata tutta presa da soli due punti: le comunicazioni del sindaco Andrea Pirozzi e la questione dei gruppi consiliari.

Comunicazioni del sindaco che ci sono parse sottotono rispetto alle nostre attese comunque rimangono sempre interessanti.

Si è parlato della istallazione delle telecamere in numero di 16 nelle zone periferiche, si ok ma quando? Prossimamente è stato detto, ma che significa? Un mese, due, sei? boh. Quindi solo nelle periferie al momento, ma nel centro arriverà poi in un secondo momento, forse.

Potenziamento polizia municipale, assunto un vigile, un secondo è pronto vi è già un bando in merito, che verrà utilizzato quale graduatoria per le assunzioni prossime nella macchina comunale.

Riqualificazione della stazione, sindaco in versione Toninelli, parlando di un intervento con una struttura, che non abbiamo capito come sarà fatta, su quest’area ci sarà una sala conferenza, una sala espositiva e uno spazio per bambini e un giardino. Insomma ci potremmo fare i pic-nic tra i treni par di capire.

Al centro del paese area ex mercato una zona degradata, testuali parole del sindaco è  Michele Nuzzo sta spingendo moltissimo perché questa zona sia risollevata. Anche se a maggior titolo dovrebbe essere l’assessore all’ambiente ad occuparsene di concerto magari con gli altri colleghi, vabbé forse l’area mercato entra nella sua “zona” di competenza del delagato al bilancio, tanto i consiglieri si distinguono per territorio non certo per delega. Comunque si tratta di creare un parcheggio, anzi uno dei 4 parcheggi come in via Caudio e a Rosciano e via Ferrante d’Aragona.

Si è parlato poi della donazione degli oblati, è dei finanziamenti ottenuti sia dal ministero interni, che dalla regione. Quindi ha specificato il sindaco che non tutta la struttura sarà utilizzata dalla protezione civile ma va comunque creata una sala per loro perché il finanziamento riguarda la protezione civile. Il punto come poi ha fatto notare Di Cecco è capire quanto spazio sarà utilizzato dalla protezione e quali agli eventuali musei e biblioteche, che però aggiungiamo noi non vengono ancora menzionati dall’amministrazione, per certo si sa che la protezione civile utilizzerà locali dell’ala est del complesso aragonese.

Per quanto riguarda gli argomenti più attesi almeno da noi, questo ha detto il sindaco:

Sul palazzetto dello sport ci si limita a dire solo che la ditta sarà la seconda classificata al tempo della gara. Sfruculiato da Bernardo il sindaco cede la parola al dirigente Ferrara che informa da un punto di visto economico non vi sarà un aggravio di spesa sull’ente.

Per quanto riguarda la questione guasti e interruzione idrica vi è la volontà di affiancare al consorzio l’Arin. Come questo elimini il problema non è dato saperlo.

Insomma ci aspettavamo qualcosa di un po’ più dettagliato.

Il presidente del consiglio Iadaresta giustamente ha fatto notare che dal prossimo consiglio comunale non saranno consentite repliche alle comunicazioni del sindaco come da statuto. Siamo perfettamente in sintonia, chiediamo al presidente però di fare differenza tra comunicazioni e comizio. In quanto dire per esempio: all’opera x abbiamo avuto il finanziamento tot. è una comunicazione. Ma dire all’opera fondamentale del programma elettorale x abbiamo ottenuto grazie alle nostre incredibili capacità il finanziamento tot. secondo noi è una comunicazione certo, ma pure un comizio e in questo caso ci pare giusto che le opposizioni abbiano la possibilità di replica.

Attenzione non stiamo dicendo che il sindaco Pirozzi faccia i comizi in consiglio, ma ci pare saggio però non limitare la già limitata voce dell’opposizione in consiglio comunale in determinati casi.

Passiamo al punto che più abbiamo chiesto si svolgesse in questo anno e cioè la definizione dei gruppi consiliari: purtroppo siamo basiti da come sia stato trattato con incredibile approssimazione l’articolo 20 dello statuto che pure è stato scritto con l’unghia incarnita del piede.

Infatti viene definito tale articolo dal capogruppo di maggioranza Michele Nuzzo semplice, tanto semplice che ben due segretari comunali sono arrivati a conclusioni diametralmente opposte.

Questo articolo, a nostro avviso incostituzionale, limita nei fatti la libertà del consigliere comunale, che non solo non può creare un gruppo politico che sia scollegato alla lista di appartenenza, ma non può nemmeno abbandonare il suo gruppo originario entrando nel misto perché bisogna essere in due! Insomma se qualcuno in questo consiglio comunale volesse creare, facciamo un esempio, il gruppo consiliare Movimento 5 stelle non potrebbe farlo in quanto non era una lista presente alle elezioni! Ci rendiamo conto? Ancora, un consigliere, vedi Moniello, che è in dissenso con il suo gruppo, ci deve stare per forza dentro e non può politicamente abbandonarlo perché si deve essere in due per fare almeno un gruppo misto. Poi il misto lo puoi chiamare come te pare, ad maiora, movimento 5 stelle, pinco pallino, briscola ecc. Cioè ma veramente state facendo?

Addirittura si arriva all’assurdo di eliminare il gruppo Partito Democratico, in quanto si presentò alle elezioni come lista in Cambiare si può! Siamo alla sagra dell’assurdità.

La segretaria generale dovrebbe spiegare cosa significa questo passaggio: “Qualora la lista elettorale sia espressione di più gruppi politici, questi possono costituirsi in singoli Gruppi consiliari; in mancanza, il Consigliere o i Consiglieri eletti in una stessa lista formano un Gruppo consiliare.”

La lista cambiare si può fu notoriamente formata da Pd e Nuovo Centrodestra. Pina Sgambato dichiarò di fare gruppo a sé nel primo consiglio comunale -come da statuto- e l’allora segretario comunale, presidente del consiglio e consiglieri tutti non sollevarono nessuno dubbio!

Si vuole zittire la minoranza? Ma ci riescono benissimo da soli!

Michele Nuzzo poi è meraviglioso nel suo arrampicarsi sugli specchi facendo una distinzione tra gruppo politico e gruppo consiliare riuscendo a dire che: una cosa è dichiarare l’appartenenza ad un gruppo politico, altra cosa è dichiarare la costituzione di un gruppo consiliare.

Ma cosa dice consigliere? E allora come si spiega questo passaggio: “Il Consigliere che intende appartenere a Gruppo consiliare diverso da quello della lista o del singolo Gruppo politico di provenienza deve darne comunicazione al Consiglio, depositando dichiarazione scritta di accettazione da parte del nuovo gruppo.” E’ scritto, confusamente certo, che un consigliere che vuole abbandonare il suo gruppo consiliare o gruppo politico, ripetiamo gruppo politico, deve darne comunicazione. Michele Nuzzo ancora si inventa completamente l’art.20 dicendo che un gruppo consiliare può esistere solo se si rifà alle liste elettorali. Quindi se un consigliere volesse passare da un gruppo consiliare denominato lista per il panino con il salame a lega mettiamo (che è presente in parlamento) non potrebbe farlo! Quindi il consigliere comunale non è libero di esprimere in consiglio comunale il suo sentire politico! Ma complimenti!

Pina Sgambato giustamente ha affermato che alla presentazione delle liste era già stabilito che Cambiare si può era una lista di coalizione di più gruppi!

Il sindaco secondo noi giustamente, seppur in un ritardo clamoroso, ha cercato di trovare una soluzione nel volere proporre una modifica dell’articolo 20. E siamo d’accordo con lui. Però sindaco la modifica deve tener conto della libertà dei consiglieri di poter creare un gruppo che sia espressione di lista elettorale o partito politico presente in parlamento nazionale, e che due consiglieri possano creare un gruppo nuovo se in numero minimo di due, il singolo consigliere può costituire un gruppo misto.

Comunque tutti a dire che è semplice l’articolo 20 ma anche la segretaria comunale arriva a dire che è carente.

Secondo noi il pessimo articolo 20 si deve interpretare in questo modo: il gruppo consiliare si forma quale espressione della lista elettorale. Se la lista elettorale era espressione di più gruppi politici riconosciuti in maniera chiara e univoca -e qualcuno metta in dubbio che Pina Sgambato non era e sia del pd per cortesia- allora i gruppi politici saranno o della lista e del gruppo politico (esempio: Cambiare si può e Pd) oppure di due gruppi politici (esempio: nuovo centro desta e pd). Questo va comunicato al primo consiglio comunale. Se si vuole creare un nuovo gruppo consiliare non lo si può fare, si può solo creare il gruppo misto ma bisogna essere in due minimo. Ad Maiora ad esempio mai poteva definirsi gruppo autonomo perché Città Domani da cui era fuoriuscito, non era espressione di più gruppi politici. Così come PerSantamaria che non era espressione di più gruppi politici ma solo una lista. Mentre Svoltiamo insieme liberamente era espressione di due gruppi politici, la svolta e insieme liberamente.

Si sperava si mettesse parola fine a questa storia, invece incredibilmente si crea ancora più confusione. Un anno per creare il nulla, anzi no, per eliminare un gruppo di opposizione.

Sarebbe stato interessante sentire le parole di Giuseppe Nuzzo all’epoca presidente del consiglio comunale, che ha preferito rimanere silente.

Purtroppo ha parlato Carmine De Lucia dalla sua opposizione ammorbandoci con la pagina da libro cuore che non vi è differenza tra capogruppo e consigliere se non minima. Non è questo il punto, certo poi magari si potrebbe parlare dei tempi di discussione in consiglio per esempio. Qui si tratta invece di lasciare libero il consigliere di esprimere il proprio sentire politico, perché se un consigliere dovesse essere in disaccordo tale con il programma della maggioranza da volerne uscire non potrebbe farlo e gli rimarrebbero solo le dimissioni, creandosi un vincolo di mandato de facto che anche questo è anticostituzionale.

Questa è la prima parte. Nel pomeriggio la seconda.