Mese: gennaio 2019

ITALIA: GIORGIA MELONI IL PEGGIOR POLITICO DI QUESTI ANNI.

giorgia meloni

Spesso ci occupiamo il lunedì del malgoverno di questi mesi. Ma questa settimana siamo andati ben oltre il mal governo, siamo a un vero e proprio governo disumano che mai si era visto nella Repubblica. Non saremo noi a ripetere fatti oltremodo noti e riportare alla mente i motivi che in questi giorni ci fanno usare parole forti.

Proviamo quindi -presi dal disgusto- di guardare un po’ più in là a questo governo insulso.

E ci occupiamo quindi di una dei peggiori politici di questi ultimi anni: Giorgia Meloni.

Nonostante in Italia in questo periodo vi sia un rigurgito di consenso, anche sfrenato, per posizione di estrema destra, tutti ne beneficiano nei sondaggi in primis Lega Nord per l’indipendenza della padania fino a Casapound et similia, ma chi invece non riesce a staccarsi dal quel 4% è proprio Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Questo ha una spiegazione semplice ma probabilmente non lontana dalla realtà: perché votare un doppione di Salvini?

Ecco, questo il punto. Salvini con il suo prima gli italiani, a morte i negri, fuori dall’euro e cose così ha in pratica tolto acqua al mulino di Fratelli d’Italia che non riesce per limitatezza ideologia ad evolversi e quindi si riduce a fare da cassa di risonanza di Salvini.

Oggi chi vota per Giorgia Meloni è soprattutto meridionale o laziale che non ha dimenticato le offese leghiste e il roma ladrona e non riesce proprio a mettere una x sul simbolo Salvini premier.

Eppure una destra diversa e slegata dal passato pesante e ingombrante del ventennio fascista è possibile. L’aveva capito Gianfranco Fini, politico che negli anni ’90 è stato protagonista di quel decennio portando Alleanza Nazionale anche al 15% un risultato straordinario tenendo conto dei voti deprimenti di oggi di Fratelli d’Italia. E’ Fini è finito per problemi familiari che lo hanno coinvolto indirettamente in scandali finanziari, non certo perché battuto politicamente.

Ma appunto quale destra? Non sta certamente a noi essendo di ideologia contraria e avversa dare consigli, ma vi sono aspetti ideologici di destra che potrebbero essere condivisibili e sostenuti.

Facciamo degli esempi:

Nazionalismo e bandiera. Salvini si sbatte parlando di prima gli italiani ecc. ecc. ma è solo uno slogan cui non ci crede manco lui vista la sua storia recente. La Meloni invece, che ci crede davvero, potrebbe entrare in questo scenario parlando davvero degli italiani minacciati se non come popolo come cultura e pensiamo al Trentino Alto-Adige, pensiamo a Corsica e Nizza, pensiamo a Malta, pensiamo all’Istria. Invece si sta a lì a ripetere a pappagallo prima gli italiani che poi non significa nulla se non un modo per dire tu immigrato, tu nero, tu diverso, vieni dopo nella scala dei diritti.

Bisognerebbe poi spogliarsi di queste persistenti influenze Nazi-fasciste come ad esempio il discorso dello ius soli, che incredibilmente è diventato poi un argomento di sinistra, ma non lo è affatto! Non c’è nulla di sinistra anzi è un discorso di destra moderna allargare il concetto di italianità ai figli degli immigrati regolari che lavorano, rispettano le leggi e pagano le tasse, nati sul sacro suolo italico. Un paese di destra nel vero senso della parola come gli Stati Uniti hanno fatto proprio da secoli il concetto di ius soli. Anche i Romani, cui crediamo che sia la Meloni che la destra nazionale guardi con un certo fascino, concedevano la cittadinanza agli stranieri per merito!

Il problema di Giorgia Meloni è proprio questo se non vuole essere fagocitata dalla Lega Nord per l’indipendenza della padania è non diventare un banale megafono di Salvini. Ma portare invece quest’ultimo attraverso le sue contraddizioni a scoprirsi quale bluff.

Basterebbe sfidare Salvini sulla criminalità organizzata, basterebbe questo. Sulle risorse economiche alle forze dell’ordine magari, sulla marea di leggi che legano le mani ai procuratori antimafia e ai giudici. Basterebbe questo.

Cara Giorgia tutto sta a capire: cosa vuoi fare da grande?

Intanto… Buona Catastrofe.


 

 

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ARIENZO SONDAGGIO: COME GIUDICHI L’AZIONE AMMINISTRATIVA DELLA GIUNTA GUIDA?

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SONDAGGIO APERTO

Dunque, da quando il Sindaco Davide Guida e ArienzoèTua ha ottenuto il consenso per un nuovo mandato non abbiamo mai posto un sondaggio per sondare gli umori dei cittadini arienzani.

Un po’ per tanti motivi invero, un po’ per far passare il giusto tempo, oramai siamo al giro di boa. Un po’ per i tanti cambi in giunta avevamo deciso di attendere un pochino, ma non si ha momento di pace in questo senso e quindi alla fine abbiamo deciso di provare lo stesso a creare un sondaggio.

Vi saranno quattro risposte possibili alla domanda del titolo. Il voto come sempre sarà segreto e si potrà votare per 2 giorni circa, comincerà domani 19 alle 08:30 e si chiuderà lunedì 21 alle 08:30.

Chiediamo come sempre agli amministratori dei gruppi arienzani di avere un po’ di pazienza se saremo invasivi, ma nel caso inviateci una mail e ci fermeremo subito.

SMAV: IL COMUNE PRESENTA IL CONTO AL CONSORZIO IDRICO

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In questi anni -come è tristemente noto- Santa Maria a Vico ha patito una continua e costante problematica di mancanza d’acqua dovuta a tanti sedicenti problemi quali: il pozzo, il quadro elettrico, gargamella, i gremlins e quant’altro ancora.

E’ questo un problema così annoso che si pensi esistono ben due sentenze del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che condannano il Consorzio Idrico Terra di Lavoro (citl) datate entrambe 2006! Precisamente la sentenza nr. 1501 che condanna il citl al pagamento in favore del comune di Santa Maria a Vico di 1.302.488,32€ per inadempimento contrattuale inerente agli obblighi di manutenzione e gestione; ancora con sentenza nr. 850 per gli stessi motivi per 269.963,19€. 

Finalmente il comune di Santa Maria ha deciso di riscuotere questi crediti forte anche di una ulteriore sentenza favorevole ottenuta nel Febbraio 2018 che dichiara il diritto del comune di Santa Maria a procedere ad esecuzione forzata nei confronti del citl per entrambe le sentenze.

Fino a qui tutto bene, anzi benissimo, il consorzio -per quanto ci riguarda- meriterebbe di sparire e condannato alla damnatio memoriae.

C’è però una cosa che ci lascia un po’ perplessi.

In quanto il secondo pozzo come si può evincere dalla determinazione nr.510 del 29.05.2013 il comune di Santa Maria a Vico aveva stabilito che per la sua realizzazione il costo fosse tutto a carico del Citl scomputandolo dalle sentenze 850 e 1501 emesse dal tribunale si Santa Maria Capua Vetere. Ricordiamo che il costo del secondo pozzo fu di poco più di 300.000€.

Pare però che questa richiesta del comune di Santa Maria del rispetto delle sentenze non tenga conto del costo del secondo pozzo.

A questo punto ci chiediamo se non vi è un qualche errore nel richiedere il conto. Errore che sia chiaro potrebbe essere anche nostro, è così?

Inoltre se appunto abbiamo sbagliato e quindi poi il secondo pozzo non fu finanziato con parte dei soldi delle sentenze che Santa Maria a Vico vantava, con cosa è stato finanziato?

Inoltre, ci piacerebbe capire al netto dell’atavica inadempienza della giustizia italiana, com’è possibile che con due sentenze così corpose, che per un piccolo comune sono manna dal cielo, dal 2006 si invia un precetto di pagamento solo nel 2014! Poi è chiaro che il citl ci prova e si oppone e passano altri anni fino ad arrivare al 2018.

Siamo certi di una pronta risposta e attendiamo, ovviamente daremo conto al nostro lettore.

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ricorso azione legale recupero crediti citl


 

 

ARIENZO: ANTICIPAZIONE DI TESORERIA AGAIN… AGAIN…AGAIN…

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A livello nazionale siamo arrivati ad avere un bilancio seppur per il rotto della cuffia prima dell’esercizio provvisorio e vedremo quali saranno gli effetti.

Per i comuni, almeno quelli della Valle di Suessola, si comincia adesso a ragionare in termini di bilancio preventivo. 

Osservato speciale rimane Arienzo in quanto proprio la redazione del bilancio è un momento di fibrillazione. Lo scorso anno vi fu un terremoto a livello amministrativo con assessori che abbandonavano la giunta, a stento poi il sindaco Guida riuscì in qualche modo a salvare capre e cavoli.

Una cosa che ci ha incuriosito dunque, è il ricorso all’anticipazione di tesoreria. Brevemente diciamo che questa anticipazione sono soldi che il comune si fa prestare dal suo tesoriere (quindi da sé stesso) per pagare un qualcosa in quanto si trova a corto di liquidità momentanea per pagamenti urgenti e indifferibili. Anticipazione che va restituita durante l’esercizio in corso e inoltre vi è un tetto massimo di soldi che si possono prendere.

Ricorrere all’anticipazione una volta ogni tanto non è un male anzi, come detto è un metodo per sopperire alla mancanza di liquidi. Pensiamo a una persona fisica che ha un cospicuo conto in banca ma nel portafogli si ritrova con pochi spiccioli.

La nostra curiosità nasce dal fatto che quantomeno negli ultimi quattro esercizi finanziari, non abbiamo avuto modo di controllare ma forse pure negli anni antecedenti il 2014, è stata chiesta sempre chiesta e per pagare le spese correnti. 

Per quanto ci riguarda il ricorrere costantemente all’anticipazione di cassa rappresenta un problema grosso in quanto il comune si ritrova sempre senza liquidità e quindi vi è un problema di riscossione delle entrate. Insomma la gente non paga le tasse. Fino a qua normale, ci saranno sempre persone che per un motivo o un altro non riescono o non vogliono pagare il dovuto, ma il punto è però a che livello di percentuale stiamo? Sono circa 3000 i contribuenti Arienzani quindi quanti non pagano? Qual’è la percentuale di riscossione dei residui? Possibilmente degli ultimi tre anni. L’anticipazione di tesoreria è stata sempre restituita?

Queste sono domande che doniamo gratuitamente all’opposizione consiliare sempre che siano in grado di affrontare un tema complesso come il bilancio preventivo.

Nei prossimi giorni o settimane (ci stiamo toninellizzando) analizzeremo lo stato di salute economica dei comuni suessolani.


 

SMAV CIMITERO: SI ASSEGNANO LOCULI. NON ESISTE PIU’ IL PROBLEMA.

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“E’ stato diramato oggi, dal responsabile del settore Urbanistica-Cimiteri, l’avviso pubblico per l’assegnazione in concessione d’uso per 99 anni di 185 loculi nel cimitero in ampliamento.

«Sulla scia degli impegni presi in campagna elettorale – commentano il sindaco Andrea Pirozzi ed il consigliere delegato Marcantonio Ferrara –, l’avviso pubblico è un ulteriore passaggio per la libera fruizione da parte dei cittadini dell’area di ampliamento, per troppi anni interdetta e restituita grazie all’impegno di questa amministrazione. Nel caso in cui ci saranno maggior richieste, rispetto ai loculi disponibili, ci impegniamo a realizzarne di nuovi nella stessa area per soddisfare le esigenze di tutti. Pertanto invitiamo tutti i cittadini che hanno l’esigenza a presentare l’istanza, in quanto è nostra intenzione soddisfare le richieste di tutti i richiedenti anche, qualora fosse necessario, con la realizzazione di ulteriori loculi. Ringraziamo il responsabile del settore, l’architetto Luigi De Lucia, per il lavoro svolto che ci ha permesso di arrivare ad un risultato insperato prima dell’insediamento di questa amministrazione: un risultato cui solo noi credevamo».

L’introito della procedura, che finanzierà anche 6 loculi che l’Amministrazione comunale intende riservarsi per eventuali esigenze future, sarà destinato al completamento del nuovo cimitero. Il costo per ogni loculo (da corrispondere dopo l’assegnazione ma prima della sottoscrizione dell’atto di concessione) va da 1425 a 2030 euro, oltre a 500 euro per l’apposizione di lapide cui il concessionario potrà rinunciare con obbligo però di provvedervi entro un anno dall’atto di concessione.

Potranno partecipare cittadini residenti nel comune oppure non residenti (purché nativi, discendenti di famiglie native o residenti, familiari di persone coniugate con nativi o residenti, parenti di persone già inumate all’interno del cimitero comunale) purché non concessionari di tombe di famiglia oppure concessionari purché mancanti di disponibilità nelle stesse. Sarà concesso diritto di priorità a coloro che devono procedere all’esumazione di un congiunto.”

Questo il comunicato stampa che molti avranno già letto in quanto una notizia importante e i giornali on line e cartacei avranno certamente dato attenzione.

Noi aggiungiamo solo alcune cose.

Siamo d’accordo quando si dice che è un risultato insperato. La situazione era incredibilmente ingarbugliata da un punto di vista amministrativo e giuridico e di non semplice soluzione.

Non siamo d’accordo invece quando si va a dire risultato che solo noi credevamo.

Non è vero. Se davvero l’amministrazione al suo insediamo aveva già una efficace strategia di uscita da questo problema tutti gli assessori avrebbero fatto a gara per avere la specifica delega. Inoltre, proprio la delega è stata affidata a un consigliere comunale e non ad un assessore, certamente rendendo il lavoro dello stesso consigliere un po’ più complicato. Il personale è quello che è, prima vengono i bisogni del sindaco, poi gli assessori e infine quando ci sta tempo si pensa a soddisfare i consiglieri delegati.

Marcantonio Ferrara cui va interamente il merito di aver risolto questa problematica, ha lavorato in silenzio, senza fare casino, qualche sconfitta l’ha subita ma non  determinante ai fini del risultato finale. Morale della favola? Cimitero dissequestrato, loculi che si cominciano a distribuire, consigliere comunale che non merita l’onore e l’onere di un assessorato.

Ma magari una conferenza stampa, un qualche riconoscimento!

Si sono fatte conferenza stampa su delle emerite stronzate, devo proprio ricordare alcune figuracce tipo finale Kickboxing? Ma ve ne sarebbero altre.

Sia chiaro: con il consigliere Ferrara vi è una lunga amicizia che ci lega ma in politica, non esiste tale sentimento, infatti il consigliere non ha avuto il nostro voto e visto che stiamo pure cambiando residenza non lo avrà mai.

Si tratta di un dato oggettivo.

Noi siamo certi che entrerà in giunta e probabilmente gli ultimi 6 mesi di amministrazione così giusto per dargli il contentino.

 


 

 

E ALLORA IL PD?

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E’ stato approvato il bilancio 2019, senza entrare troppo nel merito, che non siamo economisti, ma è inevitabile che ci si aspetta da un governo, che si definito del “cambiamento” e ha presentato una manovra economica chiamandola “del popolo”,  un miglioramento se non proprio della qualità della vita quanto meno degli indici macroeconomici che caratterizzano l’economia di uno stato. Ovviamente in rapporto ai Governi degli ultimi anni quanto meno.

Se poi come dice Di Maio siamo alle soglie di un boom economico allora non solo il governo detto Conte dovrà far meglio dei governi precedenti ma dovrà fare di gran lunga meglio.

Analizziamo i dati dal 2013 al 2017 e cioè in pratica dal governo Letta (Aprile 2013 al Febbraio 2014), Renzi (febbraio 2014 al Dicembre 2016) e Gentiloni (dicembre 2016 al Giugno 2018). Dal primo Giugno 2018 è appunto in carica il governo detto Conte.

Quindi andiamo a vedere il tasso del Prodotto Interno Lordo (Pil) in quegli anni e precisamente del Pil reale cioè la ricchezza prodotta dallo stato a prezzi costanti:

PIL 2013: -1,9
PIL 2014: 0,1
PIL 2015: 0,9
PIL 2016: 1,1
PIL 2017: 1,6.

Il 2018 non lo contiamo in quanto si tratta di un anno che consideriamo “ibrido” tra i governi centro-sinistra e populisti.

Altro elemento, il Debito Pubblico in rapporto percentuale al PIL:

Debito/PIL 2013: 129,00
Debito/PIL 2014: 131,80
Debito/PIL 2015: 131,60
Debito/PIL 2016: 131,40
Debito/PIL 2017: 131,20.

Passiamo poi alla pressione fiscale in percentuale al PIL:

Pressione Fiscale 2013: 43,6
Pressione Fiscale 2014: 43,3
Pressione Fiscale 2015: 43,1
Pressione Fiscale 2016: 42,4
Pressione Fiscale 2017: 42,2.

Tasso di disoccupazione:

Disoccupazione 2013: 12,1
Disoccupazione 2014: 12,7
Disoccupazione 2015: 11,09
Disoccupazione 2016: 11,7
Disoccupazione 2017: 10,09.

Ci fermiamo qui.

Seppur è vero che non solo di economia vive l’uomo, ma vi sarebbero altri parametri ancora da valutare, è pur vero che la ricchezza prodotta è indice della salute di uno stato e siccome senza soldi non si cantano messe è difficile creare o attuare piani fantascientifici di benessere senza la materia prima e cioè: il danaro.

Non ci aspettiamo di certo il miracolo promesso da Luigi Di Maio ma quanto meno per il 2019 parametri migliori rispetto a questi elencati, che sebbene non entusiasmanti ma ci dicono, senza voler fare dello stupido tifo, che a passo di lumaca tutti gli indicatori principali macroeconomici erano in miglioramento.

Attenderemo i vari trimestri che si presenteranno per capire in che direzione stiamo andando se verso il benessere o addirittura il boom economico o invece verso il baratro.

Intanto … Buona Catastrofe. 


 

 

 

 

 

IL BARDO E LE FESTE

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Il Bardo è tornato e sempre con piglio satirico ci racconta come ha visto questo periodo di festività natalizie. Alcuni critici parlano di offese in quanto il Bardo mette in ridicolo alcuni personaggi santamariani. Interessante davvero, noi possiamo solo dire che la satira : Essendo una forma d’arte, il diritto di satira trova riconoscimento nell’art. 33 della Costituzione, che sancisce la libertà d’arte, ma è una forma d’arte particolare, perché il contenuto tipico del messaggio satirico è lo sbeffeggiamento del suo destinatario, che viene spesso collocato in una situazione grottesca e comica. La satira politica mette in ridicolo il personaggio al di sopra di tutti, l’intoccabile per definizione. Esalta i difetti dell’uomo pubblico ponendolo allo stesso piano dell’uomo medio. (https://satirapolitica.wordpress.com/2013/09/25/la-satira-politica-nella-storia/)

Ma facciamo cantare il Bardo:

Cari amici,

in queste feste sono riuscito a rilassarmi tanto e bene. Anche perché, a dire il vero, c’è un aedo che mi sta rubando la scena. Un instancabile menestrello, un cantore stimato e stimabile (un Nobile, tra l’altro) che sta raccontando anche egli le gesta della casata Pirozziana. E, tra le altre cose, a lui questi servigi sono stati richiesti in ufficial maniera. Ovviamente io persevererò nella mia opera perché ritengo modestamente di poter dare un taglio più epico alle Santapolloniche peripezie rispetto all’esimio servitore delle Muse e del Vero. 

Infatti, nonostante i servigi del biondo titolato, non posso far altro che notare il distacco che c’è, a torto, tra il popolo ed i sovrani quando si tratta di far festa e comunicare lieti eventi.

Paradossalmente i Nostri, essendo abituati alle più ardue imprese ed all’atto cantarsele e suonarsele (e farmele cantare), vengono meno nelle cuciture quando c’è da comunicare un evento al quale dovrebbe essere richiesta molta partecipazione.

Ad esempio, abbiamo già accennato al pranzo per gli anziani tenutosi nel periodo natalizio. Qualcuno mi ha fatto notare che furono anche affissi degli avvisi alle mura del borgo ma gli anziani partecipanti al banchetto erano sempre gli stessi degli scorsi anni. Nessuna faccia nuova, insomma. Come nessuna faccia nuova si è vista alla presentazione dell’opera pittorica raffigurante gli illustri uomini che hanno fatto grande, già prima del Santappolonico, ma senza saperlo, il territorio Santamariano. E sempre le stesse et poche persone si vedono anche in occasione degli eventi culturali voluti dall’avvocato Nuptis o in genere tutti quelli organizzati dalla compagine di governo. Eventi dei quali viene data notizia, che sono molo spesso organizzati bene e degni di attenzione. Ma che non trovano partecipazione da parte dei popolani, come se vi fosse un muro invisibile tra questi ultimi e i nobili amministratori. Un muro che dovrebbe venire meno proprio quando questi ultimi decidono di immergersi tra le folle acclamati accogliendole alla loro corte. 

Quindi, miei cari concittadini acquisiti, perché non accorrete? Anche se vi pare che il Santappolonico ed i suoi sodali vi invitino “tantp per “ma non vi vogliano con loro, vi posso assicurare che non è così e che sarete bene accolti al prossimo evento del Nuptis, ad uno dei gazebi del fanciulletto, ai convegni organizzati nella casa comune o ai pantagruelici banchetti con la castana Biondo.

Vi aspetterò lì insieme ai nostri prodi eroi.

Il vostro amichevole Bardo di quartiere.