
Non volevamo darla, questa notizia. Non perché mancasse, ma perché francamente non ci interessa fare da megafono all’EAV e al suo presidente Umberto De Gregorio, incollato alla poltrona con la stessa ostinazione con cui Gabriele Gravina resta al suo posto. E non volevamo nemmeno infierire sui pendolari per non offenderli che, tra l’altro, siamo certi già sanno in maniera inconscia quale sia lo squallore.
Ci siamo convinti, perché dopo elezioni provinciali appena archiviate e comunali all’orizzonte, il risultato è desolante: nessun sussulto di dignità da parte della politica locale. Nessuna presa di posizione, nessuna pressione, nulla. Sindaci, opposizioni, candidati veri o presunti: il vuoto assoluto!
E allora eccola, la “novità”. Secondo EAV, la nuova data per la riapertura slitta a gennaio 2027.
C’è però una piccola evoluzione, quasi tenera: questa volta non ce la vendono come certezza granitica, ma con le dovute cautele. Si parla infatti di tempi subordinati “all’assenza di ulteriori ritardi da parte dell’appaltatore nel completamento dei lavori residui e nella produzione di tutta la documentazione necessaria per avviare l’iter autorizzativo presso gli enti preposti” e “alla piena disponibilità del gestore dell’infrastruttura nazionale Rete Ferroviaria Italiana per l’effettuazione di tutti i test e le prove necessarie”.
Dopo sei anni, almeno una cosa l’hanno imparata: non fare più promesse.
Ci sono dichiarazioni dell’assessore Affinita oppure il treno non gli serve per andare in giro col gemellaggio a spese dei cittadini?