
Proviamo a parlare di calcio, se ci riusciamo, in questa estate che per molti appassionati sarà inevitabilmente malinconica vista l’assenza della Nazionale anche da questi Mondiali. Cercheremo comunque di parlare in qualche modo anche del Napoli.
Sono stati pubblicati i calendari e già si è iniziato a urlare al complotto: il Nord cattivo, il Palazzo, il sistema che non ci vuole bene e tutta la solita solfa che scatta a livello pavloviano. Non si è ancora capito quale sarebbe il problema, ma lamentarsi pare faccia bene alla gestione della frustrazione.
Noi, che siamo tifosi ma prima ancora sportivi, ce ne freghiamo abbastanza di passare le giornate a discutere del calendario. Però proprio il calendario ci ha fornito uno spunto interessante.
Dunque, proviamo a fare un gioco. Immaginiamo un calendario completamente diverso per campionati, coppe nazionali, competizioni europee e nazionali. Un cambiamento radicale rispetto al modello attuale.
Ci spieghiamo, o almeno ci proviamo.
Da sempre le competizioni nazionali ed europee si intersecano. Campionati e coppe iniziano più o meno nello stesso periodo e terminano più o meno insieme. Una volta poteva avere un senso, quando le squadre impegnate erano poche e le competizioni europee prevedevano esclusivamente turni a eliminazione diretta con andata e ritorno.
Oggi però partecipano molte più squadre, esistono fasi campionato, gironi, playoff e una quantità enorme di partite. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: rose sempre più ampie, calendario congestionato, aumento degli infortuni e nazionali viste quasi come un fastidio che interrompe la routine dei club.
La nostra idea, il nostro gioco, è superare questo sistema creando un calendario che potremmo definire “a compartimenti stagni”. In pratica: prima si svolgono i campionati nazionali, poi le coppe nazionali e le coppe europee, infine le competizioni per nazionali.
Poniamo una regola semplice: ogni campionato inizia la prima domenica successiva al 15 agosto. Prendendo come riferimento la stagione 2026-27, la prima giornata si disputerebbe il 16 agosto 2026.
Seconda regola: si gioca due volte a settimana, per comodità la domenica e il mercoledì.
Il mercato estivo si svolgerebbe dal 15 luglio al 15 agosto.
Con questo sistema, mantenendo una Serie A a 20 squadre, il girone d’andata terminerebbe il 18 ottobre. Dopo una breve pausa di una settimana, il campionato riprenderebbe il 28 ottobre e si concluderebbe il 30 dicembre.
Entro la fine dell’anno avremmo quindi il campione d’Italia e tutte le qualificate alle competizioni europee.
A quel punto non esisterebbe più il mercato di riparazione, ma un vero e proprio “mercato per le coppe”, aperto dal 31 dicembre al 10 gennaio.
Da gennaio in poi si passerebbe alle competizioni a eliminazione.
Immaginiamo di riservare il mercoledì alle coppe europee e la domenica alle coppe nazionali.
Per semplicità concentriamoci sulla Champions League.
L’attuale formato prevede 36 squadre nella fase campionato, con le prime otto qualificate direttamente agli ottavi e le squadre dal nono al ventiquattresimo posto impegnate nei playoff.
Per quanto riguarda la Coppa Italia, invece, immaginiamo una riforma con 64 squadre e tabellone completamente a eliminazione diretta.
Con questa formula la finale di Coppa Italia si disputerebbe il 21 febbraio, mentre la Supercoppa Italiana, nel formato classico tra vincitore del campionato e vincitore della coppa nazionale, potrebbe essere giocata il 7 marzo.
La fase campionato della Champions League terminerebbe il 3 marzo. I playoff si disputerebbero il 10 e il 14 marzo. Dopo una settimana di pausa si partirebbe con ottavi, quarti e semifinali, sempre con gare di andata e ritorno.
La finale di Champions League potrebbe disputarsi sabato 17 aprile 2027.
Naturalmente abbiamo parlato solo della Champions, ma anche Europa League e Conference League terminerebbero grosso modo nello stesso periodo.
La Supercoppa Europea potrebbe essere collocata il 28 aprile.
Maggio diventerebbe invece il mese delle nazionali.
Prendendo come esempio le qualificazioni ai Mondiali, molte selezioni disputano fino a otto partite. Giocandone una a settimana e prevedendo alcuni giorni di ritiro tra un incontro e l’altro, l’intera fase di qualificazione potrebbe svolgersi tra metà maggio e i primi di luglio.
Per questa simulazione immaginiamo un ciclo biennale: in un anno si disputano le qualificazioni, nell’anno successivo la fase finale del torneo. Le nazionali non qualificate potrebbero utilizzare quel periodo per amichevoli o altre competizioni.
E poi si ricomincia.
Come si vede, si tratterebbe di un calendario probabilmente meno stressante e più facile da seguire. Si giocherebbe spesso due volte a settimana, ma con periodi ben definiti e maggiori possibilità di recupero fisico.
La Coppa Italia sarebbe valorizzata, così come le competizioni europee e soprattutto le nazionali, che avrebbero finalmente uno spazio tutto loro invece di essere infilate tra una partita di campionato e l’altra.
Come detto, è un gioco. Non pretendiamo che sia perfetto, anzi. Non ci interessa presentare una riforma definitiva, ma mostrare che una strada diversa da quella attuale potrebbe esistere. E magari, chissà, potrebbe anche essere più divertente da seguire.