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Anche il comune di Arienzo fa la sua parte e “caccia” i soldi al neo consorzio per le politiche sociali.

Come è oramai noto l’ambito è stato superato e i comuni facenti parte hanno deciso di unirsi in consorzio. Inalterata è rimasta la quota per singolo abitante di 10,00€ come quota associativa, cui va aggiunta la quota regionale. Quindi il comune di Arienzo pagherà 53.500€.

Il problema è capire, non tanto se il consorzio sarà più efficace dell’ambito nel gestire le politiche sociali, ma se i comuni riusciranno a pagare. Al momento -almeno per quello che riguarda Valle di Suessola- San Felice a Cancello e ora Arienzo hanno fatto il proprio dovere.

Ne approfittiamo anche per dire che 10,00€ per abitante per le politiche sociali ci pare alquanto misera somma, non se rapportata alla provincia di Caserta, ma a livello nazionale. Bisogna guardare chi sta meglio non chi sta peggio. Se facciamo un confronto con il 2012 quindi non con la preistoria, la spesa comunale media per le politiche sociali al Sud è di 51,3€ per abitante. I comuni calabresi che tra le regioni del sud sono quelli che spendono meno appena 24,6€ per abitante.

Ora vogliamo anche capire che vi sono comuni in dissesto come Maddaloni e San Felice a Cancello e forse in questo momento chiedere di alzare la quota è improponibile, ma non può essere un alibi per la lunga durata. Ci piacerebbe sapere dai comuni del neo consorzio secondo loro quanto sia corretto spendere per il sociale e se lo sia.

Noi non diciamo di dover arrivare alle cifre della media nazionale che è di più di 100€ per abitante ma quanto meno cerchiamo di far meglio della Calabria!

Spesso, soprattutto riguardo al comune di Santa Maria a Vico, ci capita di ascoltare di quanto sia in salute in termine di cassa, che le tasse sono più basse della provincia ecc ecc. Tutto molto bello e di certo bisogna anche plaudire a questi risultati, ma in termini di servizi come stiamo messi?

Se facessimo una classifica dei servizi offerti in ambito sociale in che posizione saremmo?

Ci pare di assistere in parallelo alla discussione sul “florido” regno borbonico, detto così perché i forzieri del re erano piene di soldi, vero, ma strade, ferrovie, commercio, sanità e via discorrendo erano arretrate rispetto agli altri paesi pre unitari, che avevano casse vuote e magari debiti, ma servizi per l’epoca eccellenti.

Quindi delle due l’una: o ci vantiamo delle casse piene, però dobbiamo dire che 10€ per abitante è una spesa massima e non si può andare oltre, o cominciamo a dire: bene le finanze sono in salute facciamo uno sforzo in più.


 

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al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)

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