Dal documento pubblicato emerge una vicenda che dovrebbe far riflettere. Si tratta di un‘interrogazione parlamentare presentata alla Camera dei Deputati dall’onorevole Carmela Auriemma del Movimento 5 Stelle sul Castello del Matinale di San Felice a Cancello.
La deputata, anche sulla base di articoli giornalistici pubblicati all’epoca, in particolare da Il Mattino a firma di Aniello Renga, ricostruisce la storia del bene e chiede al Governo se intenda promuoverne il recupero e la valorizzazione, anche attraverso l’utilizzo dei fondi del PNRR, in concerto con gli enti locali e le associazioni interessate, inserendo inoltre in un progetto organico l’intera area circostante.
La cosa che sorprende maggiormente è la data dell’interrogazione: 9 maggio 2023.
Da allora, non essendo arrivata alcuna risposta, sono seguiti diversi solleciti: agosto 2024, ottobre 2024, dicembre 2024 e infine marzo 2026.
Risultato? Nessuna risposta.
Ancora oggi, infatti, l’iter risulta semplicemente “in corso”.
Nel frattempo si sono succeduti ben due ministri della Cultura: l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e l’attuale ministro Alessandro Giuli. Il primo napoletano, il secondo romano. Ci teniamo a sottolinearlo perché qualcuno potrebbe pensare che il problema sia il solito disinteresse dei “cattivoni del Nord” verso un bene periferico del Sud Italia. Evidentemente non è così.
La vera sfortuna del Castello del Matinale è probabilmente un’altra: non si trova a Napoli e non garantisce particolare visibilità mediatica. Inoltre non è un sito borbonico, categoria che spesso sembra godere di attenzioni ben maggiori rispetto ad altri patrimoni storici che pure meriterebbero tutela e valorizzazione.
Vanno quindi riconosciuti i meriti di chi, almeno, ha provato a mantenere accesi i riflettori sulla vicenda: Il Mattino, il giornalista Aniello Renga, il Movimento 5 Stelle e l’onorevole Carmela Auriemma, che da tre anni continua a sollecitare una risposta che non arriva.
Il problema è che il tempo passa. E il tempo che passa, per un monumento abbandonato, è un danno.
Quando un giorno il Castello del Matinale dovesse cedere definitivamente all’usura e all’incuria, assisteremo probabilmente alle solite reazioni: rabbia, indignazione, dispiacere, dichiarazioni di circostanza.
Dureranno cinque minuti.
Dopotutto non stiamo parlando della Reggia di Caserta. E nemmeno di un monumento nel centro di Napoli.

