ITALIA: IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO GRAMMATICALE

C’è mancato poco.

Il governo stava per capitolare sulla questione Tav che come è stranoto esistono delle profonde divergenze tra chi vuole che l’opera continui (Salvini) e chi vuole che l’opera si fermi (Di Maio).

Sembrava una frattura insanabile tanto da creare una crisi, che appunto sembrava sfociasse in un caduta del governo all’indomani delle elezioni regionali in Basilicata e soprattutto delle importantissime elezioni europee e amministrative di maggio.

Ma questo è il governo della fantasia al potere e del cambiamento linguistico e quindi attraverso lo studio della neolingua ancora una volta si è riusciti a trovare il bandolo della matassa e salvare il proprio deretano tenendolo al morbido su comoda poltrona.

Inutile che raccontiamo la vicenda che può facilmente trovarsi navigando in rete, ma si è riusciti con un cavillo manco giuristico ma linguistico a trovare la quadra e quindi ecco che invece di “bandi di gara” si è utilizzato “avvisi di gara”. Ma non è meraviglioso?

E il bello è che vincono tutti. Vince Di Maio che dopo una serie di rospi ingoiati porta a casa un piccolo risultato, vince Salvini che può continuare a governare e allo stesso tempo a non fermare l’opera e sorprendente vince pure Conte che -sua questa pensata- dimostra di essere utile oltre a firmare documenti.

Questo della neolingua è un trucco però e quindi poi il problema Tav si ripresenterà in tutta la sua forza tra qualche tempo sebbene però dopo le europee e amministrative quando i rapporti di forza di questo governo saranno ufficialmente capovolti da un voto popolare.

Per quanto tempo si utilizzerà questa neolingua per salvarsi la pelle non lo sappiamo, ma certo si è trovata una gallina dalle uova d’oro. Ricordiamo come il condono è cambiato in pacificazione. Quindi abbiamo la pacificazione edilizia, la pacificazione fiscale.

Come pure il cambiamento linguistico lo si trova nei numeri e quindi il rapporto deficit/Pil del 2,4% diventa 2,04%. 

Noi siamo affascinati davvero.

BUONA CATASTROFE


 

 

 

Annunci

MADDALONI PALLA AL PIEDE 2 PARTE

palla-al-piede

Proprio ieri avevamo chiesto al sindaco di Arienzo -Davide Guida– di pronunciarsi in merito alla mala gestione dell’ambito C2 da parte del sindaco di Maddaloni, De Filippo.

Dobbiamo dire che la risposta è stata pronta e in pratica dello stesso tono del sindaco di Santa Maria a Vico, Pirozzi.

Noi chiediamo a questo punto al sindaco della città di Maddaloni dove sono i soldi che deve alla Valle di Suessola? Dove sono i soldi che dovevano essere utilizzati per l’erogazione dei servizi? Ma soprattutto caro sindaco De Filippo, ma se non lei non è capace di gestire un ambito così delicato, perché non ammette la sua inadeguatezza e facciamo fare a qualche altro comune il capofila?

COMUNICATO STAMPA

Siamo costretti, nostro malgrado, a denunciare la gravissima situazione che sta vivendo l’Ambito dei Servizi Sociali C2, che comprende i comuni di Arienzo, Cervino, Maddaloni, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico e Valle di Maddaloni. Sono circa 2 anni, cioè da quanto il comune capofila è Maddaloni, che, praticamente, non sono erogati servizi ai cittadini di tutto l’Ambito. Per quanto riguarda le dichiarazioni del Sindaco del comune capofila, in primis, gli facciamo notare che nessun comune, per legge, può gestire autonomamente i servizi sociali. Inoltre, l’assenza di servizi per i cittadini dell’Ambito C2 è dovuta, come dichiarato dall’Ufficio di Piano diretto dalla responsabile dei Servizi Sociali di Maddaloni, alle lotte intestine tra gli uffici del comune capofila. Per quanto riguarda il mancato pagamento delle quote di compartecipazione, denunciato dal sindaco del comune capofilae, si informa che il comune di Arienzo ha sempre onorato i pagamenti all’Ambito e non ha debiti con nessuno dei comuni capofila che si sono succeduti negli anni, compreso il comune di Maddaloni. L’unico anno per il quale non è stata versata la quota di compartecipazione è stato il 2018, semplicemente perché non sono stati erogati servizi. Infine, a conferma di quanto sopra, facciamo notare che dei circa 3 milioni di euro di trasferimenti regionali e statali all’Ambito C2 sono stati utilizzati meno del 2%. Ci auspichiamo che il comune di Maddaloni, come dichiarato lunedì 4 marzo alla presenza dell’assessore regionale Fortini, convochi a breve un Coordinamento Istituzionale per passare ad un’altra forma di gestione, evitando di perdere altri fondi e facendo ripartire i servizi per i circa 80.000 abitanti dell’Ambito C2.


 

MADDALONI PALLA AL PIEDE DELLA VALLE DI SUESSOLA

palla-al-piede

Abbiamo scritto tantissime volte sull’ambito c2. Di queste tante volte molte erano rivolte ai problemi che crea l’ovest suessolano e in particolar modo Maddaloni a far sì che le politiche sociali si svolgano in maniera adeguata.

Una città disastrosa e disastrata a causa di una classe dirigente inadeguata e non degna di una città così importante, che addirittura rivendica crediti che -secondo noi- non solo non ha diritto, ma è la città di Maddaloni ad essere debitrice di qualche centinaio di migliaia di euro. Tutto a danno delle famiglie e individui dell’ambito che hanno bisogno di un servizio di politiche sociali certo ed efficiente.

Mettiamoci poi l’assurdo di aver bloccato senza alcun motivo apparente il tentativo di trasformare l’ambito in un consorzio. Forse non avrebbe risolto i problemi, ma era una strada nuova che valeva la pena intraprendere.

Andiamo a memoria e ci scusiamo se ricordiamo male, ma quando Maddaloni riottene di essere capofila dell’ambito durante la votazione dei comuni si astenne! C’era proprio evidentemente una gran voglia.

Tante volte abbiamo chiesto ai comuni suessolani di rompere in qualchemodo questo ambito e far qualcosa di diverso, meglio far da soli che male accompagnati, e se proprio non possibile da un punto di vista amministrativo almeno si faccia il muso duro. Finalmente -sebbene un anno dopo- veniamo ascoltati e ben hanno fatto il sindaco Pirozzi e l’assessore Biondo a far sentire fortemente il proprio dissenso e ci associamo alle loro legittime richieste. Sperando che pure il comune di Arienzo l’unico rimasto che ha un sindaco faccia sentire anch’esso la sua voce di condanna.

Questo il comunicato stampa diramato che ribadiamo ci sentiamo di sostenere punto per punto.

«Esprimiamo il nostro più profondo rammarico per le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’amico sindaco di Maddaloni a proposito dell’Ambito territoriale Politiche sociali C02, arrivate dopo la riunione dei sindaci dei comuni convocata dall’assessore regionale alle Politiche sociali Lucia Fortini e tenutasi negli uffici della Regione Campania lunedì 4 marzo: in quella sede abbiamo evidenziato il fallimento del Comune di Maddaloni come capofila di detto ambito e condiviso un’intesa per il rilancio dello stesso». Ad affermarlo sono Andrea Pirozzi eVeronica Biondo, sindaco ed assessore alle Politiche sociali del comune di Santa Maria a Vico.

«Ricordiamo al sindaco di Maddaloni – proseguono Pirozzi e Biondo – che il Comune da lui amministrato è debitore nei confronti del nostro, per gli anni dal 2014 al 2016 in cui era Santa Maria a Vico a ricoprire il ruolo di capofila, di circa 850mila euro per servizi erogati ai cittadini della sua comunità. Sottolineiamo questo aspetto perché il vicesindaco ed assessore al bilancio del Comune di Maddaloni ha annunciato di avere pronti decreti ingiuntivi anche nei nostri confronti: dimostrasse non solo a noi ma anche agli altri che, tramite il suo comune, i servizi delle politiche sociali sono stati erogati. Per quanto ci riguarda siamo pronti a recarci personalmente presso il suo municipio e consegnargli copia dei bonifici effettuati. Infatti gli unici servizi erogati negli ultimi due anni, da quando cioè il Comune di Maddaloni è ritornato ad occupare il ruolo di capofila, sono tre mesi di servizio sociale professionale, pari all’1.2% dei servizi da erogare.

A questo punto, visto che le compartecipazioni dei comuni finanziano il Piano di zona solo per il 25% e, di questo 25%, la metà deve essere versata dallo stesso Comune di Maddaloni è lecito chiedere al sindaco: dove sono finiti i fondi erogati dallo stato centrale e dalla Regione Campania? Sa che ogni servizio non è finanziato solo dai comuni? Sa che il totale degli stanziamenti previsti per la seconda annualità dal Piano sociale di Zona è di 3.2 milioni? Può bloccarsi tutto quindi per soli 400mila euro in capo agli altri cinque comuni e che noi avremmo ben volentieri pagato in cambio dell’erogazione dei servizi? I servizi finanziati dagli altri 2.4 milioni perché non sono partiti, nonostante le nostre ripetute e costanti sollecitazioni? L’unica risposta che ci siamo dati, sulla base di quanto comunicato dall’Ufficio di Piano, diretto dal responsabile dei Servizi sociali del comune capofila, attribuisce la mancata partenza dei servizi a lotte intestine tra gli uffici del Comune di Maddaloni. Questo con nostro grande rammarico perché a pagarne il prezzo sono tutte le famiglie disagiate di Maddaloni, Santa Maria a Vico, Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello e Valle di Maddaloni, di cui noi ci facciamo portavoce.

Riteniamo che per avviare una nuova gestione delle politiche sociali bisogna seguire la strada tracciata dall’assessore Fortini che va nella direzione di garantire i servizi attraverso una nuova forma giuridica. Strada cui già avevamo pensato quando, nel 2015, ci siamo insediatati come amministrazione. E strada che sembrava voler essere percorsa da tutti i comuni tranne che da Maddaloni, che sempre ha posto veti: siamo fiduciosi che la determinazione dell’assessorato regionale porterà a questo cambiamento. Anche perché, viste le ripetute inadempienze del comune capofila, noi come anche gli altri comuni ci siamo dovuti sostituire all’ambito per garantire l’erogazione dei servizi ai nostri utenti.

Ci auguriamo che il sindaco di Maddaloni voglia intraprendere la strada suggerita dalla Regione Campania che ci sembra l’unica in grado di poter finalmente assicurare i legittimi servizi alle famiglie più deboli residenti nei comuni dell’Ambito C02», chiudono Pirozzi e Biondo.

De Filippo risponda! Ma se non sa rispondere non fa nulla, ma ci dia i soldi!


 

SFAC: IL M5S PER PIAZZA WIFI ITALIA

 

piazza-wifi-1200x675.jpg

Ci pare una proposta interessante quella fatta dal M5s di San Felice a Cancello riguardante il wifi denominato PiazzaWifi Italia. Un modo per mettere in rete quanto è più comuni possibili, in particolar modo quelli piccoli con meno di 2000 abitanti, ma è rivolto a tutti i comuni.

Si tratta di un app gratuita che consente appunto la navigazione gratuita. Importante innovazione basti pensare che tutto il lavoro -nel bene e nel male- soprattutto se poi si guarda ai professionisti si svolge in rete.

Una iniziativa questa che aveva interessato anche i precedenti governi, addirittura con lo stesso nome, ma per un modo o un altro si era sempre tutto arenato. Oggi sembra si continui con una certa lena tanto che sono già un migliaio i comuni connessi e pure l’Anci ha aderito.

Certo fa sorridere che in questo stesso periodo il M5s in altre parti della Nazione, faccia una lotta per eliminare il wifi nelle scuole che a loro dire minerebbe la salute dei bambini in quanto l’esposizione prolungata al wifi provocherebbe il cancro.

Sorridiamo in quanto appunto vi è questo doppio agire in controsenso e poi insomma i bambini non vivono solo a scuola, il cancro poi non lo prendono solo loro. Ah diamo una notizia scientifica: pure le onde radio provocano il cancro, ma stranamente nessuno si sogna di vietare gli impianti radio in auto.

Comunque a parte questa schizofrenia non si può non plaudire l’iniziativa. Purtroppo abbiamo a San Felice ancora questa orribile triade commissariale che siccome valuterà il progetto ottimo e positivo per la popolazione e per il territorio non lo seguirà, perché l’intento di questa sciagurata triade commissariale sembra quello di affossare questa città definitivamente. Almeno questo è il nostro giudizio politico sul loro operato e speriamo che ci siano le elezioni e che il nuovo sindaco, chiunque esso sia, governi e dia dignità ai sanfeliciani. Magari adottando proprio questo invito del M5s.

Sarebbe un bel segnale.


 

VdS,COME VOTERESTI A DELLE EVENTUALI POLITICHE 2019: I RISULTATI DEL NOSTRO SONDAGGIO.

sondaggio politiche 2019

Il sondaggio riguardante Valle di Suessola sull’andamento dei principali partiti nazionali si è oramai chiuso ed ha presentato degli elementi interessanti.

Andiamo con ordine.

Parliamo del primo partito che è il Movimento 5 Stelle con il 33% circa. Nonostante sia il primo partito rispetto al nostro sondaggio che tenemmo nel Gennaio 2018 è in caduta libera perdendo 17 punti. Fino a qui oramai nulla di strano, il dato suessolano è in linea con la tendenza nazionale, anche se comunque il 33% è molto alto rispetto al 22/23% che molti sondaggisti danno al M5s a livello nazionale.

Passiamo al secondo posto occupato dal Partito Democratico con il 26%. Risultato alquanto sorprendente. Infatti nonostante la lunga crisi ed emorragia di voti a livello nazionale, in Valle di Suessola tiene e ben oltre il 18% indicato dai sondaggisti. Dobbiamo però rilevare che mentre lo scorso anno azzeccammo la previsione al 100% del risultato del M5s alle politiche del 4 marzo non fu così per il Pd che solo ad Arienzo ci pare raggiunse la doppia cifra, quindi diamo questo 26% come sovrastimato, ma diciamo pure che il Pd in Valle di Suessola è ancora vivo e lotta in mezzo a noi.

Terzo partito la Lega con un 17%. Un anno fa nel nostro sondaggio registrammo un 6% e pure beccammo alle politiche il dato. Non è un caso, infatti, molto sta lavorando tutto un gruppo dirigente e i risultati si vedono, la curiosità è evidente sarà nelle prossime consultazioni sia locali che europee. Non siamo alle percentuali nazionali che danno la lega ben oltre il 30% ma è un dato notevole che in parte conferma che pure in Valle vi è un rosicchiamento inesorabile dell’elettorato grillino.

Quarto: Forza Italia con l’11% che sale rispetto a un anno fa che si fermò intorno al 7%. Ma attenzione perché poi alle politiche lo stesso partito ottenne un risultato intorno al 20% quindi per prudenza dobbiamo considerarlo sottostimato, ma anche in questo caso bisognerà attendere le vere elezioni per capire se è così o meno e comunque la tendenza è al rialzo.

Al quinto Fratelli d’Italia con il 9%. Risultato deludente visto che un anno fa era al 12% del nostro sondaggio e alle politiche in Valle ottenne un deludente 3 qualche cosa%. Eppure c’è tutto un movimento di dirigenti -anche giovani- che si stanno affacciando sulla scena politica locale, ma forse il loro lavoro deve ancora fare breccia.

Ultimo Liberi e Uguali con un 4% che incredibilmente aumenta i suoi consensi un anno fa era nel nostro sondaggio al 3% e alle politiche le cose andarono alquanto male.

Ora che dire è sondaggio fatto alla buona, ma spesso e volentieri ci abbiamo azzeccato quindi chi deve meditare mediti, le elezioni locali ed europee sono oramai alle porte.


 

 

ITALIA M5S: L’ONESTA’ ANDRA’ DI MODA… MA NON SUBITO SUBITO.


https://pungiglioneblog.com/2019/03/01/sondaggio-vds-ad-un-anno-dalle-elezioni-oggi-chi-voteresti-alle-politiche/


TUTTI-O-QUASI-GLI-INDAGATI-DEL-M5S.png

Oggi parliamo non delle italiche miserie, ma di un partito il Movimento 5 Stelle, in particolare, che ci ha sfracassato i coglioni in questo decennio con il suo O-NE-STA’ O-NE-STA’ O-NE-STA’, da ritenere questa qualità umana non il presupposto per un’azione politica, ma bensì il fine ultimo. Tanto da arrivare a sostenere che non serve gente preparata per far politica, c’è internet per quello o l’Università della Vita, ma che sia onesta.

Tralasciando la stupidità di tale affermazione, cui non credono manco loro, altrimenti non si spiega l’abbandono al principio fondativo dei due mandati, ci soffermiamo sul fatto che poi così onesti questi tizi pentastellati manco lo sono poi tanto.

Non stiamo qui a parlare del solito Grillo omicida, evasore e diffamatore (tutte sentenze definitive), ma ci soffermiamo su alcuni casi eclatanti.

Sia chiaro che trattasi di indagati e per noi essere tale non significa assolutamente nulla, non gli diamo alcun connotato particolare, ma per i grillini essere indagato significa essere colpevole e quindi giudichiamo per una volta secondo il loro stupido metro di giudizio.

E così facendo ti ritrovi con la sindaca Appendino indagata per omicidio e disastro colposo. Cioè omicidio colposo, non sappiamo se ci rendiamo conto, e sta ancora azzeccata con il sedere sulla poltrona.

La sindaca di Torino è in buona compagnia visto che pure Nogarin di Livorno è accusato per omicidio colposo plurimo e abuso d’ufficio, quest’ultima accusa al confronto è na marachella.

Virginia Raggi la sindaca di Roma sembra una Santa, solo indagini per abuso d’ufficio e falso ideologico, le stesse accuse del suo collega di Bagheria.

Poi c’è il sindaco di Civitavecchia indagato per una cosuccia come la tentata estorsione.

Nell’ottobre del 2017 ben il 35% dei sindaci “onesti” dei 5 stelle sopra i 15mila abitanti risultava indagato per qualcosa.

Ma parliamo dei parlamentari “onesti” a 5 stelle.

Oltre a leader Di Maio, che andrebbe sbattuto in carcere per omicidio della lingua italiana e stupro continuato del congiuntivo, è pure indagato per diffamazione.

Giarruso, il tipo delle manette indicate a mo di sfottò come se si trovasse nei peggiori bar di Caracas e non in una solenne casa della democrazia, pure fu indagato per diffamazione.

La più recente Giulia Sarti presidente della commissione giustizia, mica pizza e fichi, ha messo nei guai una persona innocente inventandosi un furto che ovviamente non è mai avvenuto.

Mara Lapia, forse l’abbiamo dimenticata, ma è quella che è divenuta famosa tempo addietro per aver simulato di aver ricevuto un aggressione nel parcheggio di un supermercato, mai avvenuta ovviamente.

Ma passando ai più famosi, parliamo della sempre sobria e serena Paola Taverna e la casa popolare cui non aveva diritto ad avere che ha occupato fino al 2012, poi c’è rimasta la madre fino a poco tempo fa, travolta dalle polemiche. Sempre la Taverna, ma non solo lei un po’ tutti in verità, pare spendano in spese telefoniche e carburante quanto un piccolo stato, tutto lecito, ma onestà chiama, o dovrebbe, sobrietà.

Le firme false dei deputati Nuti, De Vita ecc. ce le siamo scordate?

Ci fermiamo, non perché abbiamo esaurito la lista, figuriamoci, ma perché non ne possiamo più.

BUONA CATASTROFE


 

CERVINO ELEZIONI 2019: SI COMINCIA A FARE SUL SERIO


https://pungiglioneblog.com/2019/03/01/sondaggio-vds-ad-un-anno-dalle-elezioni-oggi-chi-voteresti-alle-politiche/


cervino-tua-simbolo.jpg

Primo a rompere gli indugi e Paolo Iaderosa che formalizza la sua candidatura a Sindaco di Cervino con tanto di nome della lista e simbolo.

Ora è inevitabile che il pezzo del domino andrà inevitabilmente a toccare gli altri e in poche settimane avremmo certamente una situazione più definita sui candidati sindaci e primi “reclutamenti”.

Interessante il riferimento della lista Cervino è Tua che ricorda chiaramente la lista vincente ad Arienzo, sebbene la scelta dei colori è decisamente diversa.

Questo il comunicato:

Il nostro paese, nonostante la tradizione civile che storicamente ci appartiene, sta attraversando un momento molto difficile.
L’uso distorto del potere – da parte di pochi soggetti – ha determinato conseguenze negative che hanno coinvolto parte del tessuto sociale, allontanando i giovani dalla politica (e non solo), determinando una litigiosità perenne che non ha portato nulla di buono.
La mancanza di classe dirigente corretta ed adeguata ha comportato una gestione della cosa pubblica volta a tutelare gli interessi particolari, piuttosto che le esigenze diffuse della cittadinanza.
Le rivalse, che molto spesso sono apparse ai limiti di piccole vendette personali, nei confronti di chi non è parte della casta – o addirittura osa ribellarsi al sistema – sono diventate una pratica abitudinaria che non può appartenere alla nostra comunità.
Per non parlare dei servizi scadenti che si offrono ai cittadini ormai stanchi di questo lassismo esasperato. Fare esempi è del tutto superfluo, considerato che i fatti sono ormai sotto gli occhi di tutti.
La gestione commissariale, che non rappresenta un profilo politico, nulla ha potuto contro questa inclinazione al peggio che sta trasformando Cervino nel fanalino di coda di questo territorio.
Per queste – e per tante altre – ragioni abbiamo inteso intraprendere un percorso che riteniamo possa rappresentare una svolta di rinascita e ponga fine a questo stillicidio.
Una rinascita che può partire solo attraverso il contributo di persone dotate di grandi capacità e onestà da porre al servizio della comunità di cui sono parte viva.
Partendo da questi presupposti siamo facilmente giunti alla conclusione che la nostra scelta naturale non poteva che ricadere su Paolo Iaderosa: un uomo votato al dialogo e con una personalità caratterizzata da un giusto mix di equilibrio e di esperienza.
Con la sua guida siamo certi di riuscire a ricucire gli strappi determinatisi negli ultimi anni, con il fine ultimo di costruire quella svolta che ci permetterà di guardare al futuro con animo sereno.