SMAV CONSIGLIO COMUNALE: PAGATI I SERVIZI DI REGISTRAZIONE DELLE SEDUTE. Sì, MA QUALI?

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Abbiamo appreso che il comune di Santa Maria a Vico ha speso -giustamente- per le registrazioni di 5 sedute del consiglio comunale 1403€ iva inclusa.

Questi soldi andranno alla ditta Associazione Culturale Musicale Diapason di Pascarella Luigi. 

Ora a prescindere che o è una ditta o è un’associazione sono cose un tantinello diverse, ci farebbe piacere sapere come è stata individuata tale ditta-associazione perché non è spiegato. Ancora una volta ci troviamo davanti a una ditta che non ha un sito internet! Almeno noi non siamo stati in gradi di scovarne uno.

O meglio esiste un sito internet dell’Associazione Musicale e Culturale Diapason ma trovasi in Siena alla via Lippo Memmi n°25, siccome nella determina manco l’indirizzo è riportato. Chiediamo: è la stessa?

Ma tralasciando queste cose qui che se vogliamo sono inezie, anche se sarebbe sempre meglio dare quante più informazioni possibili visto che si fa una chiamata diretta, quello che ci lascia incuriositi è un’altra cosa.

Infatti, nella determina è scritto: VERIFICATO che la Consip S.P.A./MEPA ,società concessionaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze per i servizi informativi pubblici, non ha attive convenzioni per la prestazione suddetta”

Non ci pare, almeno secondo noi, infatti noi lo abbiamo trovato il servizio di cui ha bisogno il comune di Santa Maria sul sito del Mepa.

Precisamente  il servizio di registrazione e trascrizione delle sedute consiliari è rinvenibile quale meta prodotto presente sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione MEPA cliccando su Bandi, poi si clicca su “Servizi per il funzionamento della P.A.” si scorre la pagina fino ad arrivare a “Sottocategorie merceologiche” che in pratica è un menù a tendina lo si apre e si troverà servizio di “trascrizione e/o resocontazione”. 

Sia chiaro che non stiamo criticando l’associazione che non conosciamo e che siamo certi, se il comune di Santa Maria si è affidato a loro certamente hanno avuto le giuste garanzie di professionalità e -nemmeno- contestiamo il comune per la scelta fatta se si parte dal presupposto che non vi è altro modo per ottenere il servizio.

Si parla poi di 5 sedute del consiglio comunale, ma quali? E’ mai possibile non si sente la necessità di indicare le date di questi consigli comunali?

Ma giusto per la trasparenza che i comuni devono avere vogliamo capire come si è arrivati a scegliere questa ditta/associazione per il servizio di registrazione e non un’altra per esempio?

Vorremo capire poi se ci siamo sbagliati e in che ordine sul fatto che sia secondo noi possibile utilizzare il Mepa per la registrazione.

Ancora: visto che il comune da un po’ oramai utilizza le dirette streaming perché non fare un appalto vero e proprio che si occupi di diretta streaming, canale youtube dell’amministrazione e chiaramente la registrazione audio e resocontazione della sedute con tanto di archivio consultabile?

E’ chiaro che la materia in sé è tecnica e astrusa e poniamo queste problematiche per capirne di più e siamo certi di avere -ancora una volta- una risposta esaustiva.


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SFAC: LA CHIESA DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA PROTAGONISTA DI UN PROGETTO DELLA PREFETTURA.

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Una notizia molto interessante abbiamo trovato surfando per il mare di internet. Il prefetto di Caserta Raffaele Ruberto si è fatto promotore di una iniziativa che coinvolge l‘università Luigi Vanvitelli e la soprintendenza di Caserta e Benevento.

Scopo dell’iniziativa quello di ristrutturare e/o recuperare le 18 chiese presenti sul territorio provinciale che appartengono al fondo edifici di culto in pratica cui proprietario è il ministero degli interni.

Sono stati stanziati per questo progetto 70 milioni che sono i proventi dell’8×1000. 

Gli studenti sotto la supervisione di un tutor individuato dall’Università  dovranno acquisire tutta una serie di documentazione come: la planimetria del bene, la documentazione catastale, quella fotografica, dovranno realizzare una breve relazione storica corredata dalla necessaria documentazione bibliografica e archivistica, da acquisire presso gli Archivi di Stato o Ecclesiastici o di altri Enti. La Sovrintendenza fornirà il suo supporto nella fase di acquisizione dei documenti, e poi riceverà il fascicolo del bene per valutarne l’istruttoria e riconoscerlo quale sito di interesse storico.

Il progetto durerà tre anni.

Ne parliamo perché nell’elenco delle 18 chiese rientra anche la chiesa di San Giovanni Evangelista in San Felice a Cancello.

Una buona notizia che in prospettiva non può che far bene alla città di San Felice, esempio che quando le istituzioni si muovono per il bene dei cittadini e vi sono ovviamente le risorse, non può che venire del bene. In questo caso un plauso alla prefettura per essersi fatta promotrice di questo progetto. Sarebbe perfetto se il prefetto si richiamasse questi commissari ma non possiamo avere tutto dalla vita a quanto sembra.

Pubblichiamo una scheda della chiesa interessata dal progetto pubblicata sul sito Geoplan:

“Nel comune di San Felice a Cancello (CE) si erge un monumento religioso di origini molte antiche: la chiesa di San Giovanni Evangelista. L’edificazione del nucleo originario è legata all’abate Giovanni dell’Abbazia Benedettina di Montevergine, che ottenne nel 1239 da Giovanni IV, vescovo di Sant’Agata de’ Goti, il permesso a costruire una chiesa con annesso convento e cimitero. Le forme attuali della struttura sono frutto della ricostruzione voluta nel 1728 dall’Abate Giannuzzi, resasi necessaria dopo i numerosi rimaneggiamenti che il complesso subì nel corso dei secoli. La chiesetta originaria fu inglobata nell’attuale presbiterio. A causa della soppressione napoleonica degli ordini del 1806, l’intero complesso fu abbandonato e gravemente danneggiato: nel 1811 però grazie ai reverendi Cutillo e Capobianco, e alle offerte dei fedeli, chiesa e monastero furono restaurati e riaperti. Oggi è possibile ammirare nella bella facciata dell’antico luogo di culto, al di sopra del portale d’ingresso, la statua in stucco di San Giovanni Evangelista, santo titolare della chiesa, e l’emblema dei Barnabiti. Internamente invece meritano di essere ricordati gli stucchi decorativi che arricchiscono l’intero ambiente, il bellissimo Altare Maggiore dell’artista Giuseppe Sammartino, gli altari laterali in stile neoclassico, e le tele di San Giovanni e San Carlo Borromeo, e quella del fondatore dei Barnabiti Sant’Antonio Maria Zaccaria.”


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ARIENZO TOPONOMASTICA: COME LA VEDIAMO NOI

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Per curiosità siamo andati a leggerci la nuova toponomastica del comune di Arienzo, cosa assolutamente necessaria visto che tante sono le strade che necessitavano di un nome, ma sembra -anche se non ne abbiamo una precisa contezza- che alcune strade o piazze cambieranno denominazione. Cosa che troviamo questa non proprio brillante come idea, ma tant’è. Se qualcuno è a conoscenza di questo e vuole renderci edotti gliene saremmo grati.

Non ci soffermiamo su tutte le strade ma solo su quelle dedicate a personaggi storici.

Spicca da subito il nome del brigante Carmine Crocco e non ci stupisce visto che assieme a Ninco Nanco -anch’egli elevato agli onori delle strade e piazze- è l’idolo dell’attuale sindaco Davide Guida. La cosa che fa sorridere e che nonostante vengano descritte le gesta “eroiche” per legittimare l’intitolazione non si riesce a non offrire un’immagine controversa se non addirittura negativa di tali personaggi, di Crocco ad esempio: Dapprima militare borbonico, disertò e si diede alla macchia. In
seguito, combatté nelle fila di Giuseppe Garibaldi, poi per la reazione
legittimista borbonica e infine per se stesso …” cioè un traditore tre volte. Si conclude dicendo che è una figura controversa. Peccato non si faccia menzione dell’eccidio che venne compiuto in quel di Ruvo del Monte un paesino raso al suolo e gli abitanti bruciati. Ma il signor sindaco non legge gli storici e perché dovrebbe? Lui come tanti è convinto che gli storici siano solo dei personaggi che inventano favole, la storia vera la sanno i cantanti. Infondo i comici fanno i politici perché i cantanti non possono fare gli storici?

Encomiabile invece l’intitolazione a Falcone e Borsellino e a don Francesco Conte sacerdote di Arienzo. Interessanti poi le strade intitolate a Orazio, Virgilio oppure Puccini, Scarlatti e il beato Angelico. Quello che non abbiamo capito è San Martino di Tours, non se ne capisce il senso ma vabbè sempre di un santo si tratta.

Comunque sul beato Angelico magari un paio di righe le si potrebbero spendere visto che è stato ed è tra i massimi pittori italiani perché bisognerebbe solo vergognarsi per quel rigo e mezzo dedicatogli con data sbagliata per giunta!

E’ questa è la zona 1.

Passiamo alla zona 2. Troviamo strade dedicate a San Francesco e Santa Chiara e pure Santa Rita. 

Bella l’idea di dedicare la piazza a Giacomo Furia, ma essendo deceduto nel 2015 non sono ancora passati i 10 anni canonici, però siamo in Italia nel paese della regola e dell’eccezione quindi tutto è possibile.

E’ se un strada è dedicata a un brigante che ha ucciso uomini, donne e bambini fortunatamente qui troviamo il primo sindaco di Arienzo il garibaldino Nicola Finelli in pratica colui che ha trasformato Arienzo con la sua amministrazione.

Piazzetta Marietta Morgillo una educatrice che ha diretto la Casa del Fanciullo.

Poi è tutto un giro di nomi di politici e non manca nessuno dai comunisti Berlinguer e Gramsci, al socialista Pertini, al democristiano De Gasperi.

Una strada pure per Giacomo Leopardi. 

E per finire a Vincenzo Zimbardi -arienzano- che donò un terreno per una piazzetta e ottenne il titolo di cavaliere per meriti durante la prima guerra mondiale.

Passiamo all’ultima zona la 3.

Troviamo il compositore Domenico Cimarosa con una didascalia presa pari pari da Wikipedia, che vergogna! Ci auguriamo che non sia stato fatto per tutti il copia-incolla.

Una strada dedicata a Marco Pantani e non ci sorprende il sindaco ne è un tifoso accanito. Comunque approviamo. Come pure bello e toccante il pensiero di dedicare una piazzetta detta degli Angeli per le giovani morti premature.

Purtroppo ritornano i briganti con Ninco Nanco uno che viene definito nella stessa didascalia dalle doti brutali, che andrebbe tradotto con: in pratica mangiava il cuore delle vittime che uccideva. Però come abbiamo detto è il titolo di una bella canzone, pardon, di un trattato di storia.

C’è anche via San Pio ci pare giusto, un santo delle nostre parti finalmente dopo averne dedicata una strada a Tours!

Ultimo un bel riconoscimento una strada dedicata alla poetessa e scrittrice Ester Porrino. 

C’è tempo ancora fino tutto Luglio per presentare proposte di modifica,  vedremo noi la nostra l’abbiamo detta.


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ARIENZO: TOPONOMASTICA IN DIRITTURA D’ARRIVO

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Comunicato stampa

“NUOVA TOPONOMASTICA COMUNALE
L’incontro con i cittadini sulla nuova toponomastica comunale di domenica 8 luglio 2018, tenutosi nell’aula consiliare, è stato cordiale e fruttuoso.
L’amministrazione comunale, in primis, ha sottolineato l’importanza della deliberazione di giunta n. 62 del 19/06/2018, con la quale, finalmente, è stato assegnato un nome a strade senza intitolazione da circa 60 anni. Mancate intitolazioni che tanti problemi hanno creato, nel corso degli anni, ai cittadini.
Il Sindaco, poi, si è reso disponibile a valutare le proposte di rivedere le intitolazioni delle strade, approvate in giunta, nel rispetto delle tradizioni di Arienzo. Ha spiegato che è stato dato seguito all’attività svolta dalla Commissione Comunale nominata dalla precedente amministrazione, il cui lavoro, nonostante fosse stato inserito nei progetti incentivanti retribuiti ed approvato con le deliberazioni di giunta nn. 82, 83 e 84 del 03/12/2013, era stato abbandonato in un cassetto.
Infine, i cittadini sono stati informati sul periodo, entro il quale potranno essere presentate al protocollo comunale, manualmente o via PEC, le proposte di modifica alla nuova toponomastica, tale periodo è quello che va dal 9 al 31 luglio 2018. È stato, anche, precisato che saranno prese in considerazione le sole proposte di denominazione accompagnate da una relazione che illustri le più importanti notizie biografiche della persona o del luogo che si vuole ricordare.”


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SMAV: IL PROGETTO DIMENTICATO DEL IV TRATTO DI VIA APPIA

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Nel rispondere alle nostre domande il sindaco Andrea Pirozzi è stato non solo molto cortese ma anche esaustivo, poi è chiaro che attendiamo che alle parole seguano i fatti.

Solo una cosa ci ha lasciato perplessi quando abbiamo parlato di Via Caudio, perché nel progetto che noi ricordavamo dell’ultimo tratto della riqualificazione doveva essere prevista quella strada a doppio senso. Il sindaco invece, ci ha detto che non era mai esistita questa opzione.

Noi cercando e spulciando abbiamo trovato il progetto del IV tratto della Via Appia e non ci risulta che sia stato modificato, anche perché come si legge il progetto è esecutivo.

Come si può notare sono previsti due parcheggi uno proprio all’inizio di Via Caudio in direzione Airola e un altro a Via Rosciano verso la stessa frazione subito dopo la rotonda. Ora sul primo parcheggio il sindaco ci ha detto che è stato raggiunto o si è molto vicini a raggiungere un accordo con la proprietà del terreno e quindi si farà. Ma allora non capiamo come mai è stato inserito questo parcheggio in questo progetto esecutivo quando non vi era alcun tipo di accordo. Comunque fa niente, l’importante è che si fa, ma quello di Rosciano? C’è lo stesso problema di proprietari con cui trovare accordo o qualche altro problema?

Come si può notare vi è una ampia zona che va dal parcheggio Aragona fino a Via Rosciano che è indicata come isola pedonale e non solo vi si nota una lunga linea rossa che dalla Nazionale sale su via Novanese per arrivare fino alla rotonda di Rosciano, la linea rossa è il senso unico, che però è una cosa che puoi fare se appunto Via Caudio la rendi in doppio senso come previsto e come si nota dalla linea verde.

Ovviamente per fare via Caudio in doppio senso devi eliminare un marciapiede. Ma sembra questo dimenticato.

Però altra domanda, tutte queste cose non realizzate, i due parcheggi e via caudio sono stati però finanziati o no?

Ammesso che magari sbagliamo noi -cosa possibile- e non ci sta bisogno di far fuori un marciapiede per rendere via Caudio doppio senso ma perché non s’è mai fatto? Così come poi l’isola pedonale che ci pare di capire doveva essere un qualcosa di permanente, con tanto di segnaletica.

Non stiamo dicendo che l’isola pedonale e via Caudio a doppio senso o il lungo senso unico da via Novanese alla rotonda di Via Rosciano o i due parcheggi, quello di Caudio e di Rosciano siano cosa buona e giusta, non ne abbiamo le competenze per dirlo, ma facciamo notare che erano previsti e non si so visti.

Speriamo di avere delle risposte su questo unico punto poco chiaro per noi, perché poi ripetiamo che si tratta di progetto esecutivo.


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ITALIA: CONTE E’ SCOMPARSO, SALVINI NO! SI VEDE IL ROSSO SULLE MAGLIETTE MA NON SULLE GUANCE DI ALCUNI.

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In questi giorni tanti sono gli eventi degni di nota ma per una questione di brevità dobbiamo segnalare quelli che ci sembrano più importanti.

Dunque il consiglio dei ministri ha partorito il decreto “dignità”, in pratica una serie di norme che andranno a regolamentare il mondo del lavoro. Difficile darne un giudizio in quanto questo tipo di norme inevitabilmente vanno viste all’atto pratico e poi valutate, quindi aspettiamo i futuri dati ISTAT sull’occupazione per capire se trattasi di cosa buona oppure no.

Noi possiamo solo fare un paio di considerazioni: una sul nome, sta diventando stucchevole giocare su norme riguardanti il lavoro, già era odioso jobs act ma dignità pare ancora più imbarazzante. Giudizio assolutamente personale.

Ciò che invece riteniamo oggettivo è il fatto che sia un decreto e non una legge, non se ne capisce il motivo. Il decreto legge dovrebbe essere usato in casi particolari di necessità e urgenza e non se ne ravvedono gli estremi, sembra un modo per aggirare il parlamento anche perché da più parti si è chiesta una modifica, pure il ministro del tutto Salvini ha dichiarato che questo decreto va modificato. Comunque staremo a vedere, speriamo di non vedere una richiesta di fiducia che sarebbe ancora più assurdo.

E’ stata una settimana travagliata anche per Salvini, non solo la Cassazione ha stabilito che tutti i soldi che aveva, ha e che riceverà la lega nord per l’indipendenza della padania vanno sequestrati fini ad arrivare ai 49 milioni, ma si è scoperto che pure Salvini ha pizzicato quei soldi un 800.000€ e fino a ieri diceva che non ne sapeva niente. In un paese normale come direbbero Travaglio e Scanzi vari -stranamente silenziosi- vi sarebbe minimo una crisi di governo e Salvini, Bossi, Maroni e complici processati e condannati. Siamo in Italia nel periodo del “cambiamento” e quindi la meravigliosa difesa di Salvini è: i soldi non ci sono ce li siamo già mangiati. Fantastico! Quindi a tutti i mariuoli quando rubate qualcosa -meglio se denaro liquido- spendete tutto subito, così nel caso vi acchiappano potete sempre dire che non li avete più, che li avete spesi e finisce la paura.

Il movimento degli “onesti”? Non pervenuti.

Salvini ancora è stato poi travolto da un’ondata di magliette rosse, una iniziativa dell’associazione Libera di don Ciotti, per testimoniare una vicinanza per le vittime della chiusura dei porti promossa da questo governo e sensibilizzare il governo proprio su questo dramma. Tanti sono stati gli aderenti che ha messo in crisi la macchina della propaganda -fake news- governativa che non è stata in grado di reagire in tempo se non in maniera scomposta. Infatti cosa assurda si è iniziato a criticare questa iniziativa sostenendo che non si è fatto nulla contro la povertà, i terremotati e così via. Ci fa specie vedere come i terremotati e i poveri vengano utilizzati come scudi umani per smontare una iniziativa che non piace, ma dov’erano Salvini, Meloni, Di Battista per evitare o meglio far qualcosa per ridurre le sofferenze di costoro? Salvini e Meloni hanno rappresentato schieramenti che hanno governato! Con quale faccia tosta parlano di terremotati e di poveri!? Di Battista poi, “sciatterrato” dal suo “volontario” oblio statunitense proprio per alleviare i dubbi della base pentastellata sempre più insofferente alle sparate leghiste, se ne uscito con un post orribile tanto che si è beccato una serie sorprendente di critiche.

Abbiamo notato come tanti elettori di questo schieramento governativo hanno indossato senza il rossore sulle gote la maglietta rossa proposta da Libera. 

Intanto la legge Fornero additata come radice di ogni male sta sempre lì, il reddito di cittadinanza presentato come fonte di ogni liberazione ancora non si vede.

A sinistra pare che qualcosa cominci a muoversi, intanto l‘Assemblea del PD ha promosso Martina segretario almeno fino al prossimo congresso che pare sarà a Febbraio. Non è stata un’assemblea facile, ancora vi sono scontri forti tra renziani e tutto il resto del partito. Renzi ha in pratica ufficializzato la sua prossima candidatura a segretario, cosa che ha già fatto il governatore del Lazio Zingaretti. Vedremo se si aggiungerà qualche altro.

In tutto questo quello che ci lascia perplessi e preoccupati però è una sola cosa: il presidente del consiglio dei ministri italiano Giuseppe Conte ma che fine ha fatto? Non c’è, non parla, non si vede, non partecipa, non comunica, pare un ectoplasma. Certo era prevedibile questa sua funzione trasparente, ma non così tanto.

Come avevamo detto in passato un Conte che non conta. 


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CAVALIERI DI MALTA: QUELLI E VERI E QUELLI PEZZOTI

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Ritorniamo come promesso a parlare dei Sovrani Ordini di Malta, usiamo il plurale perché ve ne sono tante varietà quanti i funghi anche solo uno può essere considerato tale quello con sigla SMOM.

Si contesta che però esistono anche altri ordini che sebbene non hanno la denominazione tipica Ordine di Malta sono in stretta correlazione in quanto condividono la stessa origine storica e lo stesso scopo di assistenza.

La differenza sostanziale è data dalla professione di fede. L’ordine di Malta nasce cattolico stiamo parlando del XII secolo, ma come è noto con il tempo si perderà l’unità dei cattolici a fronte dei vari scismi e quindi quelli che già erano cavalieri pure si separeranno e continueranno a essere sempre cavalieri di malta ma non più protetti dal papa ma dal capo della propria chiesa, diciamo così per semplificare.

Questi gruppi utilizzano le stesse insegne e gli stessi stemmi dei cavalieri di Malta cattolici (SMOM) perché appunto sono la stessa cosa ma professano una fede diversa e si sono quindi dati una organizzazione diversa.

Ve ne sono quattro dunque e ne riportiamo brevemente la storia di ognuno così come viene descritta nella pagina ufficiale del “reale” ordine di Malta:

Baliaggio di Brandeburgo di San Giovanni e Gerusalemme

L’Ordine di San Giovanni si era stabilito in Germania durante il 12° e il 13° secolo fondando un Gran Priorato. Durante il 16° secolo parte del Gran Priorato, il Baliaggio di Brandeburgo dell’Ordine, divenne protestante, sotto la protezione dei Margravi di Brandeburgo, futuri Re di Prussia.Il Baliaggio continuò ad intrattenere cordiali relazioni con l’Ordine Sovrano di Malta. Nel 1811 fu soppresso dal re di Prussia che fondò, poco dopo, l’Ordine Reale di Prussia di San Giovanni come Ordine di merito. Nel 1852 riacquistò il nome di Baliaggio di Brandeburgo diventando un Ordine della nobiltà Prussiana.

Nel 1918, con la caduta della monarchia, fu separato dallo Stato e divenne indipendente. Presente in varii paesi europei, in Canada e negli Stati Uniti, opera in Germania con ospedali e case di cura per anziani ed è responsabile di un’importante servizio di ambulanze, la “Johanniter Unfallhilfe”. Ha alcuni distaccamenti autonomi in Finlandia, in Francia, in Ungheria e in Svizzera.

www.johanniter.org

Ordine di San Giovanni dei Paesi Bassi

L’Ordine di San Giovanni si era diffuso nei Paesi Bassi a partire dal 12° secolo. Con la soppressione da parte del Re di Prussia del Baliaggio di Brandeburgo nel 1811, alcuni olandesi si unirono per rifondarlo nel 1852.Nel 1909 fu costituito un distaccamento che si stabilì nel Regno di Olanda. Nel 1946 si separò dall’Ordine tedesco e fu annesso alla Corona Olandese, ma non come Ordine di Stato.

Opera attualmente con ospedali e ospizi e collabora con il Sovrano Ordine di Malta in diverse attività caritative.

www.johanniter.nl

Ordine di San Giovanni di Svezia

L’Ordine di San Giovanni si stabilì in Scandinavia nel 12° secolo e divenne protestante nel 1530.Il nuovo Ordine di Svezia faceva inizialmente parte del Baliaggio di Brandeburgo e fu riorganizzato nel 1920 come dipendente dall’Ordine tedesco ma sotto la protezione della Corona svedese. E’ diventato autonomo dall’Ordine tedesco nel 1946, con la protezione del re di Svezia.

Oggi è attivo nell’assistenza agli anziani e ai malati e collabora con gli ospedali svedesi, con alcune organizzazioni caritative e con le comunità cristiane. E’ impegnato nelle attività internazionali per i rifugiati e per i prigionieri politici.

www.johanniterorden.se

Venerabile Ordine di San Giovanni

L’Ordine di San Giovanni si stabilì nelle isole britanniche nel 12° secolo e, escluso un breve periodo sotto la monarchia della Regina Maria, cessò di esistere sotto Enrico VIII.Il Venerabile Ordine si sviluppò dopo un tentativo infruttuoso del 1830 di ricostruire nel Regno Unito l’Ordine di San Giovanni. Soltanto nel 1870 riuscì a svilupparsi come fondazione umanitaria. Nel 1888 fu riconosciuto dalla Regina Vittoria non come Ordine di Stato, ma come Ordine della Corona.

Oggi è molto conosciuto per il servizio di ambulanze, attivo in diversi paesi, l’ospedale oftalmico a Gerusalemme e il servizio di soccorso e di infermeria. Il Venerabile Ordine ha priorati e associazioni in circa 40 paesi, la maggior parte di lingua inglese. E’ l’unico Ordine, tra quelli di San Giovanni, a non avere restrizioni nelle procedure di ammissione.

www.orderofstjohn.org.

Così giusto per la precisione.