A pochi giorni dalle elezioni comunali del 24 e 25 maggio a Santa Maria a Vico, può essere interessante provare a individuare alcune possibili chiavi di lettura di questa tornata elettorale.

Il primo dato da osservare sarà sicuramente quello dell’affluenza. Nel 2020 votò il 70,88% degli aventi diritto, con 549 schede tra bianche e nulle. Stavolta, però, il dato assume un significato diverso.
Il motivo è semplice: manca una lista. La cosiddetta terza lista, che non è riuscita a presentarsi, rischia infatti di lasciare una parte dell’elettorato senza un reale punto di riferimento. E non è affatto scontato che quei voti confluiscano automaticamente in una delle due liste in corsa.
Anzi, il vero avversario di questa campagna elettorale potrebbe essere proprio l’astensionismo.
Se l’affluenza dovesse scendere attorno al 60%, o addirittura sotto quella soglia, si aprirebbe inevitabilmente anche una riflessione politica sul livello di partecipazione e rappresentatività. Perdere dieci punti percentuali rispetto a sei anni fa non sarebbe un dettaglio statistico, ma un segnale politico piuttosto chiaro.
Sarà interessante osservare anche il risultato della lista Città Domani 3.0, sostanzialmente erede dell’amministrazione uscente, pur con alcuni nuovi innesti. Nel 2020, l’allora Città Domani 2.0 ottenne il 71,26% dei consensi, pari a 6.065 voti. Un risultato netto, quasi plebiscitario.
Ma le condizioni oggi sono differenti. Sei anni di amministrazione significano inevitabilmente risultati da rivendicare, ma anche critiche, usura politica e una percezione diversa da parte dell’elettorato. Per questo motivo il dato da leggere non sarà soltanto l’eventuale vittoria o sconfitta, ma soprattutto la capacità della maggioranza uscente di conservare il consenso accumulato nel 2020.
Un altro elemento da non sottovalutare riguarda le schede bianche e nulle. In elezioni percepite da una parte della cittadinanza come prive di una vera alternativa, anche quel numero potrebbe trasformarsi in un piccolo messaggio politico silenzioso.
Insomma, quella del 24 e 25 maggio potrebbe essere molto più di una semplice sfida tra due candidati a sindaco. Perché a volte le elezioni non le racconta soltanto chi vince. Le raccontano anche quelli che decidono di restare a casa.