
Con estremo, ma piacevole, stupore il candidato sindaco Carmine De Lucia ha risposto alle nostre domande, che pubblichiamo integralmente così come ci sono pervenute.
In nero riportiamo i quesiti da noi posti, mentre in corsivo le risposte del candidato sindaco Carmine De Lucia della lista Idea Comune, che ringraziamo per l’attenzione riservata a temi che riteniamo non appartengano soltanto alla nostra curiosità, ma anche a quella di una larga parte della cittadinanza.
Gentile Pungiglioneblog,
abbiamo letto con attenzione le domande che ci avete rivolto e le accogliamo con sincero favore. Riteniamo infatti molto positivo che, finalmente, in questa campagna elettorale si stia iniziando a parlare dei problemi reali di Santa Maria a Vico e delle possibili soluzioni.
Noi non abbiamo mai detto che amministrare sia semplice.
Abbiamo però detto una cosa diversa: che un Comune può tornare a programmare, progettare e cercare soluzioni concrete invece di limitarsi all’ordinaria sopravvivenza amministrativa.
Candidato sindaco De Lucia, lei ha fatto parte a lungo della maggioranza del suo attuale avversario politico. Ha ricoperto anche il ruolo di assessore e, francamente, non ricordiamo particolari prese di distanza pubbliche o critiche nette verso quell’amministrazione durante quella fase politica. Oggi invece si moltiplicano video e interventi molto duri contro l’operato — o il mancato operato — dell’amministrazione comunale. Cosa l’ha colpita esattamente sulla via di Damasco?
Sul passato personale e politico non ci sottraiamo. Abbiamo fatto parte di una stagione amministrativa con spirito costruttivo e senso di responsabilità.
Ma chi ama il proprio paese ha anche il dovere di riconoscere quando un ciclo politico si è esaurito (vedi situazione incerta che coinvolge Sindaco e vicesindaco) e quando servono energie nuove, metodi nuovi e una visione diversa.
Non siamo candidati contro qualcuno.
Siamo candidati per Santa Maria a Vico.
Guardando il vostro programma elettorale, salta all’occhio una cosa: ci sono molti macroargomenti, ma spesso poco approfonditi nei dettagli concreti. Le domande quindi sarebbero parecchie, ma ci limitiamo ad alcune.
Nel programma si parla di “Scuole aperte” con sport, studio e attività serali. Bene: con quali fondi verrebbe realizzato il progetto? Attraverso quali modalità organizzative? E con quali figure professionali si pensa di garantire apertura, sicurezza e gestione degli spazi?
Stesso discorso per il taxi sociale per anziani: iniziativa interessante e potenzialmente utile, ma come funzionerebbe concretamente? Quali sarebbero i costi? E soprattutto, da dove arriverebbero le risorse economiche?
E ancora: la ormai immancabile “navetta elettrica”. Anche qui, al di là dello slogan, come dovrebbe funzionare? Quale percorso? Quali costi? Quanti mezzi? Ci fermiamo qui, altrimenti servirebbe un’altra settimana.
Per quanto riguarda il programma: un programma elettorale non è un progetto esecutivo né una gara d’appalto già scritta.
È la definizione delle priorità politiche e amministrative che guideranno i prossimi cinque anni.
Le modalità tecniche, i cronoprogrammi e gli strumenti finanziari si costruiscono attraverso:
bilancio comunale, bandi regionali ed europei, fondi di diversa natura sovracomunale, partenariati, progettazione seria, collaborazione istituzionale.
Ed è esattamente questo il salto di qualità che vogliamo portare.
Le “Scuole Aperte”, ad esempio, esistono già in moltissimi Comuni italiani attraverso Patti Educativi Territoriali, associazioni sportive e fondi ministeriali.
Il taxi sociale viene già realizzato in tanti territori tramite convenzioni con volontariato e terzo settore, con costi sostenibili.
Le navette elettriche intercomunali possono essere attivate gradualmente attraverso accordi comprensoriali e finanziamenti dedicati alla mobilità sostenibile.
Non stiamo inventando slogan: stiamo proponendo strumenti amministrativi già esistenti che altri Comuni utilizzano da anni.
Anche a lei poniamo una domanda su un tema che nel programma, francamente, appare quasi assente: la cava di Durazzano. Avete un piano concreto per impedirne la realizzazione oppure no?
Sulla cava di Durazzano diciamo con chiarezza che il territorio va difeso in tutte le sedi istituzionali possibili, coinvolgendo cittadini, enti sovracomunali e organismi competenti.
Per quanto riguarda invece la questione dell’acqua potabile, nel programma non troviamo particolari approfondimenti, se non riferimenti a sensori intelligenti sulla rete idrica e a nuove fontanelle. Ma il tema vero che preoccupa i cittadini è un altro: qualità dell’acqua, controlli costanti, nitrati e soprattutto bollette. Qual è il vostro piano strategico su questi punti?
Sull’acqua il nostro impegno sarà totale:
controlli costanti e pubblici, trasparenza assoluta sui dati, verifica della rete, contrasto agli sprechi, attenzione alle bollette, pressione istituzionale continua verso gli enti competenti. Perché l’acqua non è propaganda. È un diritto.
Ultima domanda: se doveste vincere le elezioni comunali, quali sarebbero le prime azioni concrete dei vostri primi 100 giorni di amministrazione
Infine, i primi 100 giorni.
Le prime azioni saranno molto semplici:
- fotografia reale delle casse comunali;
- verifica dello stato dei servizi;
- apertura di tavoli permanenti su acqua, ambiente e sicurezza;
- avvio della macchina progettuale per intercettare fondi;
- trasparenza amministrativa immediata;
- presenza costante nei quartieri e nelle frazioni.
Noi non promettiamo miracoli.
Promettiamo presenza, competenza e lavoro quotidiano.
E soprattutto una cosa che a Santa Maria a Vico manca da troppo tempo: un Comune che torni ad ascoltare i cittadini prima di parlare.
Se condividete questa visione e credete in un’amministrazione che metta al centro i bisogni reali del nostro territorio, vi chiediamo di sostenerci. Alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, scegliete la concretezza e l’impegno: votate Idea Comune per restituire insieme un futuro a Santa Maria a Vico.