
Come promesso, arriva la nostra analisi sul post voto delle elezioni comunali 2026. Un’analisi che forse qualcuno aspettava per sentirsi dare ragione, qualcun altro per arrabbiarsi, ma che parte da un punto semplice: queste elezioni, in modi diversi, le hanno perse tutti.
E no, non perché noi tifassimo per qualcuno. È noto che non eravamo schierati né con Andrea Pirozzi né con Carmine De Lucia. Lo diciamo per onestà intellettuale. Però i numeri, raccontano qualcosa di molto chiaro. E i numeri non sbagliano mai.
Partiamo dall’opposizione. La sconfitta di De Lucia è evidente. La vera vittoria di Pirozzi, probabilmente, è arrivata ancora prima del voto: quel sabato mattina, alla presentazione delle liste, quando la terza lista non è riuscita a presentarsi. In quel momento la partita si è drasticamente semplificata. Da lì in poi il tema non era più “chi vince”, ma “con quanto avrebbe vinto Pirozzi” e “quanto sarebbe riuscita a reggere l’opposizione”.
Sei anni fa le opposizioni all’attuale amministrazione avevano raccolto 2446 voti. Stavolta De Lucia si ferma attorno ai 2133. Carmine De Lucia non è riuscito a compattare tutto il fronte alternativo. Però sarebbe troppo facile fermarsi qui e liquidare tutto come una débâcle dell’opposizione. C’è infatti un altro dato enorme, forse il più importante di tutti: l’affluenza.
Il 64% è uno dei dati più bassi mai registrati a Santa Maria a Vico. Dieci anni fa si votava attorno al 75%, sei anni fa — in pieno clima Covid, con paure e restrizioni — si arrivò comunque al 70,88%. Oggi ci si ferma molto più in basso. E questo significa una cosa semplice: nessuno dei due candidati è riuscito davvero a trascinare la popolazione alle urne.
Idea Comune non è riuscita a rappresentare fino in fondo un’alternativa credibile per l’elettorato scontento. E bisogna dirlo con chiarezza: quando un candidato sindaco ha trascorso buona parte della precedente esperienza amministrativa nelle fila della maggioranza, diventa complicato incarnare il cambiamento radicale.
Ma anche la maggioranza non può fare finta di niente. Certo, Andrea Pirozzi ha vinto nettamente e ha tutto il diritto di festeggiare. Ha ottenuto una percentuale più alta rispetto a sei anni fa. Però attenzione ai numeri assoluti: nel 2020 la lista arrivò a 6.065 voti, oggi resta sotto quota 5.807. Parliamo quindi di 258 voti persi. Non è un crollo, sia chiaro, ma è un dato politico.
Questo ci porta a una riflessione inevitabile: probabilmente una terza lista avrebbe davvero riaperto i giochi. Non si possono fare somme automatiche, la politica non è matematica, ma è evidente che una parte dell’elettorato non si è sentita rappresentata né dalla continuità né dal cambiamento proposto.
Anche il dato di schede bianche e nulle, vicino al 4%, racconta qualcosa. Racconta distacco, sfiducia, disillusione. Ecco perché diciamo che hanno perso tutti. Pirozzi doveva vincere convincendo ancora di più rispetto a cinque anni fa. Ha vinto, ma senza allargare davvero il consenso. De Lucia doveva incarnare una rottura forte e portare alle urne il malcontento. Non ci è riuscito. Entrambi dovevano riportare entusiasmo nella partecipazione politica. E invece l’affluenza racconta il contrario.
Poi c’è un’altra questione, che ormai a Santa Maria a Vico si ripete ciclicamente: l’alternativa politica non si costruisce cinque mesi prima del voto. Si costruisce cinque anni prima. Servono presenza, continuità, lavoro sul territorio, battaglie concrete. Non basta comparire a ridosso della presentazione delle liste sperando che l’elettorato, improvvisamente, si accenda.
Bisogna creare una vera struttura politica alternativa, chiamatela associazione, movimento o come vi pare. Ma bisogna esserci sempre: sui bilanci comunali, sulle grandi opere, sulle questioni dell’acqua, sui progetti strategici, nei momenti davvero importanti della vita amministrativa. L’opposizione non si fa soltanto in Consiglio comunale. Si fa soprattutto fuori, tra la gente, ogni giorno.
La speranza è che chi ha provato a mettersi in gioco questa volta non sparisca per altri quattro anni e mezzo per poi ricomparire all’ultimo momento. Sarebbe l’ennesimo errore già visto.
Detto questo, i complimenti vanno fatti. Ad Andrea Pirozzi per la vittoria e per un risultato che, comunque la si pensi, entra nella storia politica del paese, tre mandati consecutivi non sono un dettaglio. Complimenti anche a tutti i consiglieri eletti e, soprattutto, a chi entra per la prima volta in Consiglio comunale. A loro auguriamo idee nuove, coraggio e soprattutto la capacità di non trasformarsi subito nell’ennesima copia di ciò che già abbiamo visto.