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PREMESSA:

Ci siamo, tra poche ore si vota e tra meno ancora ci sarà finalmente il sempre benedetto silenzio elettorale. Una campagna elettorale orribile su ambo i fronti con momenti di squallore memorabili. Un muro contro muro assurdo i supporter del sì e del no sono stati più attenti nel demonizzare e demolire l’avversario che non nel spiegare le proprie ragioni.

Noi nel nostro piccolo abbiamo provato a spiegare le ragioni del Sì in quanto noi siamo onesti con il nostro lettore, ci siamo schierati e non abbiamo fatto finta di essere imparziali per poi far pendere la bilancia verso il voto desiderato.

Abbiamo diviso questo articolo in due parti in quanto un po’ lungo, sarà il lettore a decidere come e cosa leggere. Nella prima parte abbiamo preso alcune interessanti obiezioni del No e abbiamo cercato di dimostrare che non sono sufficienti a respingere la riforma. Nella seconda parte dimostreremo attraverso il blog di Beppe Grillo come i 5 stelle due anni fa dicevano le stesse cose che sono inserite nella riforma e quindi dovrebbero votare Sì.

PARTE PRIMA

Quest’ultimo appuntamento vogliamo partire dalle obiezioni serie che sono state mosse alla riforma, non tutte ovviamente che altrimenti ci vorrebbe un’enciclopedia, ma quelle più interessanti secondo noi. Ovviamente parliamo delle obiezioni serie e non delle bufale che purtroppo hanno non poco inquinato questa elezione.

Dunque una delle prime obiezioni per il No è stato porre l’accento sul fatto che causa la sentenza della Corte Costituzionale che in ha parte bocciato il porcellum ha di fatto reso il parlamento e i parlamentari illegittimi. 

Dunque la Corte non ha nella sua sentenza assolutamente esautorato di poteri il parlamento, ha solo stabilito che quella legge elettorale in parte non rispettava i dettami costituzionali, ma ha pure stabilito che il parlamento è legittimo e nel pieno delle sue funzioni. La prova di ciò viene dagli stessi parlamentari che asseriscono che tale parlamento è illegittimo, ma se lo è perché questi parlamentari non si sono coerentemente dimessi? Anche loro sono stati eletti con la stessa legge elettorale. Essendo poi legittimo questo parlamento è nel pieno delle sue funzioni quindi può anche in base all’art 138 cost. modificare la costituzione.

In verità lo stesso comitato del No ha corretto il tiro, dicendo che è un parlamento -sempre per le motivazioni di cui sopra- moralmente inadeguato.

Ora stabilire il principio della politica ancella della morale ci fa un po’ rabbrividire e pensiamo che pure il buon Machiavelli si stia un po’ rivoltando. Ma poi perché questo parlamento non è morale? Per la legge elettorale parzialmente abrogata!? Dimettetevi allora! Ma poi alla fine della fiera si tratta appunto della legge elettorale, fosse stata modificata la costituzione dai parlamentari della XVI legislatura dove ben oltre 100 parlamentari erano indagati, colpevoli, imputati e prescritti ecc. saremmo stati ben d’accordo. Non ci pare questo il caso. Poi Berlusconi in questi ultimi giorni sta pontificando contro la riforma e non vediamo nessuna vergine vestale arrossire mentre però le stesse verginelle si adombrano per la moralità di questo parlamento.

Terza obiezione: è una riforma fatta a maggioranza e la Costituzione dovrebbe essere un testo condiviso.

Vero è sempre una buona cosa cercare di scrivere le regole tutte assieme peccato però che i padri costituenti non lo abbiano previsto, ma abbiano stabilito una procedura all’art.138 che è stata rispettata. La costituzione come abbiamo ricordato in un altro articolo è stata modificata completamente al Titolo V nel 2001, una schifezza, che a sentire la lega il federalismo ci avrebbe portato gioia e felicità e invece ci ha portato diseguaglianza e debiti. Opera di Massimo D’Alema che parla pure nel merito senza preventivamente scusarsi per l’obbrobrio commesso.

Però a ben pensarci come fa ad essere condivisa una costituzione che ha bisogno di un referendum per essere confermata? Si o No è pur sempre una scelta divisiva.

Questione Senato: il problema per il No è sia per il ruolo che per la modalità di elezione.

Insomma pare che il bicameralismo perfetto cioè una camera fotocopia, fino all’anno scorso era il male assoluto da eliminare oggi va tutto bene è na cosa buona. Certo è questo un punto importante che differenzia sostanzialmente il fronte del si e del no, se si vuole che le cose rimangano così che va tutto bene, nulla questio. Però non capiamo una cosa tra le obiezioni si dice: non hanno abolito il senato! Qui non capiamo insomma il senato lo si vuole o non lo si vuole? Perché con la riforma è vero che non viene abolito ma è vero pure che viene ridotto ai minimi termini. 

La modalità di elezione del senato ci permette anche di parlare dell’altra obiezione quella della deriva autoritaria e del fatto che i cittadini vengono svuotati della loro sovranità.

Dunque sempre per il fatto che non si vuole il senato ma allo stesso tempo si vuol votare per il senato che onestamente troviamo il punto molto debole e comunque in realtà i cittadini avranno modo di indicare il senatore sulla scheda. Ma poi è così importante? Visto che il senato non avrà più un ruolo centrale come adesso, è veramente così importante questo punto? Secondo noi no.

Sulla deriva autoritaria non la vediamo in costituzione visto che le prerogative del presidente del consiglio sono inalterate. 

Riguardo la mancanza di sovranità, noi vediamo il contrario, si allarga la possibilità di indire referendum, il quorum di quello abrogativo potrà essere inferiore a quello cui siamo abituati, le leggi di iniziativa popolare non prenderanno più la polvere ma saranno calendarizzate con tempi certi. Il problema sarebbe l’elezione di qualche senatore che in pratica conterà quanto un delegato regionale di oggi quando il parlamento si riunisce in seduta comune!?
Finalmente i 18enni che possono sposarsi, guidare, fare impresa ma non ritenuti in grado di votare al senato, adesso potranno farlo.

Immunità=impunità

Ecco l’altra obiezione che non capiamo, anche se effettivamente il futuro senatore venisse condannato esistono comunque regole per destituirlo, vedesi recente vicenda Berlusconi, ma poi seppure non fosse, alla scadenza del mandato regionale o di sindaco ritorna normale cittadino e quindi senza immunità. Se poi i cittadini lo rivotano e lo indicano per il Senato, beh che dire, chi è causa del suo mal …

Per tutti questi motivi che seppur interessanti ci portano inevitabilmente e serenamente a votare SI.

PARTE SECONDA

http://www.beppegrillo.it/2014/07/dieci_risposte_a_dieci_domande.html

Abbiamo inserito il link al blog di Grillo -leader maximo- del Movimento 5 stelle, per dimostrarvi come anche i 5 stelle solo due anni fa il 7 luglio 2014 dicevano le stesse cose che sono scritte nella riforma costituzionale Boschi-Renzi. Vi facciamo un piccolo riassunto:

1. Per noi un vincitore ci vuole sempre. L’unico modello che assicura questo oggi in Italia è la legge elettorale che assegna un premio di maggioranza al primo turno o al secondo turno. Il Movimento 5 Stelle, per esempio, ha vinto a Parma, Livorno e Civitavecchia nonostante che (sic) al primo turno abbia preso meno del 20% dei voti. Però poi al ballottaggio ha ottenuto la metà più uno dei votanti. Vi chiediamo: siete disponibili a prevedere un ballottaggio, così da avere sempre la certezza di un vincitore? Noi sì.
“Si”

nostro commento: in pratica è l’Italicum oggi sono contro, ma lo dicono sottovoce.

2. Siete disponibili a assicurare un premio di maggioranza per chi vince, al primo o al secondo turno, non superiore al 15% per assicurare a chi ha vinto di avere un minimo margine di governabilità? Noi sì.
“Si”

3. Siete disponibili a ridurre l’estensione dei collegi? Noi sì.
“Si”

4. Siete disponibile a far verificare preventivamente la legge elettorale alla Corte costituzionale, così da evitare lo stucchevole dibattito “è incostituzionale, è costituzionale”? Noi sì.
“Sì”

nostro commento: con il sì questo sarà in costituzione.

5. Siete disponibili a ridurre il potere delle Regioni modificando il titolo V e riportando in capo allo Stato funzioni come le grandi infrastrutture, l’energia, la promozione turistica? Noi sì.
“Si”

nostro commento: con la riforma costituzionale avverrà proprio questo.

6. Siete disponibili ad abbassare l’indennità del consigliere regionale a quella del sindaco del comune capoluogo e eliminare ogni forma di rimborso ai gruppi consiliari delle Regioni? Noi sì.
“Sì”

nostro commento: se passa il sì succederà questo.

7. Siete disponibili a abolire il CNEL? Noi sì.

nostro commento: è addirittura nella domanda.

9. Siete disponibili a che il ruolo del Senatore non sia più un incarico a tempo pieno e retribuito ma il Senato sia semplicemente espressione delle autonomie territoriali? Noi sì.
“Si”

nostro commento: così sarà con la vittoria del sì. Oggi i 5stelle si lamentano del fatto che il senatore sarà un dopolavorista. Come cambiano le cose in due anni.

10. Siete disponibili a trovare insieme una soluzione sul punto delle guarentigie costituzionali per i membri di Camera e Senato, individuando una soluzione al tema immunità che non diventi occasione di impunità? Noi sì.
“Sì”

nostro commento: l’unico punto che nella costituzione non ci sarà.

Quindi il Movimento 5 Stelle un anno fa diceva le stesse cose che dice il sì e quindi Renzi, vuoi vedere che il presidente del consiglio ha copiato dal blog? Onestà intellettuale vorrebbe che i 5stelle votassero coerentemente sì visto che tolti i primi 3 punti che riguardano la legge e elettorale 6/7 punti sono identici alla riforma.


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al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)

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