stemma san felice

stemma san felice

Il comune di San Felice a Cancello è  in dissesto finanziario così stabilisce la delibera del Commissario straordinario.

Quindi alla fine è successo. Si paventava questa possibilità da mesi per non dire da anni è alla fine è arrivata l’Ordinanza n°7 del 01.12.2016. La proposta è giunta dal responsabile del settore Bernardino Ciccozzi.

Cosa significa dissesto finanziario? In pratica bisogna immaginare un’azienda che dichiara fallimento con la differenza che mentre l’azienda può estinguersi il Comune no, deve continuare come entità amministrativa.

Al dissesto si arriva quando un comune non è più in grado di assolvere alle sue ordinarie funzioni e servizi indispensabili, quando esistono crediti che il comune non riesce a onorare nemmeno con il requilibrio di bilancio o con il riconoscimento dei debiti fuori bilancio.

Cosa accade adesso?

In pratica è come il comune nasca nuovamente, quindi esisterà un comune di San Felice a Cancello libero dai debiti ma pure dai crediti che avanza, proprio ex novo. Però esiste appunto il vecchio ente dissestato di San Felice a Cancello, una bad company, insomma.

Verrà redatto un nuovo bilancio in cui tutte le tasse comunali verranno portate ai massimi consentiti dalla legge e sul contenimento della spesa, per non parlare di veri e propri tagli. Cosa positiva vi sarà contestualmente una lotta all’evasione in quanto bisogna reperire soldi, quindi chi non ha mai pagato una tassa in vita sua dovrà cominciare a preoccuparsi.

Per il contenimento della spesa in particolar modo il comune è altresì tenuto a contribuire all’onere della liquidazione in particolare con l’alienazione del patrimonio disponibile non strettamente necessario all’esercizio delle funzioni istituzionali, la destinazione degli avanzi di amministrazione dei cinque anni a partire da quello del dissesto e delle entrate straordinarie, la contrazione di un mutuo a carico del proprio bilancio.

Chi paga?

Gli amministratori riconosciuti responsabili del dissesto non possono ricoprire, per un periodo di cinque anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali o di rappresentante di tali enti presso istituzioni, organismi ed enti pubblici o privati, quando, valutate le circostanze e le cause che hanno determinato il dissesto, si accerti che questo è diretta conseguenza delle azioni od omissioni per le quali l’amministratore è stato riconosciuto responsabile.

Per i creditori dell’ente manco va bene in quanto i debiti sono congelati, non danno interessi.

Ma in pratica con le tasse tutte al massimo consentito per legge pagheranno i cittadini.

Ecco perché votare non è un’operazione da eseguire alla leggera. 

Inoltre il Comune sarà tenuto a trasmettere al Ministero dell’Interno, tutti i provvedimenti adottati al fine di accelerare i tempi per le riscossioni e per l’eliminazione dell’evasione, dovrà deliberare la rideterminazione della pianta organica qualora sia numericamente superiore alle unità spettanti sulla base del rapporto dipendenti/popolazione della fascia demografica di appartenenza secondo quanto previsto dalle norme. La mancata prioritaria rideterminazione della pianta organica può costituire pregiudizio ai fini dell’emissione del decreto ministeriale di approvazione dell’ipotesi di bilancio. La rideterminazione della pianta organica deve ispirarsi a criteri di funzionalità ed efficienza nell’erogazione dei servizi, assicurando prioritariamente quelli indispensabili.

Insomma tempi duri.

L’INVERNO (NON SOLO ATMOSFERICO) E’ ALLE PORTE!

delibera-commiss-straordinario-dissesto

allegato-1

allegato-2

 


Immagine
CLICCA E NAVIGA IN http://www.ferramentagepa.it

Immagine

al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)

hakuna matata
genesis