
Domani, altrove, partirà ufficialmente la corsa per presentare le liste in vista delle elezioni del 24 e 25 maggio. Non ad Arienzo, dove la democrazia locale è stata sospesa da un atto grave come lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.
È inutile girarci intorno, si tratta di una misura estrema, una di quelle che lo Stato utilizza quando ritiene che non ci siano alternative. Poi si potrà discutere nel merito, nei tribunali e nelle sedi opportune, ma il peso politico e simbolico resta tutto.
La vicenda giudiziaria la lasciamo a chi competente, ma quella politica e le sue conseguenze la andiamo a trattare. E proprio sul piano politico riportiamo le parole dei due protagonisti mancati di questa campagna elettorale: l’ex sindaco Giuseppe Guida e il candidato sindaco Mattia Vigliotti in base all’ultimo post fb pubblicato.
Guida sceglie un tono diretto, quasi viscerale. Rivendica il proprio operato e difende la comunità con forza:
“La porta sempre aperta a tutti, indipendentemente dal loro colore politico, senza annunci e senza appuntamenti.”
E ancora:
“Ora, ho dovuto lasciarla, non per volontà del popolo di Arienzo […] ma per volontà di chi ha fatto valutazioni che ancora non conosciamo, ma che condanniamo a prescindere.”
E il passaggio più identitario:
“NOI LA CAMORRA LA SCHIFIAMO.”
Parole che fotografano bene il suo stato d’animo: attaccamento al ruolo, senso di ingiustizia e volontà di reagire. Apprezzabile il legame con la cittadinanza e il ringraziamento ricevuto. Meno convincente, però, proprio quel “condanniamo a prescindere”. Qui si entra in uno scontro istituzionale che rischia di essere più dannoso che utile. Le decisioni di questo tipo non nascono sull’onda dell’emotività, e trattarle come tali è un errore politico prima ancora che comunicativo. Ricordiamo che Guida è un esponente di spicco di Forza Italia che è partito di governo e al consiglio dei ministri, che ha deciso lo scioglimento, vi erano anche i suoi compagni di partito.
Più misurato, almeno nei toni, Mattia Vigliotti. Il suo intervento si muove su un registro diverso:
“È una ferita che brucia, ma che ci impone una riflessione seria sul futuro del nostro territorio.”
E soprattutto:
“Dobbiamo mantenere i nervi saldi e un profondo rispetto per lo Stato.”
Fino al passaggio più significativo:
“Siamo sicuri che il percorso della giustizia saprà fare luce su ogni ombra, accertando la verità dei fatti.”
Qui sta l’elemento positivo: un clima che potrebbe facilmente degenerare, Vigliotti sceglie la linea della fiducia nelle istituzioni e della legalità.
C’è però anche un limite evidente in questa dichiarazione. Il suo discorso resta molto istituzionale, quasi troppo. Parole giuste, ma che rischiano di suonare generiche con una responsabilità che viene fatta pendere solo da una parte. Quando un Comune viene sciolto per infiltrazioni, non è solo la maggioranza a uscire sconfitta. È l’intero sistema politico locale che mostra crepe evidenti. E in quel sistema c’è anche l’opposizione sia consiliare che extra consiliare.
Perché un’opposizione che non riesce a costruire un’alternativa credibile, a intercettare il malcontento o a parlare in modo efficace alla cittadinanza, finisce per lasciare campo libero.
In conclusione, Arienzo si ritrova oggi senza voce democratica. Bisogna ripartire da zero e il tempo c’è visto che le prossime elezioni si terranno nel 2029.
Forza e coraggio!
ERRATA CORRIGE: Abbiamo scritto 2029 ma in realtà tenendo conto dei 18 mesi e dello slittamento in primavera le prossime elezioni saranno con probabilità in primavera nel 2028.