
Scattano ufficialmente oggi i termini per la presentazione delle liste elettorali. C’è tempo fino a domani, e come da copione, il dubbio è sempre lo stesso: qualcuno presenterà subito la lista per dare un segnale di forza oppure assisteremo al classico deposito all’ultimo minuto, quando anche l’ultimo nome è stato incastrato?
Nel frattempo la certezze è che ad Arienzo non si voterà a seguito del noto scioglimento per infiltrazioni camorristiche.
A Santa Maria a Vico, invece, siamo già entrati nel pieno di quella fase un po’ grottesca che precede ogni competizione e cioè la gara a spiegare perché non ci si candida. Un esercizio che ormai sembra quasi più diffuso delle candidature stesse.
Le liste attese, salvo sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbero essere tre:
- Città Domani 3.0, con Andrea Pirozzi.
- Idea Comune, con una candidatura a sindaco che potrebbe ricadere su Carmine De Lucia;
- Uniti per Cambiare, con Bernardo come candidato sindaco.
Proprio su quest’ultima compagine arrivano le indiscrezioni più interessanti: si parla di una rottura tra Telese e D’Anna, che ridisegnerebbe gli equilibri interni, con un sostegno più marcato da parte del primo e una fuoriuscita del secondo. Non proprio un segnale di compattezza, per usare un eufemismo.
Non è neanche la prima frizione. Già in precedenza si era registrata l’uscita di Emanuele De Lucia, legata – secondo quanto raccolto – a divergenze sulla scelta del candidato sindaco. Si litiga ancora prima di partire.
E infatti la sensazione generale è proprio questa: campagna elettorale già iniziata, ma col piede sbagliato.
A confermarlo è anche quanto accaduto nelle ultime ore. Un post pubblicato da Idea Comune ha sollevato più di qualche perplessità, mostrando una foto di Veronica Biondo durante un comizio a sostegno di Giuseppe Guida sindaco, ormai ex, di Arienzo. Una ricostruzione che, per modalità e tempismo, appare più come un tentativo maldestro di colpire che come un contributo serio al dibattito politico.
Il punto però è un altro, e riguarda la coerenza. Perché lascia abbastanza perplessi vedere esponenti politici – come Carmine De Lucia – prendere oggi le distanze da contesti che hanno sostenuto per anni, facendo campagna elettorale fianco a fianco con gli stessi soggetti che ora diventano improvvisamente impresentabili.
La domanda è semplice, quasi brutale: se in cinque anni non ti sei accorto di nulla, perché dovremmo fidarci della tua “nuova” visione di città?
Che poi ricordiamo la rottura non fu per un atto, un provvedimento, un voto. Fu per una torta!
Poi certo, cambiare idea è legittimo.
Siamo ancora in una fase fluida, è evidente. Le liste definitive chiariranno meglio i contorni di questa competizione. Ma una cosa si può già dire: l’inizio non è stato dei più edificanti.
Appena ci saranno i nominativi ufficiali, li pubblicheremo. Ma come detto in questa campagna elettorale non saremo neutri.