
C’è una cosa che va detta subito con chiarezza in modo da evitare polemiche inutili:
il subappalto autorizzato per il campus scolastico è un atto normale.
Due imprese di Cervino si occuperanno degli impianti tecnologici (elettrico, termico, ecc.), per circa 300 mila euro su un’opera che sfiora i 6 milioni.
Ma la nostra attenzione va su un altro aspetto:
Facciamo un riassunto:
- 2020: approvazione del progetto definitivo
- 2021: aggiudicazione
- Poi problemi con il primo aggiudicatario (ancora! Lo abbiamo visto questo problema anche con il Palazzetto)
- 2023: scorrimento graduatoria
- 2024: aggiornamento prezzi per aumento materie prime
- 750.000 euro di mutuo per coprire l’incremento
- 2025: autorizzazione al subappalto
Dunque, Quanto tempo è passato e quanto è costato questo tempo?
Cinque anni.
Cinque anni per arrivare alla fase operativa piena di un’opera che dovrebbe servire a spostare una scuola da una zona R4, cioè a rischio idrogeologico molto elevato.
Qui non è in discussione la legittimità tecnica degli atti. Gli atti sono formalmente corretti.
Il punto è politico e amministrativo: quanto incide un rallentamento del genere sul costo finale per la collettività?
Il subappalto è uno strumento, se controllato bene, funziona.
Nel caso specifico:
- l’appaltatore resta responsabile in solido
- i costi della sicurezza non possono essere ribassati
- sono previsti controlli DURC
- non è ammesso subappalto a cascata
Ma il subappalto arriva dopo un percorso accidentato.
Il prezzo del tempo
Il progetto nasce con un quadro economico di circa 5,18 milioni. Poi l’aggiornamento prezzi 2024 fa salire tutto a quasi 5,94 milioni.
La differenza? Coperta anche con un mutuo passivo (quindi debito che pesa in cassa) da 750.000 euro.
E qui la domanda è inevitabile:
quanto di quell’aumento è figlio del mercato e quanto del tempo trascorso?
Perché il mercato è impazzito da un po’ di anni a questa parte è vero, ma il tempo amministrativo non è un dettaglio neutro. Anche quello è un costo! Perché un’opera urgente ha avuto bisogno di questo percorso a ostacoli?
Se oggi il cantiere accelera e l’opera viene consegnata nei tempi promessi (apertura anno scolastico 2026/2027),quindi tra qualche mese, allora la storia finirà bene.
Se invece si accumulano altri slittamenti, il subappalto sarà l’ultima delle preoccupazioni. E a Santa Maria a Vico gli slittamenti per le opere pubbliche sono un fatto praticamente normale.
Perché nei lavori pubblici il vero rischio non è il subappalto. È la lentezza.