Siamo ormai nel momento clou delle celebrazioni per il centenario del Ciuccio. Una ricorrenza importante che, come spesso accade quando si organizzano eventi di questo tipo, ha inevitabilmente generato anche qualche polemica tra i tifosi. Del resto, accontentare tutti è praticamente impossibile. Ci si è messo anche il terremoto molto forte che ha provocato feriti e crolli e appunto c’è chi chiedeva di sospendere la celebrazione e chi invece no.
A tenere banco, però, è stato soprattutto l’ennesimo episodio che ha visto protagonista il presidente Aurelio De Laurentiis. A Dimaro, durante il ritiro in Trentino-Alto Adige, una tifosa di appena 14 anni ha chiesto di poter scendere sul terreno di gioco per una foto con i calciatori. Quello che avrebbe potuto trasformarsi in un perfetto momento di vicinanza con i tifosi e di promozione dell’immagine del club si è invece concluso con una discussione legata alla maglia contraffatta indossata dalla ragazza.
Al di là del tema della contraffazione, che resta un problema reale per tutte le società sportive, la gestione comunicativa dell’episodio lascia più di una perplessità. Era un’occasione per trasmettere un messaggio positivo e il Napoli avrebbe potuto uscirne rafforzato. Invece si è parlato soprattutto della polemica.
Nelle spiegazioni successive, De Laurentiis ha anche affermato che l’acquisto di maglie contraffatte impedisce al Napoli di competere economicamente con le grandi squadre europee. Un’affermazione che, indirettamente, sembra riconoscere come il club non abbia ancora raggiunto quella dimensione che tutti i tifosi sognano. Anche il mercato, almeno per il momento, procede senza particolari scossoni.
Sul campo, intanto, arriva almeno un sorriso. Nell’amichevole contro la Carrarese è arrivata la prima vittoria dell’era Allegri, un 2-0 che rappresenta un piccolo segnale positivo in vista dell’inizio della stagione.
Ma allargando lo sguardo oltre Napoli, il momento del calcio italiano continua a essere tutt’altro che semplice. Le polemiche che hanno coinvolto la Nazionale negli ultimi giorni hanno contribuito a offrire un’immagine poco edificante del nostro movimento. Senza entrare nel merito delle singole vicende, resta la sensazione che il problema non possa essere individuato esclusivamente nella scelta del commissario tecnico. Forse è l’intero sistema ad aver bisogno di una profonda riflessione.

Anche a livello internazionale non mancano le tensioni, tra i rapporti sempre più complicati tra FIFA e UEFA e un panorama calcistico che continua a cambiare rapidamente, spesso privilegiando gli interessi economici rispetto a quelli sportivi.
La giornata è stata purtroppo segnata anche dalla scomparsa di Franco Baresi, leggenda del Milan, della Nazionale italiana e uno dei più grandi difensori della storia del calcio mondiale. Campione del mondo nel 1982 e protagonista anche della cavalcata di USA ’94, Baresi ha rappresentato per decenni un esempio di classe, leadership e attaccamento alla maglia. Al di là dei colori calcistici, il calcio italiano perde una delle sue icone più grandi.
La prossima settimana entreremo nel mese di agosto e il conto alla rovescia verso l’inizio del campionato sarà ormai agli sgoccioli. I tifosi del Napoli sperano che le prossime settimane portino soprattutto serenità, qualche rinforzo sul mercato e la possibilità di presentarsi ai nastri di partenza con entusiasmo e ambizioni all’altezza della maglia azzurra.