
Il caso Airola non sembra destinato a rimanere confinato alla cronaca locale.
A pochi giorni dal devastante incendio divampato il 31 agosto nell’area industriale di Airola, la vicenda è approdata anche sul piano politico nazionale, con un’interrogazione parlamentare e una petizione indirizzata alle istituzioni centrali.
Il rogo ha interessato l’impianto di stoccaggio di rifiuti nell’area PIP di Airola, provocando una lunga emergenza e una colonna di fumo visibile a distanza. I primi monitoraggi ambientali hanno inoltre evidenziato una concentrazione di diossine e furani pari a 0,28 pg/Nm³ I-TEQ, superiore al valore di riferimento di 0,15 pg/Nm³ indicato per quel tipo di rilevazione. Sono quindi scattate misure precauzionali nei Comuni interessati e sono stati avviati ulteriori monitoraggi ambientali e sanitari.
Il dato, è bene precisarlo, non equivale automaticamente alla dimostrazione di un danno sanitario permanente. Indica però una situazione che ha richiesto ulteriori accertamenti e che, proprio per questo, non può essere liquidata con un semplice ritorno alla normalità una volta spenti gli ultimi focolai.
L’interrogazione di Franco Mari
Sul caso è intervenuto il deputato Franco Mari di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri dell’Ambiente e della Salute.
L’iniziativa chiede al Governo di fare chiarezza sulle conseguenze dell’incendio e sulle misure adottate per la tutela della popolazione e dell’ambiente.
La presenza di un’iniziativa parlamentare segna un passaggio importante: la questione non viene più considerata esclusivamente come un’emergenza gestita dai Comuni, dalla Regione e dagli organismi tecnici, ma diventa materia di controllo politico da parte del Parlamento.
La petizione: “Il caso Airola deve diventare nazionale”
Parallelamente è stata depositata dall’avvocata Teresa Meccariello, in qualità di cittadina, una petizione indirizzata alle Presidenze di Camera e Senato, alla Commissione parlamentare competente sul ciclo dei rifiuti e alla Regione Campania.
La richiesta è ancora più ampia: valutare l’apertura di un’inchiesta parlamentare sulla vicenda di Airola.
La petizione richiama anche il precedente incendio del 2021 e pone una serie di interrogativi sulla gestione dell’area, sulla sicurezza, sui controlli e sulle conseguenze ambientali dell’accaduto.
Il punto politico centrale è proprio questo: non limitarsi a verificare che cosa sia successo il 31 agosto, ma capire perché un territorio possa trovarsi nuovamente a fare i conti con un’emergenza simile.
La questione sollevata dalla petizione va oltre i confini del Comune.
L’emergenza ha infatti interessato diversi territori della Valle Caudina, con provvedimenti precauzionali adottati dalle amministrazioni locali e con l’attivazione di diversi organismi: Vigili del Fuoco, ARPAC, ASL, Protezione Civile e Prefettura.
La domanda diventa quindi più ampia: quali strumenti esistono per prevenire che un incendio in un impianto di gestione dei rifiuti si trasformi in un problema ambientale per un’intera area?
E soprattutto: quali controlli vengono effettuati prima, durante e dopo eventi di questo tipo?
Un precedente che pesa
La petizione richiama anche il precedente incendio del 2021.
È proprio la ripetizione degli eventi a rendere particolarmente delicata la questione. Se un territorio è costretto a confrontarsi più volte con incendi, il problema non è più soltanto l’evento emergenziale in sé.
Diventa necessario interrogarsi sulla prevenzione, sulla sicurezza degli impianti, sulla gestione dei siti sottoposti a provvedimenti giudiziari e sull’efficacia dei controlli.
Sono questioni che richiedono risposte documentate e non semplicemente rassicurazioni.
Adesso la parola passa alle istituzioni
È importante non confondere i diversi livelli.
Un’interrogazione parlamentare non è un’inchiesta parlamentare. La prima serve a chiedere al Governo chiarimenti e risposte su una determinata questione. La seconda richiede invece un procedimento parlamentare specifico e presuppone una decisione delle Camere.
Al momento, dunque, non esiste un’inchiesta parlamentare sul caso Airola già istituita.
Esiste però una richiesta formale affinché venga valutata e, parallelamente, un’interrogazione parlamentare che porta la vicenda all’attenzione del Governo.
Capire che cosa accadrà dopo.
Quali saranno i risultati completi dei monitoraggi? Quali saranno le conclusioni delle autorità competenti? Chi aveva la responsabilità del sito? Quali controlli erano stati effettuati? Quali misure verranno adottate per evitare che una situazione analoga possa ripetersi?
Il Link della petizione Petizione · CASO AIROLA: SIAMO TUTTI AL ROGO! – Italia · Change.org
