Proprio oggi, nel giorno in cui avevamo deciso di prenderci una lunga pausa estiva, abbiamo ricevuto una replica del Presidente del Consiglio comunale di Santa Maria a Vico, Michele Nuzzo, relativa a un nostro articolo pubblicato nei giorni scorsi, che riportiamo di seguito insieme al link dell’articolo originale. https://pungiglioneblog.com/smav-consiglio-comunale-30-07-26-e-lordine-del-giorno-al-contrario-prima-si-vota-poi-si-ascoltano-le-domande/
Come nostro costume pubblichiamo integralmente la replica del Presidente del Consiglio comunale senza alcun commento. Riteniamo che siano i documenti e le posizioni delle parti a consentire ai cittadini di formarsi una propria opinione. Non ci interessa alimentare la polemica.

Esaminato l’articolo nel quale si critica l’operato del Presidente del Consiglio comunale, arrivando ad affermare che non conoscerebbe le modalità di predisposizione dell’ordine del giorno del Consiglio, mi corre l’obbligo di precisare che si tratta di un’affermazione priva di fondamento, oltre che irrispettosa della persona e della carica, frutto della mancanza di adeguate informazioni del redattore.
La critica rappresenta un elemento essenziale del confronto democratico e merita sempre rispetto. Tuttavia, quando essa si fonda su affermazioni inesatte o prive di riscontri oggettivi, rischia di offrire ai cittadini una rappresentazione distorta dell’attività istituzionale e di alimentare polemiche che non contribuiscono a un’informazione corretta.
Premesso che il Presidente del Consiglio esercita le proprie funzioni nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti, assicurando imparzialità, correttezza istituzionale e tutela delle prerogative di tutti i consiglieri, la formazione dell’ordine del giorno, pur seguendo criteri e procedure ben definiti, nel rispetto delle competenze attribuite dalla legge, dallo Statuto comunale e dal Regolamento consiliare, non è stata frutto di valutazioni arbitrarie.
Queste le ragioni.
L’ordine del giorno del consiglio comunale del 30 luglio è stato concordato all’’unanimità in conferenza dei capigruppo, la quale è deputata a stabilire l’ordine del giorno e che – eccezionalmente – per il consiglio del 30 ha previsto l’inserimento all’ordine del giorno delle mozioni, interrogazioni ed interpellanze pur non essendo previsto.
Infatti, a mente dell’articolo 14 del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale, le interrogazioni e le interpellanze e le emozioni sono discusse in sedute distinte da quelle destinate alla trattazione degli argomenti di natura amministrativa e di bilancio o argomenti esso connessi.
Nel consiglio del 30, trattandosi di un consiglio destinato alla trattazione di argomenti relativi al bilancio o adesso connessi, non sarebbe stato possibile inserire mozioni, interrogazioni ed interpellanze.
Ciò nonostante, al fine di garantire ai consiglieri il diritto di iniziativa, ho proposto di inserire all’ordine del giorno ed in via eccezionale, come innanzi precisato, anche le mozioni, le interrogazioni e le interpellanze, ma dopo la trattazione degli argomenti relativi al bilancio.
Consiglio vivamente al redattore, che ho avuto modo più volte di apprezzare, di acquisire le informazioni necessarie prima di esternare la propria opinione.
È auspicabile, pervero, che il dibattito pubblico si sviluppi sulla base di fatti verificabili, evitando giudizi sommari e frettolosi, che finiscono per svilire il ruolo delle istituzioni.
Confido nell’interessamento del redattore per ristabilire la corretta rappresentazione dei fatti.
Cordialità
Per una comprensione completa della questione riportiamo gli articolo 14 e 25 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
Art. 14 – Diritto d’iniziativa
1. I Consiglieri hanno diritto d’iniziativa su ogni argomento di interesse della comunità locale. Essi
esercitano tale diritto mediante la presentazione di proposte di deliberazione e di emendamenti alle
deliberazioni iscritte all’ordine del giorno del Consiglio.
2. Ogni Consigliere può fare interrogazioni, svolgere interpellanze e mozioni su argomenti che
interessano anche indirettamente la vita e l’attività del Comune.
3. Non sono ammesse interrogazioni, interpellanze e mozioni formulate con frasi ingiuriose o
sconvenienti.
4. Le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni sono discusse all’inizio di ciascuna seduta consiliare o
in sedute distinte da quelle destinate alla trattazione degli argomenti di natura amministrativa e di
bilancio o argomenti ad esso connessi.
5. Ai sensi dell’art. 43, comma 3, del T.U. 18 agosto 2000, n. 267, ogni Consigliere ha altresì diritto di
presentare istanze di sindacato ispettivo.
Art. 25 – Ordine del giorno
- L’ordine del giorno consiste nell’elenco sommario e sintetico degli argomenti da trattare in ciascuna
sessione ordinaria e straordinaria del Consiglio ed è redatto dal Presidente del Consiglio in modo che i
Consiglieri possano ben conoscere preventivamente i detti argomenti.
2.Hanno la precedenza:
1 – le comunicazioni del Sindaco;
2 – le mozioni;
3 – le interrogazioni;
4 – le interpellanze;
5 – le proposte delle autorità governative;
6 – le proposte dell’autorità regionale;
7 – le questioni attinenti gli organi istituzionali;
8 – le proposte del Sindaco, degli Assessori e dei Consiglieri comunali;
9 – tematiche da discutere in seduta segreta. - Quando motivi d’urgenza o di opportunità lo consiglino, l’ordine degli argomenti da trattare può
essere variato, su proposta del Presidente del Consiglio Comunale, di qualunque membro del
Consiglio e con l’assenso dell’assemblea.