
Il Bilancio Consolidato 2025 del Comune di Santa Maria a Vico, pubblichiamo a piè pagina con la nota integrativa, racconta una storia che si allontana parecchio da quella a cui l’ente aveva abituato i cittadini negli ultimi anni. Nel 2024 il risultato d’esercizio si era chiuso con un utile di 5.926.262,48€. Nel 2025 diventa una perdita di 961.258,28€ (Conto Economico, pag. 4 e pag. 34 della Nota integrativa; Stato Patrimoniale Passivo, pag. 9). Un’inversione di quasi 6,9 milioni di euro in dodici mesi, in un bilancio che vale, come totale attivo, poco più di 93,6 milioni.
Dove si è aperta la voragine
La causa principale del ribaltone si trova nella sezione “Proventi ed oneri straordinari” (Conto Economico, pag. 4). Gli oneri straordinari passano da 21.999,03€ nel 2024 a 2.183.691,36€ nel 2025, interamente a carico del Comune, come conferma la Nota integrativa (pag. 17 e 33). Il grosso di questo salto, oltre 2,17 milioni di euro, è concentrato in un’unica voce: “Sopravvenienze passive e insussistenze dell’attivo”.
In termini semplici, questa voce indica che qualcosa iscritto negli anni precedenti come valore attivo, tipo un credito, un bene, una posta contabile, si è rivelato, nel corso del 2025, non più tale, e va quindi stralciato dai conti. Né il bilancio né la nota integrativa specificano nel dettaglio di quali poste si tratti. Sarebbe utile che l’amministrazione chiarisse in Consiglio comunale quali elementi specifici sono stati oggetto di questa correzione, e in quale esercizio erano stati originariamente iscritti.
Accantonamenti in forte crescita
Parallelamente, gli accantonamenti per rischi passano da 9.004,73 a 411.045,44€, e gli “altri accantonamenti” da 12.189,53 a 1.258.525,46€ (Conto Economico, pag. 3). Il totale dei fondi rischi ed oneri in stato patrimoniale sale da 3,7 a oltre 5,35 milioni di euro (pag. 9), un incremento del 44,6% in un anno, e anche qui, la Nota integrativa (pag. 22-24) mostra che la quota di gran lunga maggioritaria è imputabile al Comune.
Accantonare significa mettere da parte risorse per un rischio che l’ente ritiene concreto: un contenzioso, una richiesta di risarcimento, un debito potenziale. Un aumento di questa entità meriterebbe una relazione dedicata che indichi con chiarezza quali sono i procedimenti o le vertenze che hanno spinto l’ente a blindare oltre un milione di euro in più rispetto all’anno precedente?
Il vecchio male: crediti pari al doppio delle entrate annue
Il totale crediti dell’ente, a fine 2025, è di 26.060.000,97€ (Conto Economico e Stato Patrimoniale, pag. 7 e pag. 35), più del doppio del totale dei componenti positivi della gestione (12,48 milioni). Significa che l’ente ha, cristallizzato in crediti da riscuotere, più del doppio di quanto incassa in un intero anno di attività. I crediti verso clienti ed utenti, in particolare, sono cresciuti rispetto al 2024 (da 5,7 a 6,2 milioni).
Cantieri che non si chiudono
Le immobilizzazioni materiali “in corso ed acconti”, cioè opere pubbliche avviate ma non ancora concluse e contabilizzate come tali, passano da 21,08 a 29,72 milioni di euro (Stato Patrimoniale Attivo, pag. 6 e pag. 34): un aumento del 41% in un solo anno, quasi interamente riferibile al Comune (Nota integrativa, pag. 25-26). Sarebbe interessante sapere quali cantieri compongono questa cifra, da quanti anni sono aperti, e quali hanno una data di chiusura prevista.
Un bilancio che non si parla nemmeno con se stesso
Un ultimo elemento, minore nella cifra ma significativo nel metodo. Nel Bilancio consolidato (Allegato 11), il totale crediti 2024 è riportato come 30.755.258,31€ (pag. 7). Nella Nota integrativa, lo stesso identico dato, per lo stesso esercizio, compare come 30.755.238,31€ (pag. 35): venti euro di differenza tra due documenti ufficiali depositati per lo stesso bilancio. Presa da sola è una sciocchezza contabile. Ma è la seconda volta che una discrepanza da 20 euro emerge tra prospetti dello stesso ente riferiti allo stesso anno: la prima riguardava i totali di attivo e passivo 2024 all’interno dello stesso documento a pagina 8 Attivo totale 2024: 92.724.285,51 € e a pagina 11 Passivo totale 2024: 92.724.265,51€, numeri che devono coincidere al centesimo e invece divergono. Non cambia la sostanza dei conti, ma dice qualcosa sulla cura con cui questi documenti vengono rivisti prima del deposito.
C’è poi un’imprecisione di etichettatura che vale la pena segnalare: in pratica abbiamo due tabelle: una a pagina 17 della nota che riporta -541.967,22€ come risultato di esercizio, una seconda tabella a pagina 24 che alla voce risultato di esercizio riporta -675.794,18€. La differenza, 133.826,96€, corrisponde esattamente alle imposte: la prima tabella espone, di fatto, un risultato prima delle imposte sotto un’etichetta che promette il contrario.
La frase che riassume tutto
Nella Conclusione della Relazione sulla gestione (pag. 37), firmata dall’Assessora alle Finanze Tiziana Pascarella e dal Responsabile del Servizio Finanziario Vincenzo Morgillo, si legge che la perdita d’esercizio, “alla luce dell’esigua entità, non implica necessità di aggiustamenti o ripiani”. È una valutazione tecnica legittima, resa possibile dall’ampia riserva patrimoniale accumulata negli anni precedenti, e sotto questo profilo non c’è nulla di irregolare. Resta però il contrasto tra l’aggettivo “esigua” e il percorso che ha portato fin lì: uno sbalzo di quasi 6,9 milioni di euro rispetto all’anno prima, generato in larga parte da una singola voce di svalutazione da 2,17 milioni mai spiegata nel dettaglio.
Noi ovviamente non siamo tecnici e potremmo aver certamente aver sbaglio a leggere e interpretare questi numeri, il bilancio è davvero un documento complicato, quindi siamo a disposizione per qualsiasi controreplica da parte di amministrazione e comune, che come sempre pubblicheremo senza nostro commento. Una cortesia: non telefonate, inviateci il vostro scritto, sapete come fare!
