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Come promesso facciamo il punto su questa tre giorni del Marchio d’Area Valle di Suessola, ovviamente abbiamo notato delle cose ottime e delle cose assolutamente pessime.

Il merito di questi giorni è stato quello di aver messo in modo chiaro i puntini sulle i e i trattini sulle t su cosa sia il marchio d’area. Il quale non è una banale etichetta da apporre su un prodotto per venderlo meglio e nello stesso tempo l’etichetta fa da pubblicità al territorio, ma invece il marchio è un modo per fare “rete” tra i vari aspetti di un territorio: economico, politico, sociale. Fare rete significa conoscersi, valorizzarsi, spendersi meglio all’esterno. Attenzione: questo significa anche vantaggi economici, che poi è quello che i privati vogliono sentire, ma per farlo bisogna dotarsi ed elevare gli standard qualitativi del prodotto che si vuole offrire. Prodotto non necessariamente solo agro-alimentare ma può essere benissimo anche culturale e turistico.

Questo c’è sembrato davvero il contributo più interessante che abbiamo notato in questi giorni, ci pare anzi che il mondo del sapere rappresentato da Università e ricerca, ma anche la scuola, basta pensare al protocollo d’intesa firmato con la Moro di Montesarchio, abbia dato un contributo fattivo ed entusiasta di questo progetto.

Le note dolenti purtroppo arrivano dalla politica. 

Abbiamo l’impressione che i politici, non abbiano ben compreso (o forse lo hanno compreso troppo bene) le opportunità incredibili che offre un marchio dal punto di vista economico e sociale e quindi anche sulla proposta politica futura.

Ci paiono gli amministratori in quello stesso atteggiamento che avevano i Borboni quando fecero costruire la ferrovia Napoli-Portici. Fatta da francesi, con soldi francesi, con rischio sui francesi, quindi se funzionava la novità del treno, bene i sovrani avevano un nuovo giocattolo, se non funzionava poco male i sovrani non ci perdevano nulla. Qui ci pare la stessa cosa, se il marchio funziona si sale sul carro, se non funziona, pazienza tanto nulla viene perso.

Abbiamo costatato tanti attestati di vicinanza da parte degli amministratori al presidente dell’ Asso-artigiani Nicola De Lucia -vero motore di tutta questa iniziativa- ma a nostro avviso inutili, in quanti i comuni tutti si sono espressi già ufficialmente con tanto di delibera. Ci saremmo aspettati un intervento un po’ più forte e più pragmatico. Facciamo degli esempi per chiarirci. Il sindaco Giovanni De Lucia ha decantato l’olio di Cervino, si ok, ottimo davvero come prodotto, ma avrebbe dovuto dire in quella sede quanto ne viene prodotto? Da quante aziende? Quanti litri vengono immessi nel mercato? su quale mercato? Ecco questo era più interessante, certo il sindaco ha posto una problematica interessante, che il marchio appunto potrebbe stimolare a risolvere, cioè la mancanza di infrastrutture per raggiungere in modo ottimale gli oliveti. Il sindaco Pirozzi ha stimolato l’apertura di una fase nuova con tavoli tecnici, che è certamente una cosa buona e da farsi, ma su che cosa? Quali sono i punti di forza e i punti di debolezza del comune di Santa Maria a Vico? I sindaci dovrebbero smuovere i loro tecnici per queste informazioni:

  1. tipicità ambientali
  2. tipicità economiche
  3. tipicità socio-culturali.

Poi si possono fare tutti i tavoli tecnici che si vogliono.

Arienzo? Non pervenuta! Nessun amministratore arienzano che sieda in giunta o in consiglio ha sentito la necessità di essere presente in uno di quei tre giorni, eppure non erano semplici invitati, ma protagonisti attivi di questi incontri. Davvero deprimente. Come deprimente è stata l’assenza dell’on. cons. reg. Alfonso Piscitelli, che avrebbe dovuto chiudere i lavori, che non si è presentato. Domanda: Ma chi vi credete di essere? Siete dei servitori del popolo, forse i titoli vi hanno fatto dimenticare questa lapalissiana verità, vostro compito era esserci e rappresentare il vostro territorio, queste figurelle da quattro soldi il popolo suessolano ne ha abbastanza.

Allora non possiamo non rimarcare la presenza di Lucia Esposito capo del Tavolo permanente di partenariato economico e sociale della Regione Campania. Un politico la Esposito che non rappresenta questo territorio, ma ci stava e ha moderato pure i lavori del secondo giorno.

Scusateci il volo pindarico ma ricordiamo che la Esposito è fuori dal consiglio regionale con 14.372 voti, mentre Piscitelli è dentro con 3.892 voti. Ora se la sovranità appartiene al popolo e si esplica attraverso le elezioni, il popolo campano è il sovrano del nulla.

Anche la politica di San Felice a Cancello era assente, solo Giovanni Ferrara si è fatto vedere e gli va dato merito, ma gli altri politici dov’erano? Quando poi ci sono le elezioni a San Felice in genere ci sono più rappresentanti dell’elettorato passivo che di quello attivo; in questi giorni non hanno proprio messo naso per sentire almeno che aria tirava. Per non parlare poi di tutti i consiglieri di opposizione della Valle di Suessola, signori miei se il popolo vi ha bocciati non è colpa di nessuno, solo vostra. Questa era una di quelle occasioni per rinsaldare il vostro rapporto con l’elettorato.

Consigliamo a Nicola De Lucia per il prossimo appuntamento di inviare a costoro signoroni degli inviti in carta filigranata con scritta in oro.

Abbiamo detto che il mondo della cultura si è visto favorevole a questa iniziativa, anche qui dobbiamo parlare di nota dolente però. Paradossalmente una scuola di Montesarchio ha recepito il messaggio e ha compreso la forza di quest’occasione intervenendo costantemente in questi appuntamenti, mentre la scuola superiore di Santa Maria l’istituto Bachelet ha fatto orecchie da mercante e non ne capiamo il motivo, ci auguriamo che qualsiasi difficoltà esista venga superata nei prossimi mesi, non è possibile che una scuola tanto importante stia alla finestra in occasioni del genere.

Insomma si va avanti con questo progetto ed è un bene, speriamo nei prossimi incontri di vedere finalmente protagonista anche la politica che riesca una volta tanto ad andare oltre la figura da belle statuine.


Immagine

al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)

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