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Come detto qualche giorno, pure noi sentiamo che dobbiamo dire la nostra sul Referendum Costituzionale del 4 Dicembre. Ma si sappia in modo chiaro siccome voteremo SI tutto ciò che scriviamo oggi e scriveremo in futuro sarà solo in favore del SI.

Si è molto discusso e si continua a discutere sull’art 70 della nuova Costituzione. Tra le critiche più aspre il fatto che verrà sostituito un semplice rigo con un papiello incomprensibile.

L’art.70 della Costituzione del ’48 stabilisce semplicemente: La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. Siccome fanno la stessa cosa è ovvio non c’è bisogno di scriverci molto ma soprattutto veniva lasciato ai regolamenti stabilire come la funzione legislativa deve essere esercitata.

Il nuovo art.70 invece siccome stabilisce funzioni diverse, si preoccupa anche di stabilire il “come” devono essere, gioco forza un po’ più lungo e complesso ma a dire il vero nemmeno poi tanto.

Un’altra critica alquanto incomprensibile è che il nuovo articolo 70 sostituirebbe con tanti modi per legiferare quello unico previsto oggi ovvero il procedimento ordinario. Ovviamente nell’analisi si tralasciano le leggi costituzionali.

Ancora una volta notiamo con sbigottimento come esiste un’idea di costituzione che non è attinente con la realtà dei fatti.

Il procedimento legislativo delle leggi ordinarie può avvenire oggi attraverso la proposta di governo, onorevoli, cittadini, regioni e Cnel che nessuno sa cos’è . Ma avviene pure per decreto legge e decreti legislativi e cosa che forse non tutti sanno non sempre è il solo Parlamento ad approvare le leggi ma anche le commissioni parlamentari possono farlo.

Torniamo al nuovo art.70 e vediamo quanto è complicato.

Dunque Camera e Senato faranno cose diverse. La Camera darà la fiducia il Senato non più. La Camera approverà da sola leggi. Il Senato (meglio dire 1/3 dei componenti) su richiesta può entro 10 giorni può esaminare il testo, se non lo fa il testo è approvato. Il Senato può presentare degli emendamenti al testo in questo caso la Camera può accettare gli emendamenti o parte di essi oppure rifiutarli, è finisce qua senza bisogno di ulteriori letture. Ora essendo giocoforza che il Senato è espressioni degli enti locali, tutto ciò che riguarda le materie di loro competenza l’iter è un po’ diverso. Non sarà sfuggito ai più che l’iniziativa legislativa non appartiene più al Senato se non appunto per le materie che riguardano gli enti locali ovvero l’art. 117 e 119, ma non è una iniziativa vera e proprio ma sono proposte che la Camera può accettare o meno.

Dovrebbe -il condizionale è d’obbligo- limitarsi il voto di fiducia o essere molto limitato e i decreti legge forse davvero saranno emanati in caso di urgenza, perché l’art.70 detta dei tempi per l’iter, ma se il governo ritiene che la legge sia importante per la sua attività i tempi si vanno a dimezzare. Alle volte il voto di fiducia è stato imposto proprio per dimezzare i lunghi tempi.

La navette non scompare del tutto ma solo in pratica in casi davvero eccezionali come per le leggi di revisione e le altre leggi costituzionali, per altri casi che invero saranno molto residuali e che comunque coinvolgono o l’Italia a livello internazionale oppure gli enti locali nelle materia di loro stretta competenza, o meglio quelle che lo saranno visto che anche quelle sono oggetto di revisione.

Certo siamo d’accordo che non è semplice la formulazione attuale rispetto a quello precedente ma come abbiamo spiegato una cosa è dire che le camere hanno medesima funzione una cosa è dire che sono diverse e che devono fare. Poi è un articolo il 70 sfortunato perché il “predecessore” è molto corto se invece si fosse confrontato con l’attuale art.72 forse avrebbe più consenso. Lo riportiamo l’art.72 che nemmeno ci pare di agevole lettura:

“Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.

Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.

Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.

La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale [cfr. art. 138] ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa [cfr. artt. 76, 79 ], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80], di approvazione di bilanci e consuntivi [cfr. art. 81].”

In pratica il 70 nuovo va confrontato con il 72 vecchio, il giochino dei comitati del No è affascinante ma poco efficace in chi la Costituzione l’ha letta.

Ma poi alla gente davvero interessa come vengono sfornate le leggi? Questo sarà un problemi dei futuri deputati e senatori, quello che secondo noi interessa è il tempo che si impiega a prendere una decisione attraverso le leggi e decidere in 60 giorni circa è sempre meglio che farlo in 500.


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al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)
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