
Seconda semifinale archiviata e quadro finalmente completo: adesso conosciamo tutte e venti le qualificate che sabato 16 maggio si giocheranno la vittoria dell’Eurovision Song Contest 2026.
Anche stavolta la previsione è andata piuttosto bene: 9 qualificate su 10 azzeccate. In pratica ho sbagliato soltanto la valutazione sulla Norvegia di Jonas Lovv con Ya Ya Ya, canzone che continuo a trovare piuttosto debole, anche se lui dal vivo è stato davvero molto bravo e con una gran voce. Pensavo che il televoto non bastasse a compensare un possibile raffreddamento delle giurie, e invece eccolo lì, pronto a riesibirsi sabato sera.
Facendo il conto tra prima e seconda semifinale siamo a 18 qualificate indovinate su 20. Il 90%. Insomma, quando uno si definisce esperto di Eurovision ogni tanto qualcosa la capisce davvero, non è solo folklore da divano e patatine.
Parlando invece di esibizioni, mi ha colpito parecchio in positivo la Romania di Alexandra Capitanescu con Choke Me. Molto bella l’idea scenica del Ghost sul palco e questo continuo avvicinamento tra lei, vestita di nero, e questa figura bianca quasi spettrale, fino a diventare un’unica entità. Una trovata semplice ma resa benissimo.
Così come mi è piaciuta tantissimo Delta Goodrem per l’Australia con Eclipse: tutto elegante, curato, spettacolare senza essere eccessivo. Ed è proprio questo che potrebbe renderla pericolosissima in finale. La Finlandia resta la favoritissima, ma attenzione perché l’Australia potrebbe tranquillamente diventare la vera antagonista.
In negativo invece mi ha lasciato abbastanza freddo Cipro con Antigoni e la sua Jalla. Voce molto meno incisiva rispetto alle aspettative e soprattutto uno staging davvero troppo minimale, quasi l’opposto del videoclip che invece era coloratissimo, dinamico e molto divertente da guardare. Sul palco si è perso parecchio.
Per il resto tutto abbastanza nella norma. Purtroppo non è passata una delle canzoni che avevo inserito nella mia personalissima top 10, cioè l’Armenia. Un peccato, perché il brano mi sembrava davvero interessante nel testo e anche Simon mi è apparso molto convincente dal vivo. Dispiace parecchio.
Così come spiace per il Lussemburgo di Eva Marija, dolcissima con una canzone semplicissima ma con una sua identità precisa. E peccato anche non poter riascoltare la splendida voce di Atvara per la Lituania con Ena, una delle interpretazioni vocalmente più eleganti di questa edizione.
Nelle previsioni invece avevo visto correttamente la mancata qualificazione della Svizzera con Veronica Fusaro e Alice, anche se invito comunque il Lettore a recuperare il videoclip perché è davvero molto ben realizzato. Così come era abbastanza prevedibile l’eliminazione dell’Azerbaijan: voce superba quella di Jiva, ma canzone troppo generica e soprattutto troppo dimenticabile per lasciare davvero il segno.
Domani ci tuffiamo nelle previsioni della finalissima. Nel frattempo è uscito anche il running order, e già lì c’è parecchio di cui parlare. Perché all’Eurovision l’ordine di uscita conta eccome. E a volte vale quasi quanto la canzone stessa.