Giorno: 7 maggio 2019

ITALIA: GOVERNO SCHIACCIATO TRA CRISI POLITICA ED ECONOMICA.

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Con un giorno di ritardo parliamo delle miserie italiche.

Tiene banco in questo periodo il caso Siri e quelle che sembrano delle buone notizie come l’uscita dalla recessione tecnica e l’aumento degli occupati.

Partiamo dal primo caso e cioè quello del sottosegretario indagato per presunta corruzione. I cinquestelle evocano una questione morale e quindi chiedono a gran forza le dimissioni di Siri.

Questione morale che però non c’entra nulla è solo una questione politica. La lega sta marciando a passo dell’oca verso percentuali superiori al 30%, in maniera stabile da settimane, mentre il M5s -dai sondaggi almeno- è in caduta libera di poco superiore alla soglia psicologica del 20%. Perché se fosse stata davvero questione morale i cinquestelle avrebbero sollevato il problema dal principio, visto che il sottosegretario Siri ha patteggiato una pena per bancarotta fraudolenta.

Ancora una volta in questo paese dal giustizialismo forcaiolo, essere indagato equivale ad essere colpevole. Meraviglia, come un avvocato, come il presidente del consiglio Conte, si sia poi prestato a questa facile e fallace equazione. Certo se si pensa che è una marionetta e i fili vengono tirati dalla Casaleggio, allora tutto ha una spiegazione.

Si è aperta adesso una difficile e ingarbugliata questione dove addirittura potrebbe aversi un voto in Consiglio dei Ministri sul caso Siri. Un fatto politicamente devastante che però non avrebbe conseguenza immediate. Certo vi potrebbe essere la fine del governo e la nascita di un governo balneare con voto i primi di settembre, ma questo significa una campagna elettorale estiva che nessuno vorrà intraprendere e poi dopo l’estate vi è il problema di preparare la finanziaria che già è un impresa.

Riteniamo che il governo Conte possa sopravvivere fino a tutto questo 2019, poi chissà. A meno che le elezioni europee e amministrative non segnino due cose non necessariamente in contemporanea e cioè: una sommatoria di voti Lega+Fdi vicino al 40%; una sconfitta sonante del M5s che lo porterebbe sotto al 20%.

Passiamo al secondo argomento.

Il Pil ha fatto registrare un segno + finalmente dopo trimestri di continui segni – uscendo dalla recessione tecnica. Tanto basta a far esultare l’elettorato grillino in special modo. Noi in verità non capiamo proprio cosa ci sia da festeggiare. Innanzitutto non si doveva proprio finire in recessione, ma poi stiamo parlando di un fetentissimo +0,2% nulla più e nulla meno che il governo tramite il ministro Tria aveva pronosticato, cioè un anno orribile, al netto delle previsioni-battute di Conte, per l’economia italiana. Ricordiamo che il governo ha scritto la finanziaria considerando una crescita pari all’1%.

Pensare che quando con i governi di centro-sinistra la crescita sfiorava il 2% del Pil ci si stracciava le vesti e si urlava alla vergogna.

L’occupazione non migliora, ma anzi continua a peggiorare, certo se ci si ferma sul dato degli occupati nella fascia di età 15-24 anni vi sono delle buone notizie, ma la popolazione italiana prevede anche le altre fasce di età e nel complesso la situazione è uno schifo. Si continuano a perdere posti di lavoro sia permanenti che a termine.

Mettiamoci in tutto questo un parametro fondamentale e cioè il possibile aumento iva.

Quando bisognava trovare la quadra per un governo lo scorso anno di questi tempi, il Presidente della Repubblica Mattarella aveva come preoccupazione principale proprio l’aumento dell’iva. Se dovessimo arrivare a questo, sarebbe l’ennesima certificazione del fallimento di questo esecutivo, il peggiore degli ultimi 30 anni almeno e dopo Berlusconi sembrava davvero difficile far peggio.


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