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Manifesto delle opposizioni apparso ieri sui muri di Santa Maria a Vico. In verità manca all’appello SvoltiamoInsieme, quindi sono quasi tutte. Sarebbe curioso sapere perché visto che è già la seconda volta.

Il titolo è chiaramente uno sfottò: “Un consiglio comunale come la finale di Kick Boxing”.

Ormai è chiaro che se durante l’amministrazione Piscitelli lo sfottò preferito delle opposizioni era “pista ciclabile” oggi con l’amministrazione Pirozzi ci pare che i prossimi sfottò saranno tutti orientati a questa pseudo finale di Kick Boxing.

In pratica il manifesto è un riassunto di quello che è successo nel consiglio comunale con una richiesta di rinvio per risolvere una questione tecnica non accettata dall’amministrazione.

L’accusa che muove l’opposizione è di due tipi, in pratica da un lato si accusa la maggioranza consilare di voler cercare il dialogo con gli avversari ma poi a conti fatti questo non avviene. Altra accusa è quella di non aver voluto rinviare la discussione su quello specifico punto, perché i consiglieri avevano in pratica il trolley pronto per le vacanze.

Non manca un attacco al sindaco che aveva stigmatizzato il comportamento delle opposizioni in quanto a suo dire il popolo nell’eleggerli ha voluto che stessero in consiglio comunale a confrontarsi. La risposta non è mancata “Non è la mera presenza in Consiglio a garantire la volontà dell’elettorato, se poi la stessa viene snaturata delle funzioni proprie dell’incarico ricoperto.”

Minacciando poi di ricorrere all’aventino ogni volta che si ripresenti questa chiusura netta delle prerogative dell’opposizione.

Inoltre alla fine si richiama la Corte dei Conti evidentemente anche se non è detto chiaramente si ricorrerà alla magistratura contabile.

La nostra opinione in merito.

Secondo noi le opposizioni che hanno pubblicato il manifesto hanno ragione su un punto, cioè che i consiglieri devono essere messi nelle condizioni di poter votare con tutte le informazioni necessarie per esprimere un voto consapevole. Effettivamente il problema al punto 6 dell’ordine del giorno e cioè l’approvazione del conto economico.

Ora se in pratica, scusate il banale esempio ma la questione è tecnicamente complessa,  si presenta un documento redatto dall’amministrazione comunale in cui si dice che 2+2 fa 5, evidentemente non si è fatto un buon lavoro. Che poi è inutile dire sappiamo benissimo che il risultato è 4. I consiglieri da quel che abbiamo potuto comprendere non sono stati messi nelle condizioni di svolgere appieno il loro ruolo che è quello di controllo.

Però una critica anche alle opposizioni va fatta, una volta avuto il niet al rinvio dei lavori, perché votare? In questo modo si è avallata una procedura che si stava contestando, non ne capiamo il senso. Bisognava subito alzarsi far mettere a verbale le motivazioni dell’aventino e uscire, se proprio si voleva utilizzare questa forma di protesta. Un po’ come in una gara di atletica dei 100 metri piani che si contesti il fatto che l’avversario abbia una bicicletta, ma poi alla fine si gareggia lo stesso. Vuol dire alla fine che nei fatti ti sta bene.

Attendiamo adesso una risposta dell’amministrazione comunale, anche se ultimamente ci pare in molte cose abbia scelto il silenzio.