
L’iniziativa sta facendo molto discutere. C’è chi parla di apologia di fascismo e chi denuncia una possibile distorsione storica.
Non avendo letto il libro oggetto dell’evento, non siamo nelle condizioni di esprimere un giudizio nel merito. Resta però il fatto che impedire un confronto pubblico su temi storici, per quanto controversi, rischia di alimentare più tensioni di quante ne risolva. La storia, specie quella del Novecento, è materia complessa e dolorosa, che merita studio serio e dibattito rigoroso, non slogan contrapposti.
È innegabile che il regime fascista abbia prodotto repressione, leggi razziali, soppressione delle libertà e trascinato il Paese in una guerra disastrosa. Chi contesta pero’ dimentica come allo stesso modo, però, anche altri totalitarismi del secolo scorso hanno lasciato dietro di sé violenze e tragedie che per lungo tempo sono state sottovalutate o affrontate con minore attenzione nel dibattito pubblico italiano. Il recente Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, è lì a ricordarci quanto la memoria storica possa essere stata, in passato, parziale o divisiva.
Il rischio, in questi casi, è sempre lo stesso: trasformare la storia in uno strumento di battaglia politica, selezionando ciò che conferma la propria tesi e ignorando il resto. Questo vale quando si tenta di minimizzare le responsabilità del fascismo, ma vale anche quando si scredita in modo ideologico.
Sul piano istituzionale, il sindaco Pirozzi ha annunciato che non parteciperà all’evento. Diversa la posizione di Igino Nuzzo, tra gli organizzatori, che — alla luce delle contestazioni — ha confermato lo svolgimento dell’iniziativa, ribadendo l’intenzione di promuovere un confronto pubblico e democratico.
Noi si spera che questo incontro sia questo un evento democratico che faccia anche i dovuti mea culpa ma che appunto offra un visione di quel periodo storico a 360 gradi. Se invece dovessimo essere a un raduno di nostalgici del fascismo allora sarà stata una perdita di tempo.
In un clima già teso, la sfida resta quella di tenere insieme memoria, rigore storico e libertà di discussione, evitando sia le rimozioni sia le strumentalizzazioni.