
Consiglio comunale a puntate, perché tra tematiche, Olimpiadi invernali e vita quotidiana, bisogna fare i salti mortali per seguirlo tutto.
Ieri, 10 febbraio 2026, il consiglio comunale di Santa Maria a Vico è iniziato già con grande confusione. La presidente Grieco ha spiegato che Maria Pascarella, surrogata di Carmine De Lucia, si è poi dimessa. A quel punto il seggio della lista Città Domani 2.0 rimane vacante. Si è passati alla surroga di Anna Cioffi, e l’ultima della lista, Ilenia Annunziata, diventa consigliere… senza essere presente.
La solita confusione e sciatteria. In pratica si è inventato un criterio particolare: mentre la prassi vuole che chi è in lista di attesa venga interpellato e dia il consenso alla surroga, a Santa Maria a Vico si decide di surrogare a prescindere dalla volontà della persona interessata.
Questa modalità contrasta con prassi consolidate, come nel caso di Balletta e Iaia. Le stesse Pascarella e Annunziata erano già state sentite e avevano manifestato il non interesse alla surroga. In sostanza si diventa consigliere per cooptazione, mascherandolo da procedura preferenziale. Ma o lo fai sempre o non lo fai mai.
Dice bene Guida di Città di Idee: un’operazione fatta più per dire “siamo 16 e non 15” che per rispettare procedure corrette.
Un’opposizione seria potrebbe impugnare l’atto per mancanza di uniformità procedurale e violazione del principio di accettazione, visto che Annunziata aveva già detto no. La stessa Annunziata ha ribadito di aver formalmente rinunciato alla surroga il 24 novembre 2025.
Quindi, per essere chiari: il consiglio comunale opera effettivamente in 15 membri.
La segretaria comunale ha provato a giustificare la procedura anomala dicendo che altrimenti il consiglio avrebbe operato in numero ridotto. Nonostante l’interpretazione di ministero, prefettura e giurisprudenza, non ha spiegato perché si sia voluto andare al voto nonostante la palese rinuncia della surrogata.
Un pasticcio. E poi ci chiediamo come mai le buche non vengono tappate, i palazzetti non aprono, i treni non passano, ci si allaga al primo acquazzone, l’acqua non è potabile per mesi, le bollette restano un mistero e le scuole non aprono… Ecco, se non sanno fare una surroga, figuriamoci il resto.
