
Consiglio comunale 21/11/25 seconda parte
Il consiglio comunale del 21 novembre è stato talmente appassionante che ci si è dimenticati un piccolo dettaglio: avvisare i cittadini di via Priori che l’acqua non era potabile. Una sciocchezza, no? Del resto, quando ci si arrovella su interrogazioni infinite, chi vuoi che si ricordi dell’acqua che esce dai rubinetti.
E già che siamo in tema di smemoratezze, l’opposizione non sente neppure l’esigenza di capire cosa si intenda per “abitato Maielli”.
Ala est aragonese: il cantiere di Schrödinger
La prima interrogazione, presentata da Città di Idee, riguarda l’eterna soap opera dell’ala est aragonese. Una specie di cantiere di Schrödinger: esiste, non esiste, è museo, è sede della Protezione Civile, è qualcos’altro, oppure niente. Nel dubbio, resta aperto. E ricordiamo che vi fu anche un’impalcatura crollata, per fortuna senza colpire nessuno: almeno la sorte lì dentro funziona meglio della programmazione.
A rispondere è la vicesindaca Veronica Biondo, che ci delizia con un excursus così lungo che mancava solo partire dall’era pre-cambriana. Peccato che la domanda fosse semplice: perché è tutto fermo? Risposta: questioni archeologiche. Fine. Bastava questo. Ma no, meglio leggere tutto il papiro. Città di Idee, ovviamente, insoddisfatta.
Il Palazzetto dello Sport: ormai più leggenda che edificio
Seconda interrogazione, sempre Città di Idee: che fine ha fatto il Palazzetto, almeno la parte esterna?
Il consigliere Affinita prende la parola… o meglio, prende il foglio. Si lamenta del maltempo, della pioggia, dell’umidità, forse delle nuvole troppo cariche di emozioni.
A Santa Maria a Vico, si sa, piove di più che a Bolzano, Milano e Torino messe insieme. Dev’essere per questo che il PalaFantaSmav, che doveva essere pronto in un anno e mezzo, è ancora in costruzione dopo quindici anni. Una creatura mitologica: ci credi, ma nessuno l’ha mai vista davvero.
Affinita legge una data magica – fine anno – basata su una relazione tecnica: lui non è tecnico, lui ripete.
Poi, diciamolo: “Il tecnico ha detto così” non è una scusa valida. In consiglio si risponde politicamente, non per interposta persona. Se il tecnico ti dice di comprare il sale grosso, tu politico hai il compito di capire se serve davvero. Il 30 ottobre si era detto che i lavori esterni sarebbero finiti. Non è successo. La responsabilità è politica, non meteorologica.
Ecco perché – lo diciamo senza mezzi termini – servirebbe un po’ più di serietà e, per chi continua a parlare senza cognizione di causa, anche un passo indietro.
Interrogazione del Movimento 5 Stelle: “Quando apre il palazzetto?”
Ci prova anche il Movimento 5 Stelle, che almeno fa una domanda semplice: ma il palazzetto, oltre ai lavori esterni, quando apre?
Affinita risponde con un capolavoro di ovvietà: “Dopo il collaudo”. Che a Santa Maria a Vico è come dire “dopo Natale”… senza specificare quale anno.
Il sindaco interviene: lavorazioni al 90%, e poi la chicca finale: il comune non è in grado di gestirlo, quindi verrà dato in gestione.
Fantastico: un’opera definita “storica”, attesa da più di un decennio, e solo ora si scopre che non si sa come farla funzionare.
Morale della favola
Ecco il quadro:
– risposte alle interrogazioni lette e non vissute,
– responsabilità che rimbalzano come palline da ping-pong,
– pioggia che diventa la giustificazione universale,
– e un’amministrazione che appare sempre più in affanno, incapace non solo di concludere i lavori, ma perfino di avvisare quando l’acqua non è potabile.
Questo, purtroppo, è il livello del consiglio comunale di Santa Maria a Vico. E non servono altri excursus per capirlo.