
Dopo Maria Pascarella, anche Ilenia Annunziata ha rifiutato la surroga: un fatto senza precedenti nella storia della Valle di Suessola: al prossimo consiglio, l’assemblea opererà con un consigliere in meno, dato che la lista Città Domani 2.0 non ha più nomi cui attingere e, per legge, non è possibile pescare candidati da altre liste.
Attualmente, quindi, il Consiglio comunale è formato da 15 consiglieri più il Sindaco — ricordiamo, il Sindaco non si computa tra i consiglieri in quanto organo distinto.
Implicazioni politiche e amministrative
Sul fronte politico, i rapporti di forza restano numericamente solidi: la maggioranza conta 10 consiglieri + Sindaco, mentre l’opposizione ne ha 5. In termini di voti, quindi, si parla di 11 a 5, un margine che mette al riparo almeno sul piano numerico i provvedimenti futuri.
Il problema nasce sul piano della legalità delle sedute. Per la prima convocazione serve la presenza di almeno 9 consiglieri. Con la situazione attuale, bastano due assenze tra i membri della maggioranza — leggasi Cioffi e Affinita — e l’opposizione potrebbe cogliere la palla al balzo, mettendo in difficoltà l’assemblea.
E il bello (o il brutto) è che il regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale di Santa Maria a Vico, all’articolo 23, comma 4, stabilisce che anche la seconda convocazione richiede 9 consiglieri per essere valida. A differenza di molti altri comuni, qui non esiste alcuna riduzione del quorum nella seconda convocazione: se la maggioranza va in difficoltà alla prima, lo sarà quasi certamente anche alla seconda.
Una crisi politica sotto gli occhi di tutti
Dal punto di vista politico, la situazione è drammatica. La maggioranza subisce una brutta figura per non essere riuscita a completare la surroga, e le motivazioni delle rinunce potrebbero spaziare da questioni personali o logistiche, fino a vere e proprie strategia di distacco politico dall’amministrazione.
Sta di fatto che Città Domani 2.0 appare in crisi profonda, crisi che certo non nasce oggi ma che queste vicende hanno solo acuito: un segnale chiaro di malessere interno e di fragilità politica che, a conti fatti, pesa più di ogni regolamento o numero legale.