
Per un’antenna che non si vuole ne spunta una che va accesa.
E’ chiaro il riferimento all’antenna Telecom di via Cangio, il sindaco Pirozzi proprio in un convegno organizzato dalla Caritas ha ribadito il suo impegno per l’ambiente e il sostegno ai cittadini che non vogliono questa istallazione.
Però appunto qualche giorno fa lo stesso sindaco Pirozzi ha dovuto ritirare una ordinanza che impediva l’accensione di un impianto di comunicazioni elettroniche della società Linkem s.p.a.
Nell’ordinanza si legge che il 20 Aprile 2015 il comune aveva, a tutela della salute pubblica in attesa di accertamenti tecnici.
L’11 Novembre 2015 la società Linkem vuol sapere un po’ di che morte deve morire, se sbaraccare o accendere, quindi sollecita il comune ad avere una risposta, anche perché l’ARPAC già in marzo aveva dato parere positivo.
Ora a Maggio 2017 il sindaco ha dovuto emettere una ordinanza di revoca come detto, non potendo quindi protrarre all’infinito la questione. Anche perché come ricorda la stessa ordinanza gli impianti di comunicazione costituiscono infrastrutture primarie aventi il carattere della pubblica utilità.
E’chiaro che la Linkem deve comunicare i dati del proprio impianto agli enti preposti.
Cosa ancora si può evincere da questa vicenda?
Che è sbagliato secondo noi associare gli impianti di comunicazione con l’inquinamento tout court, sarebbe come vietare i viaggi in aereo perché c’è qualcuno che ha paura delle scie chimiche.
Ciò non toglie che questo non significa che l’attenzione non debba esserci, ma esistono gli strumenti per impedire che un impianto utile si rilevi dannoso. Basterebbe fare un controllo a cadenza semestrale se si sfora si chiude e pace.
Questa vicenda dimostra che i sindaci devono agire con la testa e secondo legge non con la pancia secondo gli umori dei cittadini
Ma poi ancora, piuttosto che impedire le accensioni degli impianti di comunicazione con ordinanze che lasciano il tempo che trovano come si vede, non sarebbe meglio dotarsi di un regolamento in materia? Certo questo non impedirebbe la collocazione di impianti, ma almeno il comune potrebbe dire dove non li vuole.
Ci sembra questo forse un segno di vera vicinanza alle popolazioni che sono preoccupate per la propria salute.
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