Assunta D'AddioSei i punti all’ordine del giorno di Martedi’ 23 Maggio. Interessanti gli ultimi due che prevedono “Approvazione in gestione associata di servizi degli interventi sociali art.30 T.U.E.L.” e “Modifica regolamento IUC (TARI)”.

Ma ovviamente siamo certi l’attenzione si sposterà sull’opposizione, precisamente sul duoPeppe Guida-Assunta D’Addio che certificheranno il loro divorzio.

Il punto però è più controverso di quello che sembra, lo abbiamo già spiegato ma ci ritorniamo, repetita juvant.

Innanzitutto un fatto formale da segnalare non di poco conto.

Tecnicamente il presidente del consiglio Gennaro Battisegola è all’oscurototale della dichiarazione di indipendenza della consigliera D’Addio.

Infatti nel presentare la sua dichiarazione di indipendenza la D’Addio la invia al sindaco, ai consiglieri comunali e al segretario comunale, ma non al presidente del consiglio comunale. Non pensiamo sia uno sgarbo istituzionale, ma una più semplice dimenticanza che comunque rischia di essere foriera di conseguenze, in quanto la comunicazione di indipendenza va rivolta al presidente del consiglio comunale e quindi riteniamo che Assunta D’Addio debba dichiararlo in aula consiliare.

Attenzione ripetiamo meglio, la persona fisica signor Gennaro Battisegola è certamente a conoscenza delle intenzioni della consigliera D’Addio, sappiamo che ci legge quindi è informato della cosa, ma è il presidente del consiglio comunale Gennaro Battisegola a non sapere nulla. Siccome presidente e consigliere sono ruoli istituzionali che rappresentano qualcuno, il consiglio comunale il primo, i cittadini il secondo, non può avvenire mai che si parlino o vengano a conoscenza di cose attraverso i normali strumenti delle persone fisiche, ma bensì attraverso le carte protocollate e in luoghi istituzionali.

Passiamo invece alla “indipendenza” della consigliera D’Addio.

Purtroppo per come è impostato lo statuto di Arienzo, Assunta D’Addio può solo invocare l’indipendenza politica, ma non sostanziale, questo significa che non può fare gruppo a sé ma paradossalmente sarà ancora “legata” al gruppo di Arienzo Bene Comune.

Come detto secondo noi lo statuto in questa parte è contro legge. In quanto impedisce a un consigliere di stare da solo, ma gli si impone l’iscrizione in un gruppo. Ah certo può star da solo, se si iscrive in un partito rappresentato in parlamento. Altra costrizione.

Addirittura secondo noi è incostituzionale quella parte. L’art.18 Cost. stabilisce che i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente. Questa libertà per nota interpretazione può significare anche la libertà di non associarsi. Questo vale su tutto il territorio nazionale, ma non ad Arienzo, non per i consiglieri comunali, nello specifico non per Assunta D’Addio, la quale è costretta ad associarsi o rimanere associata in un gruppo da cui ha preso le distanze.

Noi speriamo che il consiglio metta mano a questa violazione palese dei diritti dei consiglieri comunali.


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