
Dovevamo al nostro Lettore un resoconto dell’ultimo consiglio comunale di Arienzo, quello in cui si è proceduto alla nomina della Commissione Pari Opportunità. Un passaggio formale, certo, ma dal retrogusto amarognolo se si considera che la stessa giunta continua a operare in violazione delle pari opportunità, e per di più con un membro in meno. Dettagli, dirà qualcuno. Peccato che siano proprio quei dettagli a fare la differenza tra un’amministrazione sensibile alla questione e improvvisazione da sagra paesana.
Come sempre ricordiamo che non diamo spazio alla maggioranza: nel 2025 (quasi 2026!) la tecnologia ci permette di farsi le feste con laser, fontane danzanti e droni, ma non di offrire ai cittadini lo streaming di un consiglio comunale.
Noi dunque riportiamo la voce dell’opposizione.
E, più precisamente, la voce di chi in consiglio ci va: Mattia Vigliotti.
Commissione Pari Opportunità.
Sono arrivato in Consiglio Comunale con qualche minuto di ritardo e mi sono trovato davanti a una scena surreale: corridoi che rimbombavano di urla, rabbia e frustrazione. All’ordine del giorno c’era la nomina della Commissione Pari Opportunità: 3 consiglieri, due di maggioranza e uno di minoranza (due donne ed un maschio) più 5 membri esterni.
Ero l’unico consigliere di minoranza presente. Tradotto: la maggioranza aveva mano libera su tutto.
Conoscendo lo stile consolidato di questa amministrazione, più attenta al consenso che alla competenza, era chiaro che l’obiettivo fosse evitare accuratamente di nominare chiunque potesse ritrovarsi dalla parte opposta nella prossima tornata elettorale, e chiunque potesse arricchire il dibattito o, peggio ancora, esercitare spirito critico.
Lascia perplessi l’ennesima esclusione della Consigliera Annamaria Calcagno: mai coinvolta in giunta, ora addirittura tenuta fuori dalla Commissione Pari Opportunità per far spazio a un’altra donna… della minoranza.
Le urla che rimbombavano erano proprio della Consigliera Calcagno.
Risultato finale: Mariagrazia D’Agostino e Tania Ippolito come donne e Domenico Cangiano, da ritenere ufficialmente consigliere di maggioranza a completare il trio.
Non entrerò nel merito delle dinamiche interne della maggioranza: parlano da sole.
Come consigliere di minoranza ho ribadito con forza un concetto semplice: le commissioni non sono un orpello, ma strumenti essenziali per la crescita sociale, culturale e democratica della città. Ma per funzionare richiedono una cosa che qui continua a mancare: coerenza, sostanza e bene comune.
Perché creare una Commissione Pari Opportunità se la giunta stessa non rispetta le pari opportunità? Perché parlare di pari opportunità quando non si riesce nemmeno a nominare due donne in giunta come previsto dalla normativa? Si continua incessantemente a raggirare le leggi.
Predicare bene e razzolare male è diventato lo sport preferito di questa amministrazione.
Ho inoltre richiesto nuovamente l’istituzione della Commissione Trasparenza e ribadito la necessità della Commissione Mensa.
Non chiudetevi in una stanza con chi la pensa come voi o con chi da voi dipende: ne bloccherebbe la crescita di tutti.