
La Giunta Pirozzi ha approvato la delibera n. 125: il Comune di Santa Maria a Vico si candida al bando europeo “Co-create NEB 2027” con un progetto di orti urbani e didattici nei giardini della Masseria La Duchessa. Partner è l’ISISS “Ettore Majorana”, che per l’indirizzo agrario avrebbe in comodato 1.000 metri quadri. Cofinanziamento comunale: 8.700 euro.
Il bando mette a disposizione fino a 49.300 euro, su un budget complessivo di 58.000 euro. La scadenza è oggi alle 17:00. La riunione di giunta è del 24/09! Mai capiremo perché bisogna arrivare con l’acqua alla gola per questi bandi.
Sulla carta è una buona idea fatta di ragazzi, anziani, zappe e biodiversità. Poi si leggono gli allegati, e il quadro si fa più terroso.
I giardini sono vincolati. L’articolo 11 del protocollo lo mette nero su bianco. L’area è sottoposta alla tutela della Soprintendenza e ogni intervento che modifichi lo stato dei luoghi richiede le autorizzazioni previste, compreso il parere favorevole della Soprintendenza quando necessario.
La delibera parla invece di percorsi sportivi, orti urbani e dog park come se si trattasse di piantare basilico sul balcone.
Dalla documentazione esaminata non risulta, almeno in questi atti, un parere della Soprintendenza. È già stata coinvolta? E, nel caso siano necessarie autorizzazioni, i relativi tempi sono compatibili con un progetto che, se finanziato, dovrebbe partire il 1° febbraio 2027?
Il rischio operativo lo prende la scuola. Pulizia, vigilanza, sicurezza, cura dell’area e responsabilità per eventuali danni ricadono in larga parte sull’Istituto. Il protocollo prevede inoltre una manleva a favore del Comune per i danni derivanti dall’utilizzo dei “Giardini della Duchessa”, non limitandosi testualmente ai soli 1.000 metri quadri assegnati.
Con gli orti e le attività aperte alla cittadinanza lì accanto, viene quindi da chiedersi se siano già state definite con precisione tutte le responsabilità tra attività scolastiche, progetto europeo e utilizzo degli spazi da parte della collettività.
Il Comune fa il capofila; la scuola si prende il rischio operativo.
Nella delibera si dice che il Comune “intende concedere” l’area, mentre il protocollo dice che il Comune “concede”. Considerato che la delibera approva proprio lo schema del protocollo, la concessione dovrà comunque essere perfezionata con gli atti successivi.
Refusi. I valori del New European Bauhaus sono scritti “Beautifiul, Toghether” nel protocollo, nell’ottava premessa e all’articolo 2. E “Toghether” compare anche nella delibera, a pagina 4.
Il GDPR, invece, compare come “UE 2061/679”, mentre il riferimento corretto è il Regolamento (UE) 2016/679.
Pignoleria? Forse. Ma quando un atto amministrativo accompagna una candidatura europea, anche la cura formale dei documenti fa la sua parte.
Ci rimettiamo al giudizio della Preside se questi siano errori da matita rossa o blu!?
Alcuni dubbi
- Come verranno distribuiti i 58.000 euro tra Comune e scuola? Il protocollo disciplina gli obblighi del partner, ma non dice come verranno ripartite le risorse.
- Se il progetto non viene finanziato, che ne sarà dei 1.000 metri quadri e degli 8.700 euro previsti come cofinanziamento?
- Chi si occuperà degli orti una volta terminato il progetto europeo?
- E soprattutto: chi li innaffierà ad agosto, quando gli studenti saranno in vacanza?
