
Presi dai guai di Santa Maria a Vico e Arienzo abbiamo trascurato San Felice a Cancello, che pure ha avuto il suo consiglio comunale il primo giugno.
Come sempre, non daremo voce alla maggioranza e all’amministrazione comunale, visto che non vogliono farla sentire. Quindi ci occuperemo solo dei rilievi mossi dalla minoranza, in particolare dal gruppo Speranza.
La consigliera Carfora, forte dei rilievi della Corte dei Conti, punta il dito su un rendiconto che – a suo dire – butta fumo negli occhi.
Il problema principale sembra essere la difficoltà di riscossione. Le entrate hanno raggiunto solo il 53,22% delle previsioni, con crediti che non vengono incassati dal 2020. Inoltre, la capacità di riscossione è al 47%: quindi non è chiaro a cosa serva delegare a una società esterna, se non ad aggravare inutilmente le casse comunali.
Sono state poi approvate le tariffe Tari e, anche in questo caso, il gruppo Speranza ha lamentato un aumento delle tariffe senza che sia cambiato nulla nel servizio.
Interessante l’opposizione non opponente di Palmieri: da un lato vota a favore del rendiconto di gestione, quindi approva le decisioni dell’amministrazione (e dunque è di fatto maggioranza), poi però sulla variazione di bilancio – che comunque vota – si dichiara opposizione. Più confuso di così!?