Il Movimento 5 stelle sanfeliciano si è risentito delle parole del sindaco Pasquale De Lucia eun paio di giorni fa ha reso noto il proprio disappunto sul suo sito internet. news60665

L’indignazione dei pentastellati sanfeliciani nasce dal fatto che il sindaco li abbia accusati di invitare la gente a non pagare le tasse. La risposta del Movimento è presto fatta, essendo il rispetto della legalità principio cardine non potrebbe invitare i cittadini a non pagare le tasse e in particolar modo la bolletta dell’acqua, vero nodo del contendere. Semplicemente il movimento ha invitato i cittadini attraverso informazioni e strumenti utili a valutare l’opportunità di presentare un documento in autotutela per la richiesta di annullamento del canone di depurazione.

Ora a noi proprio qua facciamo fatica a capire gli uni e gli altri.

Il movimento 5 stelle, e pure l’opposizione consiliare in verità, ha ragione secondo noi nell’affermare che se un giudice di pace continuamente accoglie le richieste dei cittadini, vuol dire che c’è qualche problema a monte che andrebbe rivisto e corretto. Sarebbe interessante poi capire quante effettivamente siano le bollette per così dire “bocciate” dal giudice e se nel caso c’è stato appello come è andato a finire.

Pure però è vero che l’autotutela non capiamo a cosa servi, non è che il dipendente o dirigente comunale può sostituirsi ad un giudice, ma al massimo può annullare quelle bollette palesemente errate nella forma o nell’importo. Ora perché invece non si aiuta il cittadino nel presentare ricorso direttamente al giudice di pace di Arienzo visto che è ben disposto nell’annullare tali provvedimenti? Anche perché alcuni contribuenti magari non ne capiscono di ricorsi o anche non hanno la forza economica per un ricorso, seppure sia dal giudice di pace.

Ovviamente quando parliamo di bollette non ci riferiamo a quella dell’acqua tout court ma a quella sulla depurazione.

Apprendiamo dal movimento 5 stelle che la IAP ha emesso, nel 2015, 4.583 fatture. Ovviamente non discutiamo il dato, ma al 2014 almeno, le famiglie di San Felice a Cancello sono 6.093. Ora tenendo presente che non tutte le famiglie hanno una casa o un appartamento e che magari si “appoggiano” da parenti o amici, come è possibile comunque questa differenza? C’è qualcosa che non va o si può spiegare tutto facilmente?

Ci teniamo a dire una cosa ai pentastellati, alla stampa in genere sfugge poco, anche perché gli operatori del settore sono tanti, ma non è possibile chiedere alla stampa, cartacea od on line, di sostituirsi alle opposizioni dentro e fuori il consiglio. Il ruolo dell’informazione è appunto informare, magari alle volte pure provocare, ma giammai sostituirsi al ruolo di opposizione oppure di maggioranza.

Sposiamo integralmente la stigmatizzazione del comportamento del sindaco per quanto riguarda i faldoni e tutta la sceneggiata seguente, ma è pur vero che anche i dirigenti con il loro assenteismo provocano questa situazioni. In consiglio comunale per le materie di loro competenza devono essere presenti, perché non tutto ciò che fa il dirigente è riconducibile alla politica e certe cose solo un tecnico può spiegarle.


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