
Nella giornata di ieri si sono svolti due consigli comunali, a San Felice a Cancello e a Cervino, entrambi convocati per l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio, come previsto dall’articolo 193 del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000). Si tratta di un passaggio tecnico ma fondamentale per ogni ente locale: una verifica obbligatoria dello stato di salute delle finanze comunali, che deve avvenire almeno una volta l’anno, generalmente entro il 31 luglio.
San Felice a Cancello: critiche sul fronte Tari e spese di gestione
Nel caso di San Felice a Cancello, come ormai consuetudine, segnaliamo l’assenza dello streaming del consiglio comunale, motivo per cui riportiamo solo le osservazioni dell’opposizione. In particolare, il gruppo Speranza ha sollevato perplessità su alcune voci di bilancio, tra cui la gestione della Tari. Secondo l’opposizione, a fronte di un incasso previsto di poco più di 120.000 euro, il fondo di svalutazione crediti risulta di oltre 108.000 euro: il che significherebbe un gettito effettivo di appena 12.000 euro. Viene inoltre evidenziato un incremento delle spese postali e telefoniche, giudicato incoerente con un’amministrazione moderna e digitalizzata, così come l’aumento dei costi per luce e gas, che richiederebbe maggiore trasparenza sull’effettivo consumo.
Cervino: consiglio lampo e nessuna modifica al documento
A Cervino, il consiglio comunale è durato appena tre minuti e mezzo (compreso l’appello), mantenendo la consueta rapidità che caratterizza le sedute dell’ente. Da sottolineare ancora una volta la scarsità di interrogazioni o interpellanze da parte dei consiglieri comunali, che preferiscono, talvolta, il ricorso a manifesti pubblici per comunicare con la cittadinanza.
Il punto sugli equilibri di bilancio è passato con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, non essendo previste modifiche sostanziali.
Riconoscimento fuori bilancio: Comune condannato a pagare 21.800 euro
Tra i punti all’ordine del giorno a Cervino, anche un riconoscimento di debito fuori bilancio per un importo di 21.800 euro, relativo a una sentenza sfavorevole per l’ente. Il caso riguarda un incidente occorso nel 2017 a un pedone, causato da una situazione definita come “insidia e trabocchetto”, per cui il Comune è stato ritenuto responsabile.