Finisce questo Festival che è stato uno dei più riusciti, se non il migliore che abbiamo mai visto e ne abbiamo visti. Amadeus è stato ottimo, sia come presentatore, che come direttore artistico ma il dato ascolti parla per lui. Soprattutto questo Sanremo ha confermato quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che per funzionare non ha bisogno del sensazionalismo dell’ospitata dell’attore, dello sportivo, ma basta che vi siano delle belle canzoni. Anche i tempi sono stati gestiti in modo perfetto ed è stato tutto godibile. Canzoni belle questo Festival le ha avute e su 25 possiamo affermare senza problema che almeno 20 in altri contesti o in altri Festival avrebbero potuto vincere senza problemi, ma che certamente saranno premiati dal pubblico.

Forse se proprio dobbiamo trovare il pelo nell’uovo, riguarda le giurie. Questa differenza tra pubblico con televoto e demoscopica non tiene senso e manca il voto di chi la musica la fa, la crea, la vive ogni giorno.

Menzione particolare per Sabrina Ferilli madrina eccezionale, che per quanto ci riguarda ha raggiunto vette altissime quanto nel suo monologo ha raccontato come non sapesse che monologo fare, ma soprattutto il fatto che la sua presenza a Sanremo era dovuta a quello era lei e non quello che avrebbe potuto raccontare.

Passando alla gara.

Vince Mahmood&Blanco con “Brividi”, rispettate le previsioni della vigilia, sebbene la “lotta” con Elisa seconda ha caratterizzato questo Festival. Elisa che poi ha anche vinto il premio assegnato dai direttori d’orchestra che è un qualcosa di prestigioso.

Quindi all’Eurovision a Torino l’Italia sarà rappresentata da “Brividi” con Mahmood alla sua seconda partecipazione e potrebbe anche vincere, la canzone ci porta alla memoria “Arcade” di Duncan Laurence che vinse l’Eurovision proprio davanti a “Soldi” di Mahmood. Ma ne parleremo meglio quando ci occuperemo della più importante competizione musicale del pianeta.

LE PAGELLE DEL PUNGIGLIONE SULL’ULTIMA SERATA DEL FESTIVAL DI SANREMO 72:

Matteo Romano 8: questo ragazzo ha un grande avvenire se non si perde per strada, grande voce, ci ha stupito non poco.
Giusy Ferreri 7: ha una bella canzone, ci ha fatto piacere vedere pure lei sorridente sul palco, è una canzone che in radio funziona.
Rkomi 4.5: partecipazione dimenticabile, atteggiamento da divo senza esserlo fastidioso, una canzone che musicalmente sarebbe anche interessante, ma lui canta da schifo, a scuola di dizione prima e poi Sanremo sarebbe stato d’aiuto.
Iva Zanicchi 6: se l’usignolo di Cavriago si è riciclato e addirittura si mette a fare musica dance, l’Aquila di Ligonchio rimane saldamente ancorata a un modo di cantare e a una canzone che è rimasta agli ’70.
Aka 7 even 7: bella esibizione, il talento ci sta, la canzone un po’ meno, ma comunque ragazzo interessante da tenere sott’occhio.
Massimo Ranieri 10: è a dir poco perfetto, una grande canzone premitato pure dalla Critica e giustamente.
Noemi 10: posizione in classifica bugiarda avrebbe meritato di meglio questo pezzo scritto tra gli altri proprio da Mahmood e che la rossa canta in modo perfetto e sciolto, peccato per la prima serata sottotono.
Fabrizio Moro 6.5: prova a dare la svolta a questo pezzo alquanto piatto ma non ci riesce pienamente si porta a casa un premio come miglior testo che ha destato qualche sorpresa.
D’Argen Damico 6: non ci piace, anche questa tendenza alla polemichetta scema non ci piace, ogni sera ha detto qualcosa di sbagliato, ma la canzone c’è ed è pure caruccia.
Elisa 10: se l’è giocata fino all’ultimo e poteva anche vincerlo, ma ha sfoderato una grande canzone e il suo festival è stato eccezionale.
Irama 7: vestiario da rivedere, ma il ragazzo ha stoffa da vendere e non ci soprenderebbe se un giorno lo vincesse lui un festival.
Michele Bravi 6,5: anche Bravi ha una canzone bella certo ma un po’ troppo piatta e non riesce a dare la svolta, ma è stato bello rivedere sul palco questo raffinato artista.
La Rapresentante di Lista 10: meravigliosi, stupiscono e si stupiscono, divertono e si divertono, gran bella canzone e lo diciamo nel nostro cuore erano i nostri favoriti per la vittoria.
Emma 5,5: insomma non c’è piaciuta particolarmente, la canzone dopo alcuni ascolti stanca, l’interpretazione lascia il tempo che trova.
Mahmood&Blanco 9: bravissimi, una canzone anche difficile ma loro sono fantastici, ieri però c’è stato il no sense delle bici di diamante sul palco, se dovevano farci qualcosa non s’è capito.
Highsnob&Hu 9: che belli, che bravi, cantano una canzone molto particolare e con quell’abbraccio finale così intenso che ti viene voglia di prendere il treno andare a Sanremo e abbracciarli pure tu.
Sangiovanni 7: gran pezzo e gran voce, anche questo qui è un ragazzo davvero interessante.
Gianni Morandi 6: l’eterno ragazzo si vede che è arrivato all’ultima serata stremato e la canzone ne risente e non ha quella verve, terzo posto in generale che rappresenta davvero la sorpresa di questo Festival.
Ditonellapiaga&Rettore 7: un gran pezzo e loro sono brave anche se l’ultima serata non è poi così diversa dalla prima, ma succede quanto c’è chimica.
Yuman 8: si intuiva che questo qui avesse una gran voce soul e infatti eccolo all’ultima serata buttare giù un’esibizione da Oscar, bravissimo e speriamo di rivederlo a Sanremo più consapevole di sé.
Achille Lauro 6: si presenta all’Ariston con un bicchiere con dentro qualcosa, un martini? L’esibizione è buona, ma sarebbe bello una volta tanto vederlo esprimere se stesso con il canto e non con sempre qualcosa accanto che stona.
Ana Mena 5: lei fa il possibile, ma non c’è testo, non c’è musica, insomma deve gestire il nulla cosmico e non è facile.
Tanani 3: ultimo in classifica a Sanremo nella storia ha significato poi un riscatto professionale, ma non succederà stavolta. Dimenticabile.
Le Vibrazioni 10: il voto non è dovuto solo a Vessicchio, ma tirano fuori un’esibizione rock finalmente degna di questo nome, ma il posto in classifica è meritato avendo fatto male nelle serate precedenti.

Finisce dunque e un po’ ci dispiace perché è stato davvero un gran Festival. Al prossimo anno per il Sanremo 73!