ospedale

Ci è giunto un comunicato stampa del Comitato Civico spontaneo Valle di Suessola a difesa dell’Ospedale.

Già ieri avevamo parlato di come ci sembri alquanto curioso tutto questo stupor. Utiliziamo un termine latino stupor non a caso. Lo stupor dei latini indicava appunto lo stato d’animo di colui che vedendo o udendo cosa che destano meraviglia rimane muto ed è incapace di agire. I latini sebbene raramente lo utilizzavano anche come significato di intorpedimento delle membra, torpore fisico.

Ben vengano gli incontri degli onorevoli regionali, ben vengano i comitati spontanei, ben venga tutto, sarebbe stato meraviglioso appunto se fosse venuto per tempo.

Di questo accorpamento se ne sa già da Maggio e deciso dalla regione Campania, non è che sia un blitz insomma. Eppure il nulla,il niente, tale forse era lo stupor appunto come da definizione. Ora, che forse è passato quel lungo periodo di intronamento, comincia appunto a muoversi qualcosa è l’unica spiegazione che abbiamo senza offendere nessuno.

Con tutto il rispetto ma scrivere:

“Come si sa, nel nuovo Piano Sanitario Regionale vengono disattesi tutti i punti discussi, definiti e ufficializzati precedentemente per l’Ospedale di San Felice a Cancello.

Nel nuovo Piano, in modo poco dignitoso, l’Ospedale A.G.P. di San Felice a Cancello viene addirittura definito “STABILIMENTO ANNESSO A MADDALONI”.

Si sa da Maggio signori miei, da Maggio 2016! Dove stavate?

Ora a Febbraio 2017 cosa volete fare non si sa quando oramai i buoi sono scappati.

Poi sul nome sempre con rispetto, noi certo non siamo amanti di Maddaloni come è noto, ma chi se ne frega della denominazione!? L’importante è che funzioni. Ma poi bisognerebbe saperle le cose: “stabilimento annesso a Maddaloni” si intende il pronto soccorso. E’ brutto, poco rispettoso, ma si dice così, è un termine amministrativo. A San Felice a Cancello viene riconosciuto il ruolo di Spoke I per quanto riguardo la terapia del dolore. Ma saranno intensificati l’oncologia e la geriatria, così invero come in tutta la provincia di Caserta. Almeno per le informazioni che abbiamo.

Che vuol dire Spoke? Sono quei centri ospedalieri a media intensità di intervento, che graviteranno intorno ai grandi “scali” specialistici, seguendo il paziente, “gestendone” le condizioni cliniche e tentando di stabilizzarle.

Il comitato si preoccupa che “probabilmente” rischia di chiudere pure il Psaut 118. Ora magari ci si mobilita sul “sicuramente” e non sul “probabilmente”, ma quando a Gennaio 2016 vi è stato un ridimensionamento del servizio a causa della privazione del turno notturno dell’OSS nessuno diceva nulla però. Ora invece ci si strappa le vesti. Ah già, vero, lo stupor.

Attendendo un nuovo comunicato con cui il Comitato Civico spontaneo ci faccia sapere quali saranno le iniziative giuridiche o politiche che intendono attivare oltre all’indignazione pubblichiamo quello che ci è giunto ieri:

 

Comitato Civico spontaneo “Valle di Suessola” a difesa dell’Ospedale

“Uniti per la difesa dell’ospedale A.G.P. di San Felice a Cancello e per la tutela del diritto alla salute

E’ questo il nome che i Cittadini della Valle di Suessola (costituita dai Comuni di San Felice a Cancello, Arienzo, Santa Maria a Vico e Cervino), hanno voluto dare al Comitato Civico costituito in modo spontaneo per la difesa dell’Ospedale A.G.P. di San Felice a Cancello e per la tutela del diritto alla salute.

Come si sa, nel nuovo Piano Sanitario Regionale vengono disattesi tutti i punti discussi, definiti e ufficializzati precedentemente per l’Ospedale di San Felice a Cancello.

Nel nuovo Piano, in modo poco dignitoso, l’Ospedale A.G.P. di San Felice a Cancello viene addirittura definito “STABILIMENTO ANNESSO A MADDALONI”.

Dopo che per il presidio suessolano era stato individuato e definito un “RUOLO PRECISO”, con tanto di posti letto e funzioni chiare, si pensava che la “via crucis” per la struttura fosse definitivamente finita e si desse concretamente seguito a tutto quello indicato e definito. Invece si è fatta melina, e non si sa e non si capisce come, ancora una volta la storia viene stravolta, guarda caso, sempre a discapito dell’A.G.PI tecnici della sanità regionale, gli esperti, gli staffisti, che hanno lavorato al nuovo Piano Sanitario avranno forse avuto qualche sussurrio particolare nelle orecchie?

 E i POLITICI, locali dov’erano? Rappresentanze istituzionali di rilievo. Forse erano distratti o troppo impegnati a seguire cose più importanti!!! O probabilmente all’oscuro che il nostro è un territorio bistrattato, martoriato, privato di tutto, che meritava tutta l’attenzione e la difesa possibile? Probabilmente qualcun altro, più attento e con a cuore altri territori, altre comunità, con astuzia, approfittando dell’assenza e dell’abbandono ha mosso le giuste pedine per dare il colpo di grazia all’ultima struttura ancora in vita del nostro territorio, l’ultimo baluardo di riferimento per la  tutela del diritto alla salute, che conta un bacino di circa 45.000 persone, senza contare il bacino di altre circa 25.000 persone di comunità confinanti del beneventano che trovavano il primo soccorso più vicino proprio nel presidio sanitario suessolano

 Probabilmente, con questa operazione San Felice a Cancello e tutto il bacino della Valle di Suessola potrebbe perdere, dopo al pronto soccorso già smembrato, anche l’attuale PSAUT 118, l’unico punto di primo soccorso rimasto e l’Unità di Cardiologia con l’annessa riabilitazione.

 A TUTTO QUESTO NON CI STIAMO PIU’ E DICIAMO BASTA!

 Per difendere il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, il Comitato, oltre a chiamare alla mobilitazione tutta la cittadinanza, approverà un documento, che sarà inviato a tutti gli organi competenti, in cui si chiede il rispetto dei punti precedentemente individuati e ufficialmente definiti, dando un seguito concreto per la loro effettiva realizzazione; il mantenimento dell’attuale presidio sanitario così com’è, oltre alla possibilità di potenziare altri servizi utili per la salute del cittadino.


 

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al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)

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