firma_della_costituzione

Come detto qualche giorno, pure noi sentiamo che dobbiamo dire la nostra sul Referendum Costituzionale del 4 Dicembre. Ma si sappia in modo chiaro siccome voteremo SI tutto ciò che scriviamo oggi e scriveremo in futuro sarà solo in favore del SI.

Quindi partiamo con un’analisi su come è fatta la Costituzione e sue criticità. Tenendo presente che secondo noi pure i principi fondamentali andrebbero modernizzati e soprattutto si dovrebbero mettere mano a delle palesi storture che esamineremo. Come disse Pietro Calamandrei nella seduta del 23 Aprile 1947: … Siccome di queste ingenuità nella nostra Costituzione ce ne sono tante, ce ne potrà essere una di più. 

Analizziamola quindi questa “ingenua” Costituzione. Essa è la Carta fondamentale di uno stato, infatti tutte le leggi che il Parlamento approva devono non solo rispettare l’iter previsto dalla Costituzione, ma la legge deve inserirsi nello “spirito” della carta, infatti se così non avviene una legge approvata dal Parlamento e firmata dal garante della Costituzione che è il Presidente della Repubblica può essere cancellata dalla Corte Costituzionale che ha proprio questo compito. Viene definita, ma non ne capiamo davvero il motivo, la Costituzione più bella del mondo.

Scopriamo inoltre che essa si compone di 139 articoli e di alcune disposizioni definite “transitorie e finali”. La carta si divide in tre chiare sezioni: una che individua i principi fondamentali, una prima parte regola dei diritti e doveri dei cittadini, la seconda parte regola il funzionamento delle istituzioni.

Non analizziamo adesso gli articoli uno per uno per carità, ma alcuni più interessanti e che secondo noi avrebbero meritato e meritano di essere cambiati, ad esempio l’art. 1 comma 1: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Formulazione che ha fatto la fortuna di molti comici e satirici per quel “fondata sul lavoro”. Non si capisce invero perché non ci si è fermati a democratica, si faceva più bella figura. Questa espressione fu inserita su proposta di Amintore Fanfani (Democrazia Cristiana) per far un piacere ai comunisti, tanto non costava nulla e non impegnava lo Stato, e che loro ricambiarono quando ci fu il momento di inserire i Patti Lateranensi -e non solo- all’interno della carta, cosa alquanto obbrobriosa.

Addirittura l’art.4 prevede che il lavoro sia visto come diritto -comma 1- ma pure come dovere comma 2:
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Quindi non si capisce come mai una suora di clausura che prega e basta ancora non sia agli arresti! Ma poi chi decide questo e come? Un musicista o un poeta in che misura la loro attività concorre al progresso? Che succede se uno viola la norma cioè non lavora perché non vuole? Formulazione alquanto pessima.

Art. 6 la costituzione tutela le minoranze linguistiche, giusto e bello, ma le altre minoranze non meritano menzione costituzionale e perché?

Art.7 i famigerati Patti Lateranensi, così lo Stato della Chiesa si è assicurato contro possibili cambiamenti nel caso i comunisti fossero mai diventati forza di governo, oggi timore assolutamente anacronistico e articolo che fa sentire tutta la sua forza obsoleta. Secondo Benedetto CroceI loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi … uno stridente errore logico e uno scandalo giuridico.

Art.10 comma 1 è un articolo a nostro avviso dannoso: L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute, onestamente ma che vuol dire? Quindi se tutte le nazioni al mondo tranne la nostra riconosce la pena di morte, il paese dovrebbe uniformarsi altrimenti viola la costituzione? Anzi no dovrebbe, sarebbe sicuramente uniformato visto che il procedimento è automatico. Ovviamente mai applicato, quindi a che serve?

La prima parte è certamente quella che più ci piace, riguarda i diritti e doveri dei cittadini certo non mancano incongruenze ma si va davvero a cercare il pelo nell’uovo quello che però oggi andrebbe modificato è l’art.29 comma 1: La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Una chiara contraddizione. Come può qualcosa di “naturale” quindi insito nell’uomo e nella sfera del diritto naturale sorgere tramite un negozio giuridico? Mistero che oggi infatti è superato ampiamente, basta pensare ai tanti cittadini che se ne fregano della Costituzione e formano la famiglia per diritto naturale senza ricorrere all’istituto del matrimonio.

Con questo vogliamo dire che purtroppo a Dicembre si voterà solo su ciò che riguarderà una parte della costituzione e non nella sua interezza, mancano diritti e situazioni che sono nati di recente o almeno da qualche decennio, che i padri costituenti nemmeno immaginavano potessero sorgere come: il diritto all’ambiente salubre, tutela della identità di genere, diritto all’informazione, il diritto ad accesso ad Internet, il diritto alla mobilità, la tutela contro la consumazione di suolo, il diritto dei consumatori, il diritto alla socializzazione dei disabili, il diritto dei minori ad avere una famiglia, diritto all’abitazione, il diritto “a togliersi la fame”, il diritto all’acqua, e ancora altri. Ovviamente non sono diritti che ci inventiamo noi, ma sono tutti diritti riconosciuti dalla Corte Costituzionale attraverso varie sentenze e che meriterebbero di essere codificate nella legge più importante di uno Stato come la sua Costituzione.

Dopo 68 anni addirittura ci si affanna a dire che i principi fondamentali non vengono toccati quando proprio quelli andrebbero resa più moderni, perché siamo nati e cresciuti con il mito della costituzione più bella del mondo che forse lo era nel ’48 ma oggi nel 2016 cede il passo. Se i Costituenti stessi hanno inserito un art.138 che disciplina la modifica dei questa Carta e in quello successivo l’art.139 ciò che non andava modificato, non si vede perché i primi articoli debbano essere un tabù !?

Sempre citando Calamandrei riportiamo le sue frasi:

E’ una Costituzione tripartitica, di compromesso, molto aderente alle contingenze politiche dell’oggi e del prossimo domani: e quindi di poco lungimirante. 

 


 

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al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)