Chiudiamo la nostra disamina sul ddl Zan che avevamo lasciato in sospeso. In questi link si può leggere la prima e seconda parte del nostro commento in merito:

ITALIA: ABBIAMO LETTO IL DDL ZAN E LO COMMENTIAMO – parte seconda – | PUNGIGLIONE blog

ITALIA: ABBIAMO LETTO IL DDL ZAN E LO COMMENTIAMO -parte prima- | PUNGIGLIONE blog

A dirla tutta gli articoli rimasti non erano null’altro che il prevedere una giornata nazionale contro l’omofobia e non ci sembra nulla di particolare e minaccioso visto che ci sono giornate dedicate a qualsiasi cosa.

Qualche critica in più lo ha avuto l’articolo che prevede una sensibilizzazione sul tema omofobia nelle scuole. Cosa normalissima anche qui, le scuole vengono sempre invitate a sensibilizzare su temi come il contrasto al razzismo ad esempio e non ci pare che i razzisti siano stati debellati, anzi abbiamo la sensazione siano pure aumentati.

Sembra che tutta la legge, che pubblichiamo a piè pagina, l’articolo che non piaccia sia il quarto in quanto a detta di chi contrasta tale legge, limiterebbe la libertà di espressione. Cosa che ci pare azzardato in quanto l’articolo “colpisce” il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori che possano portare ad atti violenti.

Ad esempio dire: “il matrimonio tra omosessuali è un peccato mortale” è assolutamente lecito e non rientra in nessun modo in atto di discriminazione tale da pregiudicare la fattispecie di reato in quanto rientra tale concetto nella libertà di espressione.

Dire invece: “il matrimonio tra omosessuali è un peccato mortale e va impedito con ogni mezzo lecito e illecito” ecco che qui siamo un po’ al di là della semplice opinione, ma nella palese istigazione a compiere atti discriminatori.

Certo è il giudice che deve accertare tale situazioni, anche qui si è detto che un paese in cui un giudice ha un potere discrezionale troppo ampio è un paese in cui non si dovrebbe vivere, ma il giudice non decide certo senza che vi sia un minimo di processo e dialettica tra le parti e inoltre la ampia discrezionalità, se è vero che esista, è a doppio senso, potrebbe benissimo esserci un giudice omofobo a decidere su un caso di discriminazione su quel tema.

La cosa alquanto assurda per criticare la legge è stata tirata fuori una canzone Luca era gay di Povia asserendo che dopo il ddl Zan questa canzone non avrebbe visto la luce. Ora, oltre al fatto che era canzone terribile musicalmente e per testo, a prescindere dal tema in sé, ma non c’è alcun elemento di discriminazione, la canzone parla di un uomo che attraverso una personale introspezione scopre che la sua omosessualità fu dovuta alla morbosità della madre e all’assenza e alcolismo del padre, quindi non una reale omosessualità ma un riflesso a quelle situazione cui il protagonista della canzone Luca cercava di evadere. Insomma, tale terribile canzone sarebbe “lecita” anche dopo l’approvazione del ddl Zan.

A nostro avviso il ddl Zan è una legge ottima, che colpisce uno specifico problema: la violenza verso persone per ciò che sono, che a nostro giudizio, è intollerabile.