Come già dicemmo tempo addietro non ci mettiamo a fare quello che non siamo e cioè gli analisti dell’ultima ora sul conflitto, anche perché faremmo la fine di un Orsini qualunque dicendo una marea di fesserie in un mare di merda.

Ma qualcosina sulla comunicazione la vogliamo dire. non perché siamo esperti, ma perché siamo arroganti in materia.

Quello che ci sta allibendo in questo conflitto, dal punto di vista da chi lo show della guerra lo guarda in tv sul divano o bevendo un caffé al bar, sono questi assunti, che mettiamo un po’ tutt’assieme come in un’unica frase, quasi un dogma: La guerra finirebbe se gli Ucraini si arrendessero ora. Perché combattere? Si allungano solo le sofferenze.

Attenzione, qui non si tratta di un modo furbesco di essere dalla parte di Putin e quindi travestire con il pacifismo gli interessi violenti di una parte.

No! Chi pronuncia quelle frasi è proprio un pacifista convinto, guerra brutto pace bello portate alle estreme conseguenze.

Quello che ci lascia allibiti è però una cosa: in questa guerra c’è un aggredito e un aggressore, c’è un forte e un debole, c’è una dittatura e una seppur giovane e imperfetta democrazia, c’è un uomo che vuole la guerra e un popolo che la guerra l’ha subita. Ebbene è curioso come queste richieste di resa incondizionata siano chieste proprio al debole, all’aggredito. Perché ti difendi? Così aumentano i morti!

Abbiamo provato a capire il senso di questo strano pacifismo che in fin dei conti è una violenza frustrata di chi vorrebbe menare le mani, ma non ha la forza per farlo.

Noi ce li immaginiamo questi pacifisti a senso unico nella rissa di Colleferro complimentarsi con la salma di Willy Monteiro perché invece di resistere si è fatto picchiare a morte. Bravo! La resistenza avrebbe portato solo sofferenza, morire è stata la decisione più saggia.

No niente, non riusciamo a capire.

Questa violenza sotto traccia non la capiamo.

Come si fa a dire a una madre che ha perso il figlio: Arrenditi! Come si fa a dire a un fratello che ha perso il fratello: Arrenditi! Come si fa a dire a un popolo intero che viene ucciso: Arrenditi!

Come si fa?

Noi non lo sappiamo fare.

Al popolo ucraino che siamo consapevoli nessuno di loro mai ci leggerà, ma se dovesse accadere vorremmo sapessero che ammiriamo il fatto che vogliano difendersi, vogliano lottare, vogliano rendere difficile la vita all’invasore, che rivogliono indietro la loro vita.

LOTTATE! RESISTETE! VIVETE!