E rieccoci a riprendere il nostro blog. Invero, volevamo prenderci ancora qualche giorno di pausa. Ma come si fa, quando il cittadino viene – secondo noi – ancora preso per i fondelli?
L’anno scorso e ancora quello prima pubblicammo due articoli in merito al fatto che il comune di Santa Maria a Vico era stato premiato come comune riciclone da Legambiente in una categoria non sua e cioè quella sopra i 15.000 abitanti. Eccolo lì: un anno dopo, il proverbiale cadavere passa davanti alla riva del nostro blog.
Andiamo ai fatti. Il comune di Santa Maria a Vico con un comunicato stampa dice che è premiato da Legambiente come comune riciclone.
Sicuramente è importante, sicuramente è giusto anche celebrare questo risultato non scontato. Ma l’amministrazione di Santa Maria a Vico dimentica di dire che quest’anno a differenza degli ultimi due anni è stato riconosciuto nella giusta categoria quella dei 5.000 a 15.000 abitanti. L’amministrazione comunale non ha sentito minimamente il bisogno di spiegare come mai quest’anno a differenza degli scorsi due anni non è più nella categoria sopra i 15.000 abitanti.

In verità la fallimentare amministrazione Pirozzi non sentì nemmeno l’esigenza di spiegare negli scorsi anni come gli abitanti si ritrovavano a cresce di 1000 unità passando da 14.000 a più di 15000. Ci è voluto un nostro articolo che riportiamo a piè pagina e una certamente non elegante “inchiesta” di Città di Idee che con una telefonata a sorpresa, proprio a Legambiente, scoprì che Santa Maria a Vico era una cittadina a vocazione turistica!
L’anno scorso, giusto per rinfrescare la memoria, l’assessora Cioffi parlò di “ricongiungimenti familiari” estivi per giustificare il picco demografico. E la partecipazione alla categoria superiore era stata giustificata con il bollino “vocazione turistica”.
Ricordiamo che i dati sono forniti dal comune stesso su un questionario preparato da Legambiente che quindi non ha nessun modo di controllare la veridicità degli stessi.
Quest’anno, invece, a quanto sembra, i dati sono stati trasmessi con maggiore attenzione – parole dell’assessora. E ci voleva tanto? Bastava dirlo. Non era difficile. Avremmo persino applaudito.
E invece si è preferito l’ennesimo silenzio comunicativo, il classico “facciamo finta di niente”. Il problema non è l’errore: l’errore si può fare. Il problema è non saperlo (o non volerlo) spiegare. E quando glielo si fa notare, si reagisce come se il cittadino – che chiede conto – fosse inopportuno.
Così una buona notizia, un risultato virtuoso che dovrebbe essere condiviso con orgoglio, diventa l’ennesima occasione mancata per costruire fiducia.
Bene, bravi. 7+.
Noi, dal canto nostro, continuiamo a fare il nostro dovere: osservare, domandare, segnalare, proporre.


Inseriamo un po’ di link. Rigurado i comuni ricicloni andate, se volete, direttamente alla pagina 37.
