spatuzza_di_damocle

Una brutta tegola cade sull’amministrazione De Lucia di Cervino. Biagio Di Nuzzo risulta, a leggere i giornali, rinviato a giudizio per una questione di presunte tangenti intascate.

Non occupandoci di cronaca non toccheremo la questione, ma siccome ha questo dei riflessi politici, e noi di politica ci occupiamo, non possiamo far passare la cosa in silenzio.

La questione è ovvia: cosa farà adesso Biagio Di Nuzzo, si dimetterà o rimarrà al suo posto? Soprattutto è giusto o meno che un consigliere comunale rinviato a giudizio rimanga al suo posto o si dimetta?

Dunque sulla prima questione è evidente che dipende dalle scelte personali e dai consigli del legale del consigliere comunale, noi ovviamente non entriamo in questa problematica.

Ma vogliamo analizzare le eventualità.

E’ chiaro che un soggetto che ha ricevuto ben 700 voti, se si dovesse dimettere, il suo gesto non può non avere conseguenze politiche.

Riteniamo che nel caso dovesse venire meno significa che verrebbero meno un quarto delle preferenze accordate, in poche parole sarebbe un consiglio comunale non più rappresentativo della realtà.

Ma anche per De Lucia le conseguenza di un’eventuale dimissione non potrebbero essere nascoste, in quanto quei 700 voti furono fondamentali per condurlo alla vittoria.  La spada di Damocle appunto.

Riguardo la seconda questione, è davvero difficile trovare un modo di fare oggettivo si può far sia bene che sbagliare allo stesso tempo a seconda della decisione che si assume.

Ci sono forze politiche che senza dubbio ritengono che ricevere un rinvio a giudizio dovrebbe portare al dovere morale delle dimissioni, solo che all’atto pratico quando sono rinviati a giudizio i propri amministratori sostengono che bisogna guardare le carte.

Quindi come si vede non è così semplice definire la questione.

Anche perché il rinvio a giudizio non è una condanna, ma appunto potrebbe accadere che il giudizio esprima un’assoluzione, ma se poi il consigliere si è dimesso?

No. Non è facile.

Il nostro sistema giudiziario e la nostra costituzione, che a larghissima maggioranza a Dicembre è stata mantenuta così com’è, sostiene che una persona non è colpevole fino a sentenza definitiva, quindi dopo ben tre gradi di giudizio.

Ci perdoneranno i padri costituenti per l’eresia che stiamo per dire, ma ci pare davvero sbagliato. In quanto per i tempi della giustizia e per il diritto della parte offesa a una sentenza giusta e rapida, tre gradi sono alquanto esagerati.

Noi umilmente siamo di queste concezione: garantisti fino al primo grado, giustizialisti dal secondo al terzo.

Questo perché siamo d’accordo che una persona deve essere definita innocente fino a quando secondo noi, un giudice non asserisce il contrario, siccome appunto un giudice si è espresso quella persona colpevole in primo grado non può più definirsi “innocente”, può dimostrare di esserlo certo, ma non lo è più.

Ovviamente è un discorso complicato che riguarda il nostro personalissimo giudizio sulla giustizia italiana.

Ma venendo al caso concreto questo per dire che secondo noi Biagio Di Nuzzo da un punto di vista politico non dovrebbe dimettersi, mentre secondo noi avrebbe un dovere morale, ora sì, nel caso in cui venisse condannato eventualmente.


Seguici pure su Facebook: https://www.facebook.com/pungiglioneblog/


 

arminio IMG-20170320-WA0006 assicurazione autohakuna matata

 

genesis
Via G.De Falco 94 Caserta info: 0823-355325
Immagine vendesi auto