mensa-largeE parliamo sempre della situazione della mensa scolastica di Cervino. C’è una determina all’albo pretorio che ci dice un po’ di cose e ci piacerebbe saperne però un po’ di più perché alcune cose non ci tornano, ovviamente è dovuta in parte alla nostra ciucciaggine in materia ma diciamo anche alla mancanza di chiarezza di questi atti amministrativi.

Dunque apprendiamo che la giunta di Cervino ha impegnato ben 50.000€ di spesa per coprire 13.500 pasti, nel periodo che va da Gennaio a Maggio. Apprendiamo sempre dalla determina che alla ditta Pascarella Food srl verranno liquidate per il mese di Gennaio 8.098,93€ iva inclusa. Ecco qua già non ci troviamo più.

Innanzitutto a quanto ammonta l’iva? Qual’è la percentuale di iva applicata?

Poi se il mese di Gennaio è costato appena 8 mila euro facendo i conti della serva per un periodo di 5 mesi per il servizio erogato saremmo attorno a 40.500€ euro più, euro meno. Il comune però impegna ben 50 mila euro, perché così tanto?

Poi non ci pare molto carino ciò che il comune ha stabilito per i non residenti ovvero una tariffa di 3,42 euro, mentre per i residenti di 2,74€.

Ora avvisiamo subito che noi in matematica siamo asini di natura proprio, quindi per favore se commettiamo errori logici o di calcolo, o entrambi, per favore fatecelo sapere commentando su questo blog.

Dunque ci siamo chiesti quanto costa un pasto?

Sappiamo che saranno preparati 13500 pasti per un periodo lungo 5 mesi, un mese corrisponde a 22 giorni. Lo ricaviamo questo dato dal numero di tickets mensili disponibili. Quindi in un singolo mese i pasti preparati saranno circa 123.

Quindi se noi dividiamo 8.098,93€ per 22 giorni per 123 pasti otteniamo un prezzo a pasto singolo di 2,99€ facciamo 3€ va! Inclusivo di iva.

Ora ci pare poco corretto far pagare 0,42 cent in più per i non residenti visto che il prezzo pieno sarebbe 3€, ma soprattutto il comune ha impegnato una spesa di 10.000€ mensili.

Quindi se i nostri conti sono corretti, e lo ripetiamo all’infinito non ne siamo affatto sicuri che lo siano, i non residenti pacherebbero non solo i loro pasti ma pure buona parte di quelli dei residenti.

Quindi le nostre domande sono:

I nostri calcoli sono affidabili?

Le nostre conclusione sono condivisibili?

A quanto ammonta l’iva?

Qual’è la percentuale di iva applicata?

Perché la giunta comunale ha impegnato una spesa di 50 mila euro quando ne sarebbero bastati quasi 10 mila in meno?

Dobbiamo dire però che se nelle determine fossero indicate con precisione tutti i passaggi magari ci saremmo risparmiati tutto sto tempo e fatica, crediamo sia notoria oramai la nostra pigrizia.

Come detto scriviamo pur non essendo sicuri del risultato perché siccome ci siamo definiti ignoranti in materia riteniamo di non essere gli unici o diciamo di avere una ignoranza media. Ergo è possibile che altri siano arrivati sullo stesso risultato. Quindi magari una risposta sarebbe carina averla, ma non per noi che forse non la capiremmo, ma per i nostri lettori certamente più svegli di noi.

link: determina_amm-_21_del_7-2-2017


 

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al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)

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