Non abbiamo ancora smesso di ridere per il refuso sulla “fascia costiera” di Cervino, motivo per cui non ne abbiamo parlato, anche perché c’è chi ne ha parlato abbastanza, ma ecco che gli immaginifici amministratori di Cervino si inventano un’altra cosa divertente: i cartelli di “Benvenuto/Arrivederci a Cervino”. Dopo aver portato il mare a Cervino IMG_20151106_114114ora arrivano le conquiste territoriali. Già fa sorridere il fatto che i cartelli di benvenuto e arrivederci sono divisi da poche decine di metri, ma ancora di più perché quello dove si trovano i cartelli non è comune di Cervino ma di Maddaloni, probabilmente il sindaco R. De Lucia ha perso i carri armati a Risiko e quindi deve cedere territorio a G. De Lucia di Cervino, o forse il sindaco di Cervino ha sfruttato l’omonimia con quello di Maddaloni per far passare l’acquisizione sottosilenzio, poco napoleonico ma molto efficace. Trema il sindaco Pirozzi di Santa Maria a Vico visto che identici cartelli di arrivederci e benvenuto sono stati apposti anche per la frazione di Messercola a ridosso del IMG_20151106_123743territorio vicano, ma è probabile che il primo cittadino santamariano sia pronto alla resa nulla potendo contro tali manovre. Ovviamente pure i cartelli di Messercola sono in territorio maddalonese, questo deve far capire al sindaco De Lucia (la donna) che il Risiko è un gioco che va abbandonato immediatamente o ci rimette pure “Montedecoro”.

Pare che siano giunte al generalissimo De Lucia le rimostranze e le proteste della De Lucia sindaca, e l’abile stratega pare abbia messo tutto a tacere, o quasi, apponendovi una freccia che indichi ai turisti e ai viandanti dove è ubicato Cervino capoluogo.

Fino a qua le risate. Ciò che un po’ sconcerta è che le indicazioni di “Benvenuto” e “Arrivederci” sono utili per indicare ai cittadini quando inizia l’amministrazione giuridica di un ente, insomma se a quell’incrocio ci sarà, speriamo mai, un incidente, probabilmente verranno chiamati i vigili di Cervino, e così nel caso vi sia un’attività commerciale o una casa che deve fare un’allaccio fognario e via dicendo. Con il tempo, non c’è il rischio che siano direttamente gli uffici comunali ad attivarsi in quella porzione di territorio? Speriamo che il prefetto sia a conoscenza e metta mano per il ripristino dello status quo.

Ciò che ci lascia sconcertati è la dicitura “Città dell’Olio”. Ora non è che si possono mettere sotto i cartelli ciò che pare e piace, ma il tutto andrebbe certificato. Che riconoscimento ha Cervino quale città dell’olio se non quello che il leader maximo De Lucia stesso ha dato? Esiste un’associazione nazionale denominata appunto “Città dell’Olio” che riunisce tutti i comuni siti in territorio ove si producono oli, che sia documentata una tradizione olivicola connessa a valori di carattere ambientale, storico, culturale rientranti in una Denominazione di Origine. In provincia di Caserta due sono i comuni che possono fregiarsi della dicitura di città dell’olio e sono quelli di Caiazzo e Sant’Angelo D’Alife.

Allora consigliamo al garibaldi di Cervino di svestire al camicia rossa e indossare la fascia di sindaco, modificare i cartelli e farsi riconoscere il proprio olio, e poi farsi consigliare da qualcuno bravo in strategia di marketing.

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