
Noi veramente facciamo fatica a capire come sia possibile mettersi la dignità sotto i piedi. Non riusciamo a capire come possano certi amministratori andare all‘inaugurazione della nuova stazione ferroviaria di Benevento e allo stesso tempo andare ai microfoni dei telegiornali facendo pure la faccia indignata.
Noi, al posto dello sprovveduto assessore, non saremmo mai andati a Benevento accettando supinamente l’ennesimo schiaffo del presidente dell’EAV, De Gregorio.
Il quale ha avuto anche il coraggio di uscirsene con un comunicato stampa assolutamente assurdo che vogliamo mostrarvi, giusto per capire con che razza di interlocutore i nostri politici non riescono a imporsi.
Come sempre in questi casi, mettiamo in corsivo le parole di De Gregorio e sotto la nostra analisi:
Credo sia opportuno ricordare alcune cose su questa linea interconnessa Napoli / cancello/ Benevento.
Preparatevi al delirio.
La linea aveva molti problemi prima della chiusura .
Certo, per questo è chiusa. Se magari gli ammodernamenti si facevano di volta in volta, non si sarebbe arrivati a fare un lavoro enorme e costoso tutto insieme. Si chiama programmazione.
Tanto che alcuni parlamentari chiesero che la linea passasse da Eav a RFI.
Dacci i nomi di questi parlamentari che già avevano capito che EAV era inutile, li vorremmo ringraziare per aver cercato di fare qualcosa.
Fu istituto quindi un tavolo con Rfi e RFI disse sostanzialmente: fate voi Eav gli investimenti sulla rete che oggi non è a norma secondo gli standard di RFI e poi ne riparliamo.
Sono cose che dice De Gregorio, quindi non sappiamo se sono vere. Non esiste alcun comunicato e, se è vero che c’è stato un tavolo, tiri fuori il verbale di quella riunione e vediamo cosa è stato effettivamente detto.
Eav ha quindi avviato gli investimenti necessari per evitare che la linea fosse chiusa per sempre.
Che fosse chiusa per sempre, questo è un suo pensiero, suffragato dal nulla.
I lavori sono andati oltre le previsioni iniziali.
Ma va? Se ne accorto pure De Gregorio!
In realtà non è una cosa strana, perché dobbiamo dirci la verità: è la norma in Italia.
Questo passaggio è vergognoso! Un tizio che lavora per un’azienda il cui azionista unico è la Regione Campania, quindi lo Stato, che insulta lo Stato per cui lavora. Ma cosa cita l’Italia, quando l’EAV è regionale!? Ma insultasse la Regione Campania, se proprio deve. Come il sistema Italia ha impedito di compiere i lavori in tempo, lo spiegasse?
I problemi non dipendono dalla stazione appaltante ma da tanti altri fattori esterni ed in particolare dalle imprese che eseguono i lavori che si muovono tra tanti problemi ,anche amministrativi.
E certo, è tipico! I problemi sono sempre causati dagli altri, non è mai propria responsabilità quando tutto inizia ad andare in vacca!
In questi anni, poi abbiamo avuto il COVID e la guerra in Ucraina che hanno determinato ritardi su tutte le commesse.
E mettiamoci pure le cavallette, il bradisismo, il traffico. Ma mettiamoci d’accordo, è l’Italia che ha accusato poco prima di far perdere tempo, o sono state situazioni esterne? Faccia pace con se stesso. Certo, quegli eventi hanno portato a ritardi, è vero, ma è anche vero che sono state annunciate date di apertura con tanto di cronoprogramma dopo questi eventi, proprio da De Gregorio. Sempre il nostro eroe li ha disattesi, che ormai non si contano più.
In Italia, secondo l’Istat, i lavori pubblici mediamente durano 18 anni: nove per far muovere le carte e nove per realizzare fisicamente i lavori. Questa è la realtà.
Questa è una grandissima sciocchezza. Non esiste nessun documento Istat che afferma questo, almeno che noi sappiamo. Anzi, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha quantificato la durata dei lavori per importi superiori ai 15 milioni in 7 anni di media! Quindi stiamo ancora in media, se ci si permette di scherzare.
Ovviamente il presidentissimo non mette un dato, un link, ci dobbiamo fidare di lui. Le vogliamo mettere noi un paio di tabelle elaborate dalla Regione Lazio che sono del 2017?
Studia De Gregorio, ma dove li vedi sti 18 anni?


La linea come era prima non poteva andare avanti.
L’hai detto già!
Forse è anche il caso di ricordare che questa linea prima di Vincenzo De Luca era destinata alla chiusura perché non sostenibile dal punto di vista economico.
Ancora si dicono cose senza mostrare un numero, notare la “lisciata” allo sceriffo.
Oggi per poter portare avanti un servizio infatti occorre che con i ricavi da traffico si riescano a coprire almeno il 30% dei costi del servizio stesso. Questo obiettivo è irraggiungibile su questa linea per il numero di passeggeri potenzialmente interessati a prendere il treno.
Altra sciocchezza. Qualcuno avvisi De Gregorio che le ferrovie sono un servizio pubblico, magari una gestione migliore, tipo già cambiando il presidente EAV, potrebbe portare dei significativi miglioramenti.
La linea aperta costa ogni anno almeno 15 milioni. Dai ricavi da traffico si può pensare di incassare circa un milione.
Non si capisce se intende linea aperta prima dei lavori o dopo. Proviamo pure noi a fare dei conti e vediamo se è vero quello che dice De Gregorio. Allora stiamo parlando di una tratta regionale, mettiamo che un treno in quella tratta abbia 350 passeggeri in media. Mettiamoci 12 corse giornaliere a/r, un totale di 24, mettiamo che la linea funzioni per 300 giorni, fa dunque 8.400 passeggeri al giorno, che in un anno fanno 2.520.000. Mettiamo il prezzo del biglietto medio di 4€, prendendo spunto dalle altre regioni, e abbiamo un ricavo di 10 milioni!
Parliamo di ricavo da traffico, non stiamo manco considerando ad esempio quello da altri fattori come la pubblicità.
Quindi si è trattato di una scelta politica di tenerla aperta e di realizzare investimenti ed in questo modo si è posta una ipoteca sulla impossibile chiusura in futuro della linea stessa.
Certo che è una scelta poltica, se era per De Gregorio poteva chiudere.
Perché nessuno dopo che si sono spesi 150 milioni di investimento potrà pensare di chiudere la linea.
Ma cosa dice? Come se fosse una spesa propositata. 150 milioni sono, se vogliamo, una spesa standard per quel tipo di lavoro, anzi forse pure un po’ fatta in economia. La Napoli-Salerno di 60 km è costata 300 milioni di euro tra infrastrutture, treni nuovi e sistemi di segnalamento.
Nonostante i furti sulla linea denunciati da Hitachi che ha determinano ulteriori ritardi, Eav conferma l’invio della documentazione ad Ansfisa entro Giugno.
E si certo mo si arriva a dicembre perché c’è stato il furtarello.
È chiaro però che l’apertura della linea Eav sino a San felice Cancello non è l’obiettivo.
Cioè? Ma non era Napoli l’obiettivo?
L’obiettivo è arrivare a Napoli passando sulla tratta di competenza RFI.
aaaaaaaaaaaaaaaaah ecco.
La sinergia con Rfi per raggiungere questo risultato è massima.
Ma come, prima dice che questi di RFI si sono lavati le mani e poi dice che la sinergia è massima? Ma questo davvero deve fare pace con il cervello!
Quindi, come si nota, il vero problema di questa situazione è, da un lato, De Gregorio che è inadeguato e una sorta di Salvini in salsa regionale, e dall’altro sono i politici locali che non sanno trattare, e nemmeno mostrano un briciolo di dignità. A Benevento, De Gregorio doveva essere solo altro che una sfilata di sindaci e assessori.
Purtroppo, quando capiremo che il nemico della Valle di Suesosla e Cadina non sta oltre il Po, ma alle pendici del Vesuvio, sarà sempre troppo tardi.