Due premesse. La prima: l’articolo è lungo. La seconda: in questo articolo quando diciamo “i sindaci della Valle di Suessola” non ci riferiamo al sindaco di Arienzo Giuseppe Guida, per i motivi che saranno evidenti nel corso della lettura.

Ieri avevamo dato notizia della decisione del Tar della Campania di sospendere l’ordinanza del governatorissimo Delukaschenko che in pratica, indirettamente, sconfessava pure le decisioni dei sindaci di Santa Maria a Vico e di Cervino che avevano disposto la dad.

Sempre ieri dalle pagine fb delle amministrazioni sopracitate i sindaci si sono affannati a dire che le loro ordinanze di sospensione sono confermate. In pratica i due sindaci hanno deciso di andare contro il Tar, contro la decisione di un giudice.

A loro poi si aggiunge il sempre lucido sindaco di San Felice a Cancello – Giovanni Ferrara – che pure stabilisce la dad per pochi giorni sempre causa contagi.

Mentre i sindaci Pirozzi e Vinciguerra ci pare vogliano insistere nelle loro ordinanze per non ammettere il loro errore, per San Felice ci sembra più un voler proprio andare contro il Tar e mostrare solidarietà politica al governatorissimo, non a caso il sindaco spesso fa da portavoce alle decisioni della Regione Campania, una sorta di dopolavoro.

Il fatto però è che i sindaci si sono in pratica sconfessati.

I sindaci della Valle infatti in barba al fatto che siamo ancora in emergenza hanno organizzato il Natale con numerosi eventi proprio per i più piccoli e ora a meno di un mese si vedono “costretti” a sconfessarsi e chiudere le scuole.

Il sindaco Pirozzi, tra l’altro ancora una volta, sconfessa il proprio assessore all’istruzione. Infatti Affinita in un consiglio comunale disse che l’amministrazione nulla poteva con i contagi nelle scuole perché i contagi venivano da fuori la scuola, da bambini non vaccinati. Questo disse.

Allora a Santa Maria a Vico si devono mettere d’accordo: i contagi avvengono nella scuola o fuori la scuola?

Ha senso avere ancora un assessore all’istruzione?

Sempre il comune di Santa Maria a Vico o meglio l’ufficio comunicazione, a differenza degli altri comuni, offre un dato per come dire puntellare la propria decisione e cioè che il 20% dei bimbi 0-12 anni è positivo. Ma è un dato fuorviante, in quanto l’80% della fascia 13-75+ è dunque positiva ma nessuna azione è stata intapresa per loro, a questo punto ci aspettivamo almeno un coprifuoco!

Ci spiace dirlo, ma abbiamo l’impressione che i sindaci pure di non dire di aver sbagliato e di aver sottovalutato il problema, nonostante tre ondate e si attendeva la quarta, vogliano buttare sui bambini e la scuola in particolare la responsabilità dell’aumento dei contagi. Non ci possono dire che stanno facendo tutto questo per proteggerli. Perché ci pare strano che uno scolaro non può andare alla scuola del sapere ma può andare a scuola calcio, al karate e fare tutte le millemila attività che oggi i ragazzini fanno!

Inoltre come detto, repetita juvant, nulla si sta facendo per la popolazione fragile anziana.

Tra l’altro. nella ordinanza dei sindaci che disponevano la dad si indicava come fossero i docenti e non i discenti ad essere risultati positivi durante le festività natalizie, quindi a scuola chiusa.

Ma poi, cosa può risolvere questa imposizione sindacale in una settimana!? A San Felice addirittura giusto un qualche giorno!?

Il Tar ha dato delle indicazioni per chiudere la scuola e cioè essere in zona rossa. I sindaci prendano il coraggio a due mani e chiedano alla Regione la zona rossa, certamente non sarà loro rifiutata. Ma fare questo significa però sconfessare la propria azione di prevenzione e quindi attestare il loro fallimento.

Con tutto il rispetto ma cosa hanno fatto i sindaci per evitare un diffondersi del contagio? A noi pare il nulla. Sì certo ogni qualvolta c’era un positivo nella scuola si chiudeva la classe o il plesso e si andava in dad e basta, come se la dad fosse la soluzione, cosa che non è, e non l’estrema ratio da utilizzare in caso di estrema necessità. Ma la popolazione di una città non è data solo da ragazzi in età scolare. Nulla si è fatto per il tutto il resto della popolazione e ora siamo in ritardo, il virus è oramai fuori controllo e bisognerà attendere il decorso naturale e non sarà la dad di una settimana a risolvere il problema.

La dad è un ottimo strumento, lo abbiamo visto lo scorso anno, in estrema emegenza, ma da sola non serve a niente, anzi è controproducente. La dad dunque ha senso quando c’è una diffusa disposizione di chiusura e lo smart working. La dad non è la soluzione.

Sia chiaro che le decisioni dei sindaci non sono scolpite nella pietra, come si è visto non lo sono quelle del presidente di regione, quindi i genitori e le attività commerciali danneggiate da questi provvedimenti potrebbero anche loro fare ricorso al Tar e impugnare la decisione, certo il ricorso costa.

Ed è su questo che contano i sindaci.