
Domani si riunisce il Consiglio Comunale a Santa Maria a Vico. All’ordine del giorno ci sono appena tre punti in croce. Una rarità assoluta, quasi un record olimpico della sintesi amministrativa.
Sarà un consiglio lampo? Forse. Ma è probabile che le comunicazioni del Sindaco Pirozzi ruberanno la scena. Soprattutto visto il disastro idrico che da tre settimane mette in ginocchio la cittadina suessolana.
Proprio ieri in merito a questa situazione si è tenuta una conferenza dei servizi a cui hanno partecipato il sindaco, il consigliere comunale delegato Moniello, il responsabile del servizio ambinete Cuzzilla, il segretario generale Chiara Migliore, l’Asl, l’ITL.
Cosa ha prodotto questa conferenza?
Innanzitutto si ipotizza (sì, ipotesi, non certezza) che l’aumento di nitrati nell’acqua sia dovuto all’uso di fertilizzanti e alla presenza di bestiame vicino al pozzo.
Ancora si parla di acquisto e installazione macchinario per purificare l’acqua dai nitrati ma le tempistiche e pure i costi non ci pare siano stati affrontati nella conferenza servizi.
A prescindere dalla causa – importante, certo, ma solo una parte del quadro – restano evidenti le solite tre assenze croniche dell’amministrazione:
- Programmazione
- Controllo e manutenzione
- Comunicazione.
Riguardo la programmazione. Sicuramente questa crisi verrà superata, il punto è: chi garantirà che non se ne presenti un’altra simile tra sei mesi? Chi controllerà il pozzo e con che frequenza? Verranno pubblicati i dati? Domande retoriche, ma tristemente attuali.
Una delle cose che ha sconcertato l’opinione pubblica è il non sapere da quanto tempo l’acqua non è potabile. Immaginiamo lo sconcerto delle persone che hanno già dei problemi di salute e per le donne incinte. Incredibile che in 20 giorni non c’è stato un comunicato, un post di carattere ufficiale per tranquillizare la popolazione!
Se davvero la causa sono le attività agricole e zootecniche, servono ordinanze restrittive, sì, ma soprattutto controlli seri.
Ancora una volta chi subisce è il cittadino. Nessuno pretende la perfezione, ma un’amministrazione dovrebbe prevedere, prevenire e spiegare. Qui, invece, si naviga a vista. E l’acqua – ironia della sorte – è torbida.
Chiare, fresche et dolci acque, scriveva Petrarca, sognando un tempo in cui la purezza dell’acqua rifletteva quella del sentimento.
Oggi, a Santa Maria a Vico, di chiaro c’è poco, di fresco ancora meno, e di dolce… nemmeno l’attesa.