
La Regione Campania ha deciso: il progetto di cava in località Fossa delle Nevi, a Durazzano, non dovrà passare per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Niente analisi approfondita. Tutto “ok”, almeno sulla carta. Nel decreto che pubblichiamo a piè di pagina, è tutto impeccabile:
- Non è in zona protetta (niente parchi, riserve, SIC, ZPS ecc.)
- Rumore sotto i limiti
- Polveri (PM10) sotto soglia
- Traffico minimo (circa 3,37 camion al giorno… cioè niente apocalisse)
- Acqua gestita senza impatti rilevanti, falda acquifera lontanissima (500 metri sotto) → quindi tranquilla
- Nessun rifiuto significativo
- Nessuna fauna o flora di pregio da proteggere
- Nessun effetto cumulativo con altre attività vicine
Praticamente un progetto immacolato.
Peccato che la realtà non funzioni con i decimali. I camion non arrivano “a 0,37”, arrivano a gruppi. Il rumore non è una linea piatta è fatto di picchi. Le polveri non leggono i decreti, ma si muovono con il vento.
“Sotto soglia” non significa “innocuo”. Significa solo che rientra nei limiti minimi di legge. Che è tutta un’altra storia.
Uno dei passaggi più comodi è quello sugli impatti cumulativi: non ce ne sarebbero.
Ma il territorio non è fatto di strade, attività, traffico, altre pressioni ambientali — e soprattutto persone.
Mettere insieme tanti “piccoli impatti non significativi” è il modo più elegante per ottenere un impatto significativo senza mai ammetterlo.
Nel periodo previsto non è arrivata nessuna osservazione. Almeno per quello che ne sappiamo.
Silenzio.
E qui arriviamo al punto più imbarazzante.
Dove sono i politici locali? Dove sono le prese di posizione, le richieste di chiarimento, le verifiche sul territorio?
Per ora, da queste parti, sembra regnare il sonno profondo. Si preparano campagne elettorali, si fanno passerelle, si stringono mani. Ma scommettiamo un euro che questo “dettaglio” non entrerà in nessun comizio.
Nessun dibattito pubblico, nessuna voce forte, nessuna richiesta di approfondimento. Tutto scivola via come se fosse una pratica qualsiasi.
Un via libera che pesa.
Il decreto non è un lasciapassare totale: controlli e monitoraggi sono previsti. Ma resta il punto politico: si è scelto di non attivare la procedura più rigorosa!
Come sempre, la differenza la fanno i fatti. Perché tra una relazione tecnica e una cava in attività c’è di mezzo la vita reale, quella che non si misura con i decimali, ma con l’aria che si respira e il rumore che si sente.
E allora la domanda resta, più scomoda di prima: cari politici quando vi svegliate?
Quando si inizierà a difendere davvero questo territorio, invece di trattarlo come una periferia da sacrificare? Quando i nostri rappresentanti smetteranno di guardare verso Napoli solo per compiacere?
Perché la sensazione, sempre più netta, è una sola: che oltre certi confini questa terra venga considerata buona solo per essere sfruttata come una colonia.
In attesa di risposte, una sola certezza: FUJTEVENNE!