
Pubblicato all’albo pretorio il regolamento per le riprese audiovisive del consiglio comunale di Santa Maria a Vico. Ci eravamo ripromessi di analizzarlo questo regolamento e così infatti facciamo.
Siamo assolutamente d’accordo con il consigliere comunale Carmine De Lucia che ha definito in consiglio questo un regolamento che porta Santa Maria a fare un balzo in avanti in termini di democrazia e trasparenza, seppur limitato ai comuni circostanti aggiungiamo noi, in tante parti d’Italia è questa una realtà consolidata.
Ovviamente abbiamo qualche perplessità che illustreremo, ma appunto meglio avercelo un regolamento, anche perché la pratica di questo strumento potrà portare certamente a modifica o integrazioni.
La prima perplessità riguarda il fatto che non è chiaro se le riprese effettuate dall’Ente siano automaticamente consentite o ci sia bisogno di attivare una procedura. In base all’art 27 del regolamento del consiglio comunale è il presidente del consiglio a consentire le riprese, ma al momento è tutto nella sua “graziosa” disponibilità. Meglio secondo noi sarebbe stato dire che tutti i consigli comunali vanno ripresi con mezzi audiovisivi.
Seconda perplessità è l’accredito. Innanzitutto si fa una differenza tra testate giornalistiche e terzi autorizzati. La cosa che non si capisce: sti terzi autorizzati come fanno a farsi autorizzare? Entro quanto tempo a chi e dove devono chiedere l’autorizzazione? E’ solo specificato il termine ultimo cioè prima dell’inizio del consiglio comunale.
Altra cosa secondo noi che può creare qualche problema è il fatto che le testate giornalistiche possono accreditarsi anche prima della seduta. Secondo noi questo è proprio sbagliato! Infatti il presidente del consiglio non ha il tempo materiale per controllare se ad esempio la testata giornalistica esista davvero, se il tizio che presenta la richiesta sia davvero stato inviato dalla testata giornalistica. Insomma forse era meglio inviare una richiesta tramite pec almeno un paio di giorni prima del consiglio comunale. Ma poi ancora, questo accredito vale solo per un consiglio comunale, quindi va ripetuto di volta in volta? Oppure ha una durata? Di quanto?
Soprattutto poi non c’è il minimo controllo sulla ripresa effettuata da terzi autorizzati, noi potremmo ad esempio, accreditarci, riprendere e mostrare bellamente il pubblico, cosa che in base al regolamento non si può fare, mostrare le nostre riprese a casa nostra, dal nostro pc a chiunque vogliamo.
Altra cosa che troviamo incomprensibile è la possibilità concessa a eventuali provider privati di inserire pubblicità che però si dice non deve essere invasiva e deve essere corretta. Cosa significano questi termini è un mistero. Quando la pubblicità è scorretta? Cosa si intende per invasiva? I proventi di questa pubblicità a chi vanno? Chi controlla? Ma poi perché si deve fare sta pubblicità?
In realtà ci sarebbe altro, ma per una questione di brevità ci fermiamo qui.
Solo una cosa giusto per togliere qualche dubbio, in quanto abbiamo l’impressione che molti cittadini di Santa Maria a Vico pensano che streaming significhi diretta e quindi che possano vedere comodamente da casa in tempo reale ciò che succede in consiglio. In realtà non è assolutamente così. Lo streaming non è null’altro che la visione di segnali audio/video tramite internet senza bisogno di aver scaricato completamente il file. Quindi succederà questo: si farà il consiglio, il tutto verrà inserito in un file che verrà caricato su quel colabrodo che qualcuno chiama sito internet del comune, e poi potrà essere visto. I tempi di tutti questi passaggi non sono contemplati.
Esiste infatti lo streaming live cioè la possibilità di fruire della trasmissione appunto come un programma televisivo in diretta. Questa possibilità curiosamente non è prevista quindi riteniamo non sia possibile. Oppure ci sbagliamo?
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