
Si scaldano i motori in vista delle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio e a Santa Maria a Vico cominciano a comparire i primi segnali concreti di una campagna che si preannuncia tutt’altro che tiepida. Nelle ultime ore è apparso un manifesto murale a firma “Idea Comune”, un’iniziativa che – al netto delle formule e delle grafiche – sembra avere tra i principali riferimenti politici Carmine De Lucia, classe ’73.
Per cinque anni De Lucia ha pienamente sposato iniziative e attività dell’attuale maggioranza. Non da semplice spettatore, ma ricoprendo ruoli di primo piano: prima presidente del consiglio comunale, poi assessore. Un coinvolgimento politico pieno, strutturale, non episodico. Le delibere, le scelte amministrative, le linee programmatiche: tutto è stato condiviso e sostenuto fino a ieri.
Poi, improvvisamente, la rottura. Una rottura che, sarebbe maturata – a quanto si è capito – attorno a una vicenda che oscillava tra un’immagine su una torta e la posizione delle mani in una fotografia. Francamente, non è mai stato chiarissimo.
Ora, legittimamente, De Lucia può aver cambiato idea. Si può maturare una diversa visione, si può dissentire, si può decidere di prendere un’altra strada. Ma proprio perché si tratta di un percorso così radicale, sarebbe utile capire cosa sia accaduto nel merito.
Quali scelte amministrative oggi vengono contestate? Quali indirizzi non sono più condivisi? Quali atti, votati e sostenuti in prima persona, oggi non rifarebbe? E soprattutto: quando è maturata davvero questa distanza politica? Perché fino a prova contraria, per anni l’amministrazione è stata sostenuta con convinzione.
Diversamente, il rischio è che ai cittadini resti una sensazione un po’ surreale. Come se a governare con Andrea Pirozzi fosse stato un gemello politico: uno che faceva campagna elettorale per la maggioranza, che ne difendeva le scelte, che ne incarnava i ruoli istituzionali… e un altro che oggi si presenta come acerrimo oppositore.
Sia chiaro: la politica è dinamica, solo gli stupidi e i frigoriferi non cambiano idea. Ma proprio per questo, quando si cambia campo, occorre farlo spiegando con chiarezza ai cittadini il perché.
In vista del 24 e 25 maggio, forse la vera novità non sarà tanto la nascita di “Idea Comune”, quanto la capacità – o meno – dei protagonisti di raccontare con trasparenza il proprio percorso politico.